Valery Giscard d’Estaing, un Presidente liberale in terra di Francia

Il 2 dicembre è morto a Authon, a 94 anni l’ex Presidente francese Valery Giscard d’Estaing. Personaggio originale e figura eccentrica della politica francese, esponente della destra liberale, è stato inquilino dell’Eliseo dal 1974 al 1981.

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La rapida ascesa politica

Nato in una famiglia alto borghese di funzionari del Ministero delle Finanze, Giscard seguì le orme paterne e dopo aver completato gli studi all’ENA fu nominato ispettore delle finanze. Enfant prodige della politica francese, venne eletto all’Assemblea Nazionale nel 1956. In seguito, tra il 1962 e il 1966, ricoprì la carica di Ministro delle Finanze sotto la presidenza di Charles De Gaulle. Nel 1966 prese le distanze da quest’ultimo criticandone l’approccio eccessivamente nazionalista sulle questioni europee e il dirigismo economico. Decise quindi di uscire dal governo e acquisire una soggettività politica autonoma fondando un proprio movimento di ispirazione liberale-riformista. Successivamente, ritrovando maggiore sintonia con l’approccio riformatore di George Pompidou, ricoprì nuovamente il ruolo di Ministro delle Finanze durante la presidenza di quest’ultimo tra il 1969 e il 1974. Estraneo alla componente gollista più ortodossa, Giscard riuscì a sfruttare a proprio favore il vuoto di potere determinatosi nella destra francese a seguito dell’improvvisa scomparsa del Presidente Pompidou. Candidatosi alle presidenziali del 1974 superò al primo turno il candidato ufficiale gollista Chaban-Delmas. Decisivo fu in quel passaggio il sostegno di Jacques Chirac, altro astro nascente della destra, il quale aveva tutto l’interesse a eliminare politicamente Chaban-Delmas che rappresentava la vecchia guardia del gollismo. Con una strettissima vittoria su Mitterrand al secondo turno Giscard d’Estaing divenne a 48 anni, grazie a una serie di contingenze favorevoli, il più giovane Presidente della Quinta Repubblica, primato che manterrà fino all’elezione di Macron nel 2017.

I primi anni di presidenza

I primi anni della presidenza furono caratterizzati dalla forte rivalità con Jacques Chirac, che aveva ottenuto la carica di Primo ministro come ricompensa per il suo decisivo sostegno politico. Successivamente Chirac rassegnerà le dimissioni, segnando una rottura insanabile che porterà i due leader a scontrarsi più volte nei decenni seguenti in maniera più o meno esplicita. Quella con Chirac è una rivalità che, nonostante lo scontro personale, ha ragioni molto più profonde che vanno rintracciate soprattutto nelle storiche differenze culturali e di tradizione politica presenti all’interno destra francese. Liberale, sostenitore di un’integrazione politica dell’Europa, espressione di una destra borghese e riformatrice di tradizione orleanista, Giscard era percepito dai gollisti come un corpo estraneo. Appartenente a una cultura politica storicamente minoritaria in Francia, Giscard d’Estaing rimase sempre critico rispetto alla tradizionale destra gollista di Chirac, una destra popolare di derivazione bonapartista marcatamente statalista e dirigista, più nazionalista e scettica rispetto al progetto di un’Europa politica.

Le riforme

Durante il suo settennato, Giscard d’Estaing si trovò a fronteggiare la crisi economica seguita allo shock petrolifero del 1973, mettendo in atto numerose riforme di impronta liberista in campo economico che modernizzarono il paese dal punto di vista infrastrutturale e industriale.  Colto, elegante, moderno e giovane, ha saputo dare alla Francia l’impulso per una nuova stagione politica caratterizzata dal riformismo. Innovatore dal punto di vista dell’immagine e della comunicazione politica, si distaccò dal formalismo, dalla magnificenza e dalla spettacolarizzazione dell’estetica gollista, prediligendo uno stile informale e immediato, più in linea con il suo progetto di modernizzazione liberale del Paese. Liberista in economia, progressista in materia di diritti civili, si fece promotore di un grande programma di riforme sociali quali il divorzio consensuale, l’aborto e la maggiore età a 18 anni: riforme che modernizzarono la Francia dal punto di vista anche culturale, in netta contrapposizione con il tradizionalismo conservatore della destra fino a quel momento.

Un grande europeista e un innovatore in politica estera

Per quanto riguarda la politica estera Giscard d’Estaing fu visionario e innovatore, da sostenitore di un nuovo multilateralismo diede impulso alla creazione del G7 dei paesi industrializzati. Giustamente annoverato tra i padri dell’Unione europea, diede un grande contributo al processo di integrazione degli anni 70, un decennio molto importante per la costruzione del progetto europeo, in cui cominciò l’allargamento ai paesi dell’Europa Meridionale, appena usciti dalla dittatura. Il trattato monetario dello SME, che gettò le basi per l’euro, il Consiglio europeo nella sua attuale conformazione, l’elezione diretta del Parlamento europeo furono traguardi raggiunti grazie al suo impegno e alla sua ferma convinzione della necessità di una maggiore integrazione.

Dopo la presidenza

Dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 1981, si congedò dai Francesi con un famoso discorso televisivo che terminò con il celebre “au revoir”, un saluto che lasciava presagire che Il Presidente non aveva alcuna intenzione di abbandonare la politica attiva. Così fu, Giscard venne infatti eletto più volte deputato all’Assemblea nazionale, fu successivamente eurodeputato e Presidente della regione dell’Alvernia. L’ultimo grande incarico fu la presidenza della Convenzione europea nel 2001, il comitato a cui era stato affidato il compito di elaborare un progetto per una costituzione europea. Ironia della sorte volle che il suo progetto di costituzione europea fallisse proprio per la bocciatura dei cittadini francesi in un referendum popolare tenutosi nel 2005.


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Un politico minoritario

Al contrario di altri grandi Presidenti della Repubblica non sarà ricordato come un grande leader della politica francese, ma le riforme e i traguardi raggiunti durante il suo settennato costituiscono un passaggio fondamentale per la modernizzazione della Francia. Figura innovatrice, espressione di una destra liberale, Giscard d’Estaing ha saputo incarnare le istanze della parte più avanzata, giovane e moderna della destra francese. Nonostante il riformismo del suo settennato, le sue posizioni politiche non hanno mai trovato una piena e compiuta legittimazione. Mai completamente in sintonia con l’anima profonda della politica francese, Giscard d’Estaing non è riuscito a imporre fino in fondo la propria agenda politica e a tradurla in nuova cultura egemone all’interno della destra francese dominata dalla tradizione gollista. La sua parabola conferma come la tradizione politica puramente liberale rappresenti in Francia, per ragioni storiche che non si possono ignorare, un elemento culturalmente eterodosso e strutturalmente minoritario all’interno del panorama politico.