Vittoria del TAP contro il Nabucco West rivoluzione la geografia energetica dell’Europa
Vittoria del TAP contro il Nabucco West rivoluzione la geografia energetica dell’Europa - GEOPOLITICA.info
style="text-align: justify;">L’annuncio ufficiale del consorzio Shah Deniz II è arrivato da una conferenza stampa, tenutasi a Baku il 28 giugno scorso, in cui è stata ufficializzata la decisione di scegliere il gasdotto Trans Adriatico quale rotta per il trasporto di gas proveniente dal giacimento azero Shah Deniz II. La vittoria del TAP ha dunque fatto tramontare il progetto concorrente, Nabucco West, un tempo definito “progetto bandiera” dell’Unione Europea. 
 
La comunicazione di Shah Deniz ha avuto immediata risonanza a Bruxelles, dove proprio in quei giorni era in corso il Consiglio d’Europa che vedeva riuniti tutti i capi di governo dell’UE, alle prese con complesse trattative sulla situazione economica europea.
La notizia è stata accolta con reazioni diverse da parte dei vari leader europei. La più tempestiva è stata quella del premier romeno, che ha espresso tutta la sua delusione e contrarietà alla bocciatura del Nabucco e dall’esclusione della Romania dal Corridoio Meridionale.
A seguire, il Presidente della Commissione Europea, Barroso, ha diffuso una nota ufficiale in cui definisce la decisione come “una pietra miliare per la sicurezza energetica dell’Unione e un successo condiviso per l’Europa nel rafforzamento della sicurezza energetica dell’Unione.
Per i paesi direttamente coinvolti dal passaggio del TAP, Grecia, Albania e Italia, si è trattato certamente di un grande risultato, a conclusione di intense attività profuse nel sostegno e nella promozione del progetto, parte integrante del più grande progetto europeo, il Corridoio Energetico Meridionale.
Pertanto, da Bruxelles, il premier italiano Letta ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’esito della decisione sul progetto TAP, al quale i Governi Monti e Letta hanno fortemente creduto, ed ha annunciato una sua imminente visita a Baku per ringraziare il presidente dell’Azerbaigian. Come previsto dalla Strategia Energetica Nazionale, recentemente adottata dal Governo italiano, l’Italia ha dunque ancor più solide possibilità di diventare, in prospettiva, uno snodo importante del gas e dunque un paese strategico all’interno del sistema energetico europeo.
Il premier greco Samaras, alle prese con la profonda crisi economica e sociale, intravede nella scelta del TAP una rilevanza del tutto particolare, definita un’opportunità e un “voto di fiducia per il suo paese e per le sue prospettive europee”, essendo questa “la più importante evoluzione positiva del paese negli ultimi dieci anni.”
Anche il neoeletto premier albanese, Edi Rama, a poche ore dalla proclamazione della sua vittoria, ha dimostrato soddisfazione in favore del TAP, durante l’incontro con l’ambasciatore dell’Azerbaigian, organizzato proprio nello stesso giorno in cui il consorzio Shah Debiz ha annunciato la propria scelta.
Tuttavia, al di là dell’entusiasmo e della speranza dei paesi affinché il TAP possa rappresentare anche un volano per le rispettive economie e sebbene il consorzio Shah Deniz II abbia dichiarato di avere già concordato i termini delle vendite di gas con alcune compagnie in Italia e Grecia e Bulgaria, la strada verso la realizzazione dell’intero progetto è ancora lunga.
Il percorso complessivo del gasdotto TAP è di circa 810 km. La Grecia ospiterà il tratto più lungo, di circa 550 km, percorsi i quali il TAP giungerà in Albania, dove è prevista la costruzione di un deposito di stoccaggio ed un percorso di 210 km. Infine, dopo un tragitto sottomarino nell’Adriatico di 105 km, ad una profondità massima di 810 m, il gasdotto giungerà in Italia, con sbocco finale in Puglia, interessata da un tragitto di circa 5 km. La fine della costruzione del TAP è prevista entro il 2018, anno in cui dovrebbe sbarcare in Italia il primo gas azero, dalla capacità iniziale di 10 miliardi di metri cubi annui.
Per arrivare a ciò i passi da compiere sono ancora numerosi. Entro l’anno è prevista la Decisione Finale d’Investimento per Shah Deniz II e la finalizzazione dell’accordo che regola la partecipazione degli azionisti TAP. I membri del consorzio Shah Deniz (BP, Socar e Total) hanno definito un accordo preliminare che prevede l’acquisto della metà delle azioni del TAP, oggi possedute dalla svizzera Axpo (42,5%), dalla tedesca E.On (15%) e dalla norvegese Statoil (42,5%).
Nel frattempo, grazie alla conferma del TAP, il ruolo dei Balcani Occidentali assume una rilevanza nuova, dovuta a vari fattori. Innanzitutto il TAP prevede una sua ramificazione con il Gasdotto Ionico-Adriatico (IAP) che parte dall’Albania, passando per il Montenegro e la Bosnia ed arriva fino alla Croazia. Si tratta di un progetto, promosso qualche anno fa dall’Unione Europea e dalla Banca Mondiale, che ora sta per essere rispolverato, visti i recenti sviluppi. Inoltre nei Balcani Occidentali la dipendenza dal gas russo è quasi totale e non tutti i paesi sono connessi ad una rete gas, come è il caso di Albania, Kosovo e Montenegro.
Altri invece, come la Croazia e la Bosnia sono interessati a diversificate il proprio approvvigionamento energetico fortemente dipendente dalla Russia. A ciò si collega anche l’interesse dei paesi sull’altra sponda dell’Adriatico ad essere parte, sebbene collaterale, di un grande progetto europeo, quale è il Corridoio Meridionale, essendo tutti in fase di adesione all’Unione Europea, seppur a diverse velocità. Non sono estranee nella regione neppure le speranze che progetti di tali dimensioni e peso strategico possano rappresentare nuove prospettive di sviluppo anche economico. Per tutti questi motivi, non sorprende l’attività svoltasi negli scorsi mesi nella regione, volta a dimostrare il proprio sostegno al progetto TAP, e tanto meno la soddisfazione con cui è stata accolta la decisione di Baku. 

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