Who is who: Bo Xilai

Nome: Bo Xilai
Nazionalità: cinese
Data di nascita: 3 luglio 1949
Chi è: emergente politico cinese travolto da accuse di omicidio

Who is who: Bo Xilai - Geopolitica.info

Ex presidente del partito comunista cinese nella municipalità di Chongqing dal 2007 al 2012, in precedenza sindaco di Dalian e governatore della provincia di Liaoning, attualmente in attesa di giudizio. Durante il suo mandato a Chongqing, Bo Xilai si era distinto per la sua campagna di lotta alla criminalità ed alla corruzione interna alle istituzioni, che aveva anche portato alla fucilazione di quattordici quadri del partito. 

Si era fatto, al contempo, portatore degli interessi dell’entroterra: il suo “modello Chongqing” si fondava su una forte partecipazione dal basso e sull’estensione di sistemi di sicurezza sociale anche alle popolazioni rurali, oltre che provvedimenti per ampliare il diritto allo studio in favore delle classi meno abbienti. Fondò la sua linea politica, non senza accuse di populismo, sull’ideologia maoista, che gli valse il consenso delle frazioni di sinistra più marginali rispetto all’apparato politico statale, per portare avanti un indirizzo nuovo rispetto a quello delle “zone economiche speciali” che è stato il motore dell’ascesa cinese degli ultimi trent’anni. Bo Xilai, infatti, contrariamente agli esponenti del partito nelle regioni costiere (fra l’altro duramente colpiti negli anni della lotta alla corruzione), predicava il superamento del modello di crescita trainata dalle esportazioni di tendenza liberista, messo a dura prova dalla crisi attuale, in favore di politiche stataliste di redistribuzione del surplus commerciale sotto forma di assistenza sociale ed aumenti salariali, per alimentare la domanda interna e far fronte all’invecchiamento della popolazione.

“L’affare Xilai” venne alla luce nel marzo 2012, curiosamente poco tempo dopo che Bo Xilai ebbe avanzato la richiesta di ammissione all’Ufficio ristretto del Politburo cinese, quando uno dei suoi alleati, il capo della polizia di Chongqing, Wang Lijun, cercò rifugio presso l’ambasciata statunitense, denunciando Bo Xilai e la moglie per l’omicidio dell’amante di lei Neil Heywood, faccendiere che Bo Xilai avrebbe usato per manovrare movimenti di capitale all’estero.

Comunque vada a finire, la vicenda di Bo Xilai ha avuto conseguenze di non poco momento: anzitutto, ha portato all’attenzione dei media occidentali rilevanti questioni interne alla politica cinese, dalle conseguenze potenzialmente planetarie (si pensi ad una rivalutazione del renminbi per rallentare le esportazioni), che altrimenti sarebbero state occultate sotto la tradizionale immagine monolitica del partito comunista. In secondo luogo, ha segnato una novità nel comportamento dell’opinione pubblica cinese, che dopo i fatti di piazza Tienanmen aveva perduto interesse nella politica: numerosi cinesi hanno seguito la vicenda e, grazie anche all’eco giunta in Occidente (spesso vere e proprie fughe di notizie da fonti interne), ci sono stati molti casi di accesso tramite proxy ai media occidentali per aggirare la censura, che hanno costretto le autorità a dare maggiormente conto delle proprie azioni.