Who is who: Emomali Rahmon

Nome: Emomalī Rahmon
Nazionalità: Tagika
Data di nascita:
5 ottobre 1952
Ruolo: Presidente della Repubblica del Tagikistan

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Emomali Rahmon nasce da una famiglia di contadini a Danghara, nell’attuale provincia di Khatlon, oblast di Kulob in epoca sovietica. Dopo aver prestato servizio militare, dal 1971 al 1974, nella flotta sovietica del Pacifico, intraprende la carriera politica. Il primo incarico fu quello di Presidente della fattoria statale collettiva di Danghara. Laureato in economia alla Tajik State National University nel 1982, Rahmon viene nominato Presidente del Sovkhoz (azienda agricola statale) nel 1987. La svolta politica avvenne con l’elezione al Soviet Supremo della Repubblica Socialista Sovietica Tagika nel 1990.

Rahmon è alla guida del Tagikistan dal 1992, attraversando indenne la sanguinosa guerra civile scoppiata nel Paese, vinse prima le elezioni del 1994 poi quelle del 1999 sopravvivendo a due tentativi di golpe, nell’agosto 1997 e nel 1998, e ad un attentato nell’aprile 1997. Il 22 giugno del 2003 vinse un referendum che gli permise di candidarsi per altri due mandati di sette anni consecutivi dopo la scadenza del suo mandato nel 2006. L’amministrazione Rahmon viene classificata come autoritarismo dalla Human Rights Watch, organizzazione internazionale adibita al monitoraggio del rispetto dei diritti umani. Considerazione confermata anche dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, in occasione delle elezioni del novembre 2013, vinte con circa l’85% delle preferenze, dichiarandole prive di “scelta genuina e pluralismo significativo”.

Nel dicembre 2015 il parlamento tagiko approvò una legge che attribuì a Rahmon il titolo di “Founder of peace and national unity, Leader of the Nation”, oltre a concedergli l’immunità ratione personae a vita, per ogni accusa. La legge concede al Presidente alcuni privilegi, anch’essi a vita, tra i quali figurano poteri di veto su tutte le principali decisioni statali, la libertà di rivolgersi alla nazione e al parlamento su tutte le questioni che ritiene importanti e la possibilità di partecipare a tutte le riunioni del governo e alle sessioni del parlamento.

Un’altra tappa fondamentale nell’analisi del riformismo di Rahmon è quella del referendum del 22 maggio 2016, la proposta conteneva una serie di peculiari modifiche alla Carta Costituzionale. Tra i principali cambiamenti sono degni di menzione: la rimozione del limite ai termini dei mandati presidenziali, consentendo a Rahmon di candidarsi per tutti i mandati che desidera, l’emarginazione dei partiti politici a base religiosa dalla vita politica tagika, delegittimando e dichiarando fuorilegge il Partito della Rinascita Islamica, la riduzione dell’età minima di ammissibilità per le candidature presidenziali (da 35 a 30), consentendo al figlio maggiore, Rustam Emomali, di candidarsi alla presidenza in qualsiasi momento dopo il 2017. L’amministrazione Rahmon non sembra vacillare neppure nel 2020, lo scorso marzo infatti conquista nuovamente le legislative confermandosi Presidente, verosimilmente per ulteriori sette anni.

La figura di Rahmon è alquanto singolare. Ossessionato dalla figura di Zarathustra, scrisse un libro I tagiki nello specchio della storia, nel quale, attribuiva al filosofo la natalità tagika. Nel 2003 convinse l’UNESCO a indire la celebrazione per il terzo millennio dalla nascita di Zarathustra nella regione della Battria (i Battriani sono una delle linee ancestrali dei Tagiki). Singolare è anche la vicenda legata al cognome del Presidente. Emomali Rahmon nasce infatti come Emomali Rakhmonov Sharipovich, nel marzo 2007 fece cambiare il suo cognome eliminando il morfema “-ov” di memoria russa, rimuovendo anche il patronimico Sharipovich, anch’esso giudicato retaggio russo. L’iniziativa presidenziale divenne molto popolare e decine di funzionari governativi, membri del parlamento e funzionari pubblici di tutto il paese, rimossero patronimici in stile russo e desinenze “-ov” dai loro cognomi. La presa di posizione di Rahmon si tradusse, nell’aprile 2016, in una legge, la quale vietava categoricamente di affibbiare patronimici e cognomi che ricordassero quelli russi ai neonati.


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Riconfermato ancora la scorsa domenica, Rahmon guiderà il paese per altri sette anni, provando faticosamente a guidare il Tagikistan fuori dalla crisi economica e sanitaria dovuta al Covid-19 e bilanciando costantemente Russia e Cina che premono sull’ex-repubblica sovietica.