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NotizieWho is who: Samir Kassir

Who is who: Samir Kassir

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Nome: Samir Kassir
Nazionalità: libanese
Data di nascita: 5 maggio 1960
Chi è: storico, giornalista e scrittore libanese

Kassir da intellettuale, giornalista e scrittore non si è accontentato di raccontare la storia di Beirut, ma ne è stato protagonista, narratore e martire. Un martire della parola. Quella parola che ha pagato con la vita, quel 2 giugno 2005 quando l’hanno fatto saltare in aria a Beirut, dov’era appena tornato dopo una prolungata sosta parigina. Un’oasi di indipendenza intellettuale, instancabile osservatore della realtà libanese, a cui aveva da poco dedicato un testo di 700 pagine e, da ultimo, una bellissima analisi sull’infelicità araba.

Samir Kassir, all’inizio del 2003, ha contribuito alla creazione del movimento “Sinistra Democratica” ed è stato eletto membro del suo comitato esecutivo nell’Ottobre 2004. L’uomo della “Nahda” ( “rinascita” in arabo) beirutina, ha militato con i giovani libanesi contro il protettorato siriano sul paese dei cedri; una rivolta vissuta in piazza, seguita al funerale dell’ex Primo ministro Rafiq Hariri, assassinato nella capitale libanese il 14 febbraio 2005 da quattro membri del movimento sciita libanese Hezbollah che ad oggi, tra le altre cose, non sono mai stati arrestati. Rafiq Hariri fu primo ministro del Libano dal 1992 al 1998, nonchè dal 2000 al 2004 per un secondo mandato. Sostanzialmente è stata la figura politica  più importante del Paese dalla fine della guerra civile libanese (1975-1990, provocò circa 120mila morti) e quello che più si è impegnato per combattere l’intervento e l’infuenza della Siria  sulla politica nazionale del Libano.

Nel coraggioso itinerario di una personalità emblematica come Kassir, i suoi articoli, pubblicati sul quotidiano libanese “An-Nahar”, hanno rappresentato la voce più chiara e nitida della rivolta dei giovani di Beirut, parallelamente alla sua continua presenza nella “Place des Martyrs”, spazio simbolicamente sacro, destinato al confronto tra politici, intellettuali e studenti.

‟Bisogna farla finita con i vecchi signori della guerra. E con il confessionalismo”, scrive Kassir. Durante gli anni della guerra civile libanese, Kassir è in Francia e ha doppia nazionalità. Nel marzo del 2011 il suo passaporto libanese viene però ritiratoal rientro da un summit dei leader arabi che aveva duramente criticato, tenuto ad Amman. Nessuna sorpresa: i servizi libanesi da oltre un mese lo tenevano sotto controllo, seguendolo e interrogando i vicini sul suo conto, cercando di isolarlo. Il generale Al Sayed, che li segue in nome e per conto di Damasco, gli ha telefonato a casa, minacciandolo. Dopo pochi giorni Kassir scrive che ‟la Siria deve andarsene, ma non deve ritirare soltanto i soldati, deve rinunciare all’influenza politica, altrimenti sarà soltanto teatro”. La sua presenza viene bandita da tutte le televisioni.

Samir Kassir è stato senza dubbio il primo ad avvertire che la Rivoluzione dei Cedri non avrebbe potuto perdurare senza un ampio programma di riforme politiche ed economiche e ad auspicare il superamento del sistema confessionale vigente in Libano, per assicurare una riconciliazione politica effetiva dopo la fine del protettorato siriano.

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