Who is who: Yoo Myung-hee

Nome: Yoo Myung-hee
Nazionalità: sudcoreana
Data di nascita: 5 giugno 1967
Ruolo: Ministro e candidata alla presidenza dell’Organizzazione Mondiale del Commercio
Segni particolari: Ministro del commercio, energia e industria della Corea del Sud

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Yoo Myung-hee è la “scomoda” candidata alla presidenza dell’OMC. Nata il 5 giugno 1967, durante l’apice del miracolo economico sudcoreano, ha scalato i vertici fino a diventare l’attuale ministro del commercio, energia e industria di Seul. Da bambina sognava di diventare scrittrice e inizia il suo percorso accademico proprio laureandosi in letteratura inglese all’università nazionale, per cambiare poi direzione e ottenere un Master in public policies. In un’intervista al Seoul Economic Daily nel 2018 disse che la sua scelta fu spinta dalla consapevolezza che la Sud Corea ne avesse bisogno: il paese infatti non aveva esperti di commercio internazionale nonostante fossero gli anni dell’Uruguay Round. Ha iniziato la sua carriera nella pubblica amministrazione sudcoreana all’inizio degli anni Novanta, approdando presto nel dipartimento del ministero del commercio e dell’industria dedicato ai rapporti con l’OMC. Si è ulteriormente specializzata con un dottorato in diritto presso la Vanderbilt University negli Stati Uniti e ha condotto una brillante carriera come funzionario pubblico, condita anche da una breve ma significativa esperienza nell’ambasciata sudcoreana in Cina. Ha condotto e concluso i negoziati per svariati trattati commerciali, tra cui il Partenariato Economico Globale Regionale che ha creato la più grande area di libero scambio tra i paesi ASEAN e Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud.

Al momento, Yoo Myung-hee non è la candidata favorita, nonostante il forte supporto degli Stati Uniti. Il Prossimo Direttore Generale dell’OMC, infatti, sarà deciso in un tête-à-tête tra il ministro sudcoreano e Ngozi Okonjo-Iweala, ex ministro nigeriano ed ex numero due della Banca Mondiale. L’amministrazione Trump, già molto critica nei confronti dell’OMC, ha opposto resistenza alla candidatura dell’economista nigeriana in quanto considerata “troppo vicina a Pechino”, per via dei flussi di aiuti economici provenienti dalla Cina di cui beneficia la Nigeria. Al contrario, Yoo Myung-hee ha già collaborato a lungo con il capo del commercio americano Robert Lighthizer, anche sui negoziati per la modifica dell’accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Corea, ed è considerata una nomina strategica in chiave delle tensioni commerciali con la Cina. Nonostante la posizione inequivocabile di Washington, i suoi principali alleati economici sono intenzionati a non seguire la Casa Bianca. Tutti i membri dell’Unione Europea hanno supportato pubblicamente la candidatura di Ngozi Okonjo-Iweala. La nomina del ministro sudcoreano, inoltre, pone il Giappone in una posizione particolarmente scomoda date le varie controversie commerciali con Seul.


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Il sostegno ostinato degli Stati Uniti per Yoo Myung-hee è figlio anche della nuova fase nei rapporti tra Stati Uniti e l’OMC, complicati ormai da tempo.  Il Presidente uscente Trump, in particolar modo, ha portato avanti una strenua battaglia contro quella che ha definito un’organizzazione disfunzionale e corrotta che ha sistematicamente svantaggiato gli Stati Uniti a favore della Cina. L’OMC è stata vittima del fuoco incrociato tra le due grandi potenze commerciali, fino alla paralisi completa dell’organo di appello che svolge un ruolo cruciale nelle controversie commerciali a livello internazionale. Oggi l’organizzazione è in una fase di stallo, privata di alcune sue funzioni cardine e soggetta a continui attacchi. Questa condizione riflette bene anche l’impasse nella scelta della prossima Direttrice Generale, che in ogni caso sarà chiamata a svolgere il difficile compito di far ripartire l’OMC.