Who is who: Malala Yousafzai

Nome: Malala Yousafzai
Nazionalità: nata nel Belucistan, provincia del Pakistan, di etnia pashtun, attualmente vive nel Regno Unito e ha ottenuto la cittadinanza onoraria di alcuni paesi occidentali
Data di nascita: 12 luglio 1997
Ruolo: Attivista per i diritti delle donne e premio Nobel per la pace

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La vita

Figlia di un educatore e attivista, Ziauddin Yousafzai frequenta la scuola del padre, dove appare da subito come molto portata per le materie umanistiche. Tutta una serie di organizzazioni scolastiche, con il loro sviluppo, dalla seconda metà degli anni Duemila, iniziavano un’azione di contrasto e cambiamento all’educazione tradizionalmente legata nell’area al sistema delle madaris. Col tam-tam provinciale prima e nazionale poi, cui fa eco un interessato e improvvido sguardo occidentale, Malala Yousafzai diviene presto e facilmente simbolo della lotta per il diritto all’istruzione delle donne. A seguito di una serie di post su un blog della BBC fatti sotto falso nome, a causa di una fuga di notizie, viene rivelata la sua identità che la porta a divenire facile bersaglio di movimenti estremisti pakistani e afghani e dell’ordine tribale. Nel momento del passaggio fra il governo del Pakistan People Party guidato dal Primo ministro Yousaf Raza Gillani e il ritorno dell’umo forte Nawaz Sharif e di un’aspra campagna dell’esercito contro alcuni gruppi terroristici il bersaglio Malala Yousafzai diviene quanto mai appetibile per un gruppo terroristico come il Tehreek Taliban Pakistan che infatti la colpisce.

Gli eventi

Nei primi giorni di ottobre 2012 Malala, proprio mentre si sta recando a scuola su un veicolo adibito a tale funzione, viene attaccata da un commando del TTP e ferita gravemente alla testa. L’attentato è una simbolica vittoria del TTP ed una chiara affermazione della logica terroristica, anche perché Malala riuscirà a sopravvivere solo grazie alla fortuna ed alle cure ottenute in Inghilterra, dove si trasferirà. Viva solo grazie ad una serie di interventi chirurgici Malala diverrà quindi un simbolo globale dell’impegno per garantire la diffusione dell’istruzione femminile ma anche di determinati ideali liberali. Nel 2013 grazie ad un parziale recupero delle gravissime ferite alla testa Malala riesce a riprendere gli studi nel Regno Unito e ottiene l’importante riconoscimento del “Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani”. Nel 2014 vince il Premio Nobel per la pace e ne è la più giovane insignita. Seppure residente ormai in occidente afferma da sempre di essere rimasta legata al suo paese e alla lotta delle popolazioni pashtun per una giustizia sociale che vada al di là di un semplice ordine politico. Porta avanti varie iniziative, fra le quali l’apertura, nel 2015, di una scuola per giovani rifugiate in Libano.

Nel settembre 2017 è entrata in polemica con la sua collega Premio Nobel, la politica birmana Aung San Suu Kyi per il suo silenzio di fronte alle violenze contro la minoranza musulmana Royingya.

Nel 2020 ottiene una laurea ad Oxford, dimostrando tenace volontà e la sua prima dichiarazione è “Non so cosa farò adesso, per il momento sono disoccupata! Ora voglio solo leggere, guardare Netflix e dormire”.