LIBRI – A. Macchi “War Landscapes. Paesaggi di Guerra”

War Landscapes è un libro fotografico con circa 100 immagini in bianco e nero scattate dal giornalista televisivo Alfredo Macchi, in quindici anni di lavoro, come inviato nelle più importanti zone di conflitto del mondo. Si va dalle rovine di Kabul nel 2001 alle case sventrate del Libano del Sud nel 2006, dalle città fantasma della Libia in rivolta nel 2011 ai campi profughi del Sud Sudan e dell’Iraq di questi giorni.

LIBRI – A. Macchi “War Landscapes. Paesaggi di Guerra” - GEOPOLITICA.info (pp.120, euro 30, Tempesta Editore, da oggi in libreria)

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“Ho scattato tantissime foto di disperazione, urla e dolore” spiega l’autore, “ma per questo libro ho scelto immagini di paesaggi, luoghi segnati dalla distruzione e dagli effetti della guerra. Un modo, spero, per riflettere lontano dal rumore e dalle emozioni su tutti i conflitti dell‟epoca contemporanea”.

3rCampi di battaglia, scheletri di aerei, muri di cemento, fortezze e postazioni militari: così, nella quasi totale assenza della figura umana, il giornalista ha mescolato il genere paesaggistico e il reportage per riflettere non su un conflitto particolare ma su tutte le guerre.

23r“Ho scattato tantissime foto di disperazione, urla e dolore” spiega l’autore, “ma per questo libro ho scelto immagini di paesaggi, luoghi segnati dalla distruzione e dagli effetti della guerra. Un modo, spero, per riflettere lontano dal rumore e dalle emozioni su tutti i conflitti dell‟epoca contemporanea”.

49r Ettore Mo che firma la prefazione dice del libro di Macchi: “Ciò che prima di tutto colpisce è l‟assenza totale del colore: tutte le foto in bianco e nero, a cominciare dalla copertina che mostra una Kabul in rovina, come la vidi verso la fine del „79 quando vi misi piede per la prima volta. Poche donne per strada con la borsa della spesa, un bambino che porta a spasso il cane”.

64rNel prologo Macchi scrive: “Qualcuno sostiene che i grandi imperi siano diventati tali con la guerra. Non è vero. La guerra non costruisce, ma distrugge. Distrugge le vite degli uomini, le loro abitazioni, i loro monumenti, le loro città. E la natura, il paesaggio, la bellezza. Le grandi civiltà che si sono sviluppate grazie alla cultura, alla convivenza pacifica, alla lungimiranza di chi le governava. La guerra è sempre stata un passo indietro nella storia. Le rovine che si ergono sui campi di battaglia ne sono una prova”. I testi sono in italiano e in inglese.

67r

Alfredo Macchi, giornalista e fotografo, ha collaborato con diverse testate ed emittenti radiotelevisive (Corriere della Sera, L’Espresso, Rai 1, Radio Popolare) da Milano e da New York. Lavora nella redazione NewsMediaset. Ha seguito alcuni fra i più importanti eventi di cronaca nazionale ed internazionale degli ultimi venti anni.

Nel 2011 ha raccontato da Tunisia, Egitto e Libia le rivolte della Primavera Araba per Tg 5, Tg 4, Studio Aperto e TGcom 24. Ha scritto Rivoluzione SPA. Chi c’è dietro la Primavera Araba (Alpine Studio Editore, 2012) Ha realizzato reportage per il settimanale Passworld e per Storie di confine su Rete 4, per Live! su Italia 1 e per Terra! su Canale 5. Ha vinto il Premio di Giornalismo Saint-Vincent (2002), nel 2009 il Premio Ilaria Alpi per il miglior reportage italiano breve, il Premio Marco Luchetta (2010), il Premio Guido Carletti (2011) e il Premio Enzo Baldoni (2011). Nel 2012 ilPremio Città di Anguillara e il “Fiorino d’argento” al XXX Premio Firenze. Nel 2013 il Premio “il Molinello” per il giornalismo e il Premio “Giornalisti del Mediterraneo” per la fotografia.

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