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Who is who? Keir Starmer, il probabile futuro premier nel Regno Unito

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Dal 2020, il Partito Laburista ha ottenuto ampio consenso grazie alla svolta moderata compiuta da Keir Starmer. L’attuale leader dell’opposizione è il grande favorito alla vittoria delle elezioni del 4 luglio. Tuttavia il percorso verso Downing Street è più complicato di quanto appare.

Nome e cognome: Sir Keir Rodney Starmer

Nazionalità: Britannico

Luogo e data di nascita: Londra, 2 settembre 1961

Ruolo: avvocato e politico

Nato e cresciuto a Londra, Keir Starmer ha studiato giurisprudenza a Leeds e ad Oxford diventando avvocato penalista con una spiccata sensibilità sul tema dei diritti umani. La sua parabola, iniziata nel 1987, è salita agli onori delle cronache negli anni ’90 per aver assistito due attivisti di London Greenpeace, Helen Steel e David Morris, in uno storico processo contro McDonald’s. Negli anni successivi, Starmer ha servito come consigliere dei diritti umani nel Northern Ireland Policing Board tra il 2003 e il 2008 e come Direttore del Pubblico Ministero e Capo Procuratore della Corona tra il 2008 e il 2013, incarichi che gli hanno fatto guadagnare il cavalierato nel 2014.

Starmer si è avvicinato in gioventù alla politica in quanto collaboratore per la rivista “Socialist Alternatives. Tuttavia, la sua carriera politica è iniziata solamente alla fine del 2014 quando è stato selezionato dai laburisti come candidato per il distretto elettorale londinese di Holborn e St. Pancras, sostituendo l’uscente Frank Dodson. Starmer entra alla Camera dei Comuni il 7 maggio 2015 riuscendo in pochi mesi ad entrare nel gabinetto ombra di Jeremy Corbyn come segretario per la Brexit. La svolta della sua vita politica è arrivata a dicembre 2019 quando il Labour ha registrato alle elezioni generali il peggior risultato dal 1936 aggiudicandosi solamente 202 seggi alla Camera dei Comuni. Le successive dimissioni di Corbyn hanno portato Starmer a diventare leader del partito nell’aprile del 2020. Inoltre, la sua popolarità è cresciuta parallelamente agli sviluppi tormentati dell’attuale maggioranza Tory nella quale si sono succeduti tre diversi Gabinetti con i quali Starmer si è sempre atteggiato “in maniera costruttiva”.

La direzione politica dell’attuale leader data al Labour è sintetizzata con l’espressione “soft left”. Essa va intesa come una svolta moderata che si distanzia dal riformismo radicale di Corbyn. Il programma politico di Starmer è diviso in dieci punti di cui la riforma del Sistema Sanitario Nazionale, l’ambiente, l’equità in termini di tassazione in ambito scolastico, la nazionalizzazione di alcuni settori quali energia, ferrovie ed acqua e il rafforzamento del salario minimo sono i capitoli più rilevanti. Tuttavia, la leadership di Starmer non è stata esente da critiche. In primo luogo, egli è accusato di aver marginalizzato le figure più a sinistra del partito a favore dei suoi collaboratori più stretti, situazione culminata il 24 maggio 2024 con l’espulsione di Corbyn per essersi candidato come indipendente alle imminenti elezioni del 4 luglio. In secondo luogo, le idee di politica estera di Starmer sono state disapprovate dai laburisti più di sinistra. Il nodo più controverso riguarda il conflitto scoppiato il 7 ottobre in Medio Oriente in cui Starmer ha dimostrato forte sostegno ad Israele avendo posizioni più vicine a quelle dell’attuale esecutivo rispetto a quelle del suo partito tradizionalmente più sensibile alla causa palestinese. Questa scelta rischia, però, di alienare l’elettorato musulmano e più progressista, ragion per cui le ultime dichiarazioni sulla questione sono state più aperte riguardo al possibile riconoscimento di uno Stato palestinese. Ciò conferma come la più grande sfida del possibile futuro Primo Ministro (PM) britannico sia quello di rilanciare il Paese dopo anni di stagnazione economica e di equilibrare le divergenti anime del suo Partito come fecero Tony Blair e Gordon Brown, gli ultimi PM laburisti, quattordici anni fa.

Lorenzo Avesani

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