USA e Polonia alleati contro Nord Stream 2

Al centro dei colloqui alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo polacco Duda il ruolo della Russia nell’approvvigionamento energetico europeo. Un fronte comune contro il gasdotto Nord Stream 2 con gli Stati Uniti pronti a sanzioni per fermare la costruzione del gasdotto che poterà il gas russo in Germania. E con la Polonia che entra sempre più nella sfera di influenza americana incrementando l’acquisto di gas naturale liquefatto proveniente dagli Stati Uniti.  

USA e Polonia alleati contro Nord Stream 2 - GEOPOLITICA.info

 ll timore di un’Europa sempre più legata alla Russia  

Gli Stati Uniti, da sempre, sono contrari alla realizzazione del gasdotto Nord Stream 2 che, una volta a regime, con una capacità di 55 miliardi di metri cubi annui, si andrebbe ad aggiungere al già esistente Nord Stream consentendo a Mosca di inviare in Germania sino a 110 miliardi di metri cubi per anno. La preoccupazione del presidente Trump è che in questo modo l’Europa possa diventare sempre più dipendente dalle forniture di gas della Russia, alla ricerca di rotte alternative a quella Ucraina, dal momento che le tensioni con Kiev non garantiscono pienamente la sicurezza degli approvvigionamenti. Una preoccupazione, quella del presidente americano, aggravata dal fatto che nel frattempo avanzano i lavori per la costruzione del TurkStream, il gasdotto che porterà altro gas russo verso l’Europa attraverso la Turchia.  

La reazione del presidente Trump 

Ed è così che nei giorni scorsi, in occasione dell’incontro a Washington con il presidente polacco Duda, Trump ha ribadito la contrarietà degli Stati Uniti alla realizzazione del gasdotto, minacciando la possibilità di adottare sanzioni. La conferma di una voce che già correva da tempo in ambienti diplomatici tanto che a maggio il segretario all’Energia statunitense, Rick Perry, parlando da Kiev, aveva anticipato che il Senato e la Camera avrebbero approvato una proposta di legge relativa a possibili sanzioni contro il gasdotto. Anche se non è chiaro chi sarebbe colpito dalle sanzioni. Ma gli usa sarebbero pronti a tutto per fermare questo progetto da 9,5 miliardi di dollari che, secondo le parole di Donald Trump, renderebbe la Germania “ostaggio della Russia”.  

L’accordo con la Polonia 

Fin dalle fasi iniziali dell’accordo con Gazprom, il governo polacco si è opposto al nuovo gasdotto e con lui quasi tutti i governi dei paesi dell’Est Europa: sia le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) che temono sempre possibili aggressioni russe, sia la Repubblica Ceca e la Bulgaria. E proprio in occasione della visita del presidente polacco Duda a Washington Stati Uniti e Polonia hanno firmato un accordo per una fornitura ulteriore di 2 miliardi di metri cubi di gas naturale liquido statunitense, per un valore di circa 8 miliardi di dollari. Trump, inoltre, ha ribadito il sostegno di Washington per il progetto del gasdotto (Baltic Pipe) che collegherà la Polonia con i paesi del nord Europa, in un’ottica di diversificazione delle fonti energetiche.  

Il compromesso tra Francia e Germania 

L’affondo degli Stati Uniti arriva pochi mesi dopo il compromesso tra Francia e Germania in sede europea. A Bruxelles, infatti, Macron e Merkel hanno trovato un compromesso che salva, per il momento, la costruzione di Nord Stream 2. In base a questa intesa, i gasdotti che si collegano alla rete europea da Paesi terzi dovranno essere sottoposti alla stringente normativa Ue, ma la responsabilità della sua applicazione e la supervisione spetterà allo stato membro nel cui territorio o nelle cui acque territoriali si trova il primo punto di interconnessione della pipeline. Nel caso di Nord Stream 2, la Germania. Un altro passo verso la realizzazione del gasdotto, anche se la strada sembra essere ancora lunga. E, soprattutto, piena di ostacoli politici e giuridici.