Vittoria degli ultranazionalisti in Polonia

Dopo la vittoria alle elezioni presidenziali il partito Diritto e Giustizia (PiS) stravince anche le elezioni politiche ottenendo la maggioranza dei seggi, la Polonia ha così completato la virata a destra. Dopo aver perso anche le presidenziali di luglio Piattaforma Civica (PO) cede definitivamente il passo ai conservatori di Diritto e Giustizia. Per la prima volta dal 1989 non sarà presente nessuna forza di sinistra nel Parlamento.

Vittoria degli ultranazionalisti in Polonia - Geopolitica.info Jaroslaw Kaczynski si congratula con Beata Szydlo, Primo Ministro designato (cr: EPA)

Con il 39% delle preferenze Beata Szydlo vince le elezioni politiche tenutesi domenica 26 ottobre, il partito Diritto e Giustizia (PiS) dell’ex Premier Kaczynski ottiene la maggioranza dei seggi e sarà così in grado di governare senza alcuna alleanza.

Domenica si è chiuso definitivamente il ciclo del partito Piattaforma Civica (PO), dopo 8 anni di governo contraddistinti da una crescita economica ininterrotta e dalla costruzione di buone relazioni con l’Unione Europea.

Prima delle elezioni KulturaLiberalna commentava così: “a vincere sarà la forza che saprà cavalcare i simboli, i miti e le paure”.

Diritto e Giustizia (PiS) ha vinto entrambe le elezioni (presidenziali e parlamentari) cavalcando un’ondata di malcontento popolare dovuta ai bassi salari, alla paura di un’ipotetica invasione Russa, ed al problema dell’immigrazione.

Il partito della neopremier Szydlo in campagna elettorale ha promesso ai cittadini un bonus premio di 125 euro per ogni secondogenito. Ha inoltre promesso di abbassare l’età pensionabile dai 67 attuali ai 65 per gli uomini e 60 per le donne, inoltre i pensionati riceveranno medicine gratis.

L’aver prestato poca attenzione alla parte più povera ed in difficoltà del paese, disoccupati, pensionati e giovani in fuga per cercare lavoro, è stato uno degli errori che hanno portato alla sconfitta dei liberali di Piattaforma Civica (PO).

Per coprire le spese di questa politica sociale serviranno 60 miliardi di euro, soldi che il partito conservatore intende recuperare aumentando le tasse alle banche ed alle grosse società che operano in Polonia.

Il partito liberale di EwaKopaczha perso lo scontro con la leader nazionalista sul tema dell’immigrazione. A settembre Piattaforma civica (PO) ha ceduto alle pressioni di Berlino accettando di accogliere a partire dal 2016 diverse migliaia di migranti. La critica che gli è stata mossa dalla rivale Beata Szydlo è stata quella di non aver indicato con precisione quanti migranti la Polonia avrebbe accolto. In campagna elettorale è stata ampiamente criticata la politica di accoglienza proposta dalla cancelliera Angela Merkel ed imposta ai paesi dell’Unione Europea.

L’elettorato di Diritto e giustizia (PiS) vede con scetticismo e paura il flusso di migranti che entra in Europa, ritenendo gli stessi “portatori di malattie e minaccia alla sicurezza del Paese” come dichiarato da JaroslawKaczynski durante un’intervista.

La Polonia è un paese a stragrande maggioranza cattolica e con un esiguo numero di minoranze etniche. I polacchi sono intimoriti dall’idea di dover accogliere un consistente numero di immigrati musulmani, ritenendo che le differenze culturali possano portare ad uno scontro con i valori del 90% della popolazione, minando così la sicurezza all’interno del paese. Di conseguenza Diritto e Giustizia (PiS) ha promesso ai cittadini di resistere alle pressioni dell’Unione Europea per quanto riguarda la distribuzione del numero di migranti. La vittoria degli euro-scettici in Polonia e l’ondata nera che sta avvolgendo l’Europa orientale sono viste con grande preoccupazione da Bruxelles, in quanto rischiano di compromettere gli equilibri europei sulle politiche di accoglienza dei rifugiati.

La vittoria della destra ultranazionalista potrebbe preannunciare un sostanziale cambiamento nella politica estera della Polonia con importanti ripercussioni nelle relazioni con l’Europa.

Il precedente governo di Piattaforma Civica (PO) durante tutto il mandato ha intrapreso una politica estera volta a presentare la Polonia come uno stato affidabile e stabile, accettando in modo positivo e propositivo le politiche imposte dall’Unione Europea.

La Szydlo in campagna elettorale ha duramente criticato la politica estera polacca degli ultimi anni, ritenendo che il paese sia diventato schiavo delle politiche imposte dalla Germania. Il primo obiettivo dei conservatori è quello di riportare gli interessi nazionali al centro del dibattito politico, impegnandosi nel contrastare le politiche europee che minerebbero la sovranità polacca, i valori tradizionali e l’identità religiosa.

Uno dei temi più delicati sarà la crisi in Ucraina, Diritto e Giustizia (PiS) ha aspramente criticato l’atteggiamento moderato tenuto da Piattaforma Civica (PO) nei confronti della Russia. La Polonia chiede a gran voce che le sanzioni imposte dall’Unione Europea vengano confermate ed estese.

Nel 2016 si terrà a Varsavia il vertice NATO in cui il governo polacco chiederà di rafforzare le infrastrutture di difesa del paese, ed una maggiore presenza militare nel paese delle forze alleate, installando nuove basi militari al confine orientale. L’obiettivo è quello di rafforzare la postura della Polonia nei negoziati internazionali per la risoluzione della crisi ucraina, obiettivo che porterebbe il paese a ricoprire il ruolo di leader regionale, un ruolo che è sempre stato promosso dai gemelli Kaczynski con la cosidetta “politica jagellonica”, che prevede la costruzione di una vasta coalizione politica e militare degli stati post-comunisti dell’Europa centro-orientale, volta a contrastare l’espansionismo russo.La neo-premier incrementerà i contatti con l’ungherese Victor Orban per rendere più saldi i rapporti tra i paesi del gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, tutti antieuropeisti e strenui oppositori della politica di accoglimento della Merkel).

Il nuovo governo oltre i temi di politica estera dovrà affrontare con l’Unione Europea la questione sull’adozione dell’Euro. Piattaforma Civica (PO) prima con Donald Tusk e poi con EwaKopacz, aveva garantito che la Polonia avrebbe mantenuto il suo impegno nel soddisfare i criteri per l’ingresso nell’eurozona introducendo quanto prima la moneta unica, una strategia dei liberali per condurre la Polonia a rivestire un ruolo centrale nelle future decisioni prese dall’UE.

Diritto e Giustizia (PiS) d’altro canto sostiene che il paese non debba adottare l’Euro fino a quando l’economia non si sarà allineata a quella dei grandi paesi dell’Europa, e che comunque ogni decisione finale dovrà essere approvata da un referendum popolare. Il nuovo governo sul tema dell’introduzione della moneta unica è in piena sintonia con l’opinione pubblica, in quanto la maggioranza dei polacchi è contraria all’introduzione dell’Euro.

Con la vittoria degli ultra-nazionalisti anche in Polonia cresce in Europa Orientale il numero dei paesi che si dichiarano anti-europeisti. Dal momento che il paese polacco oltre ad aver firmato il Trattato di Lisbona, dal 2007 al 2020 usufruirà di 180 miliardi di euro di finanziamenti garantiti dall’Europa, sarà interessante vedere quanto le politiche anti-europeiste promesse dal partito dei gemelli Kaczynski saranno mera retorica o saranno messe in pratica.