Who Is Who: Wang Yi

Nome: Wang Yi
Nazionalità: cinese
Data di nascita: 8 ottobre 1953
Ruolo: Ministro degli affari esteri cinese

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Wang Yi, politico e diplomatico della Repubblica popolare cinese, è dal 16 marzo 2013 ministro degli affari esteri del suo paese. Di etnia Han, Wang Yi è membro del partito comunista cinese (PCC) dal maggio del 1981. L’anno successivo ha conseguito la laurea in lingua giapponese alla Beijing International Studies University (Beijing 2nd Foreign Studies University). Successivamente ha conseguito un Master in Economia.

Subito dopo gli studi ha iniziato la sua carriera presso il Ministero degli Affari Esteri, luogo nel quale ha servito per gran parte della sua attività politica, esercitando ruoli di primo piano perlopiù nell’ambito del Dipartimento asiatico. Nel 2001 è stato promosso viceministro degli esteri. Egli ha successivamente prestato servizio in Giappone, dove è stato ambasciatore dal 2004 al 2007.

Wang Yi è stato altresì membro del diciassettesimo e diciottesimo Comitato centrale del PCC e direttore dell’Ufficio Affari di Taiwan del Consiglio di Stato dal 2008 al 2013. Nel 2013, come sottolineato in precedenza, egli è diventato Ministro degli affari esteri, posizione in cui è stato riconfermato nel 2018. Inoltre, egli è stato nominato consigliere di Stato.

La sua attività da ministro degli esteri si è svolta seguendo varie direttrici, con priorità indirizzata alla definitiva affermazione della potenza cinese nello scenario eurasiatico. Nel dicembre 2013, alquanto significativa si è rivelata la sua visita di stato in Medio Oriente, e precisamente in Israele e Palestina. Wang Yi, a margine di ampie discussioni con i leader di ambedue le fazioni, ha sottolineato l’importanza della continuazione di proficui colloqui di pace, al fine di riportare stabilità e ordine in una zona del mondo costantemente funestata da violenza e odio.

Nel novembre 2017, Wang Yi ha poi indicato tre punti fondamentali (antiterrorismo, negoziazione e ricostruzione) per migliorare la situazione della Siria, paese da anni martoriato da una sanguinosa guerra civile. La prospettiva più credibile è che attraverso l’inclusione della Siria nel Belt and Road Initiative (Le nuove vie della seta) la Cina possa acquisire il ruolo di garante della ricostruzione del paese.

Il contributo più originale fornito da Wang Yi nella sua carica di ministro degli esteri è probabilmente il riavvicinamento diplomatico tra il suo paese e la Santa Sede. I contatti tra la Cina e il Vaticano sono notevolmente cresciuti di intensità negli anni del pontificato di papa Francesco, il quale considera la Cina come un attore fondamentale dello scacchiere internazionale, e sembra che possano sfociare in un rinnovo dell’accordo provvisorio bilaterale stipulato dai due Stati nel 2018.