Villa Silin: un intervento di diplomazia culturale italiano in Libia

Intervento d’urgenza per la messa in sicurezza del sito archeologico “Villa Silin” in Libia. Il Department of Archaeology of Libya e la Missione Archeologica in Libia dell’Università Roma Tre, sulla base di un accordo sottoscritto a Tunisi il 10 maggio 2016, hanno avviato un’operazione di messa in sicurezza del sito archeologico della Villa di Silin.

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L’operazione prevede la sostituzione delle coperture della Villa e la salvaguardia del ricco patrimonio artistico che essa racchiude.

La direzione scientifica del cantiere è affidata alla Missione Archeologica, diretta dalla prof.ssa Luisa Musso mentre il Department of Antiquities si è fatto carico della direzione tecnica; il progetto delle nuove coperture è stato realizzato dall’ingegnere strutturista prof. Andrea Giannantoni dell’Università di Ferrara; le linee guide dell’intervento sono state predisposte dall’ISCR – Istituto Centrale per la Conservazione e il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo – e le risorse economiche necessarie, circa 230.000,00 €, sono state messe a disposizione dalla Fondazione MedA – Mediterraneo Antico – Onlus.

I lavori sono iniziati a giugno 2017 e si concluderanno entro fine anno.

 La villa di Silin, scoperta il 13 dicembre 1974, è il miglior esempio conservato di villae extraurbana di età imperiale in Tripolitania. L’abitazione, situata sulla costa a pochi chilometri da Leptis Magna, si estende per circa 3600 mq e fu rinvenuta in uno stato di conservazione eccezionale. La maggior parte degli ambienti, per una superficie complessiva di 900 mq, è arricchita da pavimenti a mosaico a soggetto geometrico e figurato e da una ricca decorazione parietale costituita da pitture e stucchi per un’estensione complessiva di circa 300 mq.

Negli ultimi anni il progressivo deterioramento delle coperture e dei restauri a cui furono sopposti i mosaici dopo il rinvenimento hanno compromesso la conservazione di questo sito unico nel suo genere. Il Department of Archaeology of Libya, vista la mancanza di risorse economiche e l’impossibilità di procurarsi il materiale necessario al restauro a causa degli eventi successivi al 2010, ha chiesto all’Italia di intervenire per impedire la perdita definitiva della Villa.

 L’accordo, oltre alla Fondazione MedA e alla Missione Archeologica in Libia dell’Università Roma Tre, coinvolge attivamente l’ISCR che nel 2013 aveva promosso e finanziato interventi di messa in sicurezza e realizzato corsi di formazionedestinati agli operatori locali, si è impegnato a fornire i materiali necessari alla protezione delle pitture e dei mosaici e a supportare le fasi più delicate dell’intervento fornendo un inedito supporto telematico ai restauratori libici.

 L’accordo prevede:

• Coordinamento tecnico-scientifico degli interventi.
• Fornitura dei materiali necessari al restauro e non disponibili sul mercato libico.
• Protezione delle superfici musive.
• Protezione degli intonaci dipinti.
• Ripristino delle coperture danneggiate e ricostruzione delle coperture a volta a rischio di crollo.
• Ripristino e sostituzione degli infissi e delle porte.
• Ripristino delle recinzioni del sito archeologico.
• Ripristino dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche.

 Lo scopo degli interventi è salvaguardare un monumento unico nel suo genere, per completezza e peculiarità, in attesa che la situazione sociale e politica consentano di avviare un complessoprogetto di restauro. L’accordo ribadisce la collaborazione tra l’Italia e la Libia nel settore dello studio e della conservazione del patrimonio archeologico e monumentale in un momento particolarmente difficile per la società e le Istituzioni libiche.

La collaborazione tra Istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, rappresenta una soluzione innovativa per la Libia e potrebbe costituire un precedente importante nella risoluzione delle, purtroppo frequenti, emergenze che vedono a rischio il patrimonio archeologico e monumentale dei paesi del Mediterraneo.