Unione Europea e lotta al terrorismo: le nuove linee guida

Il terrorismo è stato un fenomeno molto diffuso in Europa a partire dagli anni ‘90, con attacchi violenti che hanno dilaniato vari paesi del Vecchio Continente, tra cui principalmente la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, il Belgio e la Spagna, mietendo centinaia di vittime. Le minacce alla sicurezza dei popoli europei sono ancora presenti, e l’Unione Europea si sta muovendo da tempo per cercare di adottare misure in grado di arginare un fenomeno che sembra non conoscere fine. 

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La relazione della commissione speciale sul terrorismo

La lotta al terrorismo è una delle principali priorità dell’Unione e una questione in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei. Al fine di migliorare la risposta dell’U
E al terrorismo, il Parlamento europeo ha istituito una commissione speciale sul terrorismo (TERR) il 6 luglio 2017, per affrontare le questioni pratiche e legislative connesse a questa lotta.Il 13 novembre 2018 la commissione TERR ha concluso i lavori adottando una relazione contenente le sue raccomandazioniAnche se la sicurezza nazionale è di esclusiva responsabilità degli Stati membri, si ricorda la necessità di un’assistenza reciprocaLa relazione raccomanda di andare oltre le attuali iniziative europee contro la radicalizzazione e di creare un centro di eccellenza dell’UE per prevenire la radicalizzazione e migliorare la cooperazione. Essa sottolinea i limiti dell’attuale quadro giuridico in materia di contenuti radicali online e invita la Commissione europea a presentare una proposta legislativa per obbligare i fornitori di servizi online a rimuovere i contenuti terroristici nel tempo di un’ora.La lotta contro il terrorismo concerne anche i flussi finanziari, compreso il finanziamento della radicalizzazione. La relazione chiede così l’istituzione di un sistema dell’UE di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTS) in grado di seguire le operazioni di sospetti terroristi nell’eurozona, oltre al già esistente programma UE-USA di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP).Il documento sottolinea l’uso di esplosivi negli attacchi terroristici nell’UE, accogliendo con favore la proposta di regolamento sui precursori di esplosivi, e chiedendo l’eliminazione delle lacune nella legislazione europea e nazionale in materia di armi da fuoco.

La relazione del Consiglio dell’Unione Europea

Nello scorso mese di maggio, il Consiglio ha presentato un
 progetto di conclusioni sulla prevenzione e la lotta alla radicalizzazione nelle carceri e sulla gestione degli autori di reati di terrorismo ed estremismo violento dopo la scarcerazione. Confermando quanto precedentemente sostenuto dalla commissione TERR, il Consiglio sottolinea quanto la lotta contro il terrorismo rappresenti una priorità assoluta dell’UE. Il Consiglio evidenziacome uno dei rischi principali per i cittadini europei derivi da individui che si sono radicalizzati nel corso della loro permanenza in carcereIl Consiglio invita gli Stati membri asviluppare interventi specializzati per affrontare gli autori di reati di terrorismo ed estremismo violento e gli autori di reati ritenuti a rischio di radicalizzazione nel corso della loro permanenza in carcere, incluse possibilità di scambi di informazioni che coinvolgano varie agenzie, con particolare riguardo alla riabilitazione, al reinserimento e alla gestione del rischio dopo la scarcerazione. Il Consiglio invita poi i paesi membri a valutare l’adesione alla rete europea delle accademie di formazione penitenziaria (EPTA)Il Consiglio sollecita inoltre la Commissione Europea a sostenere le attività degli Stati membri (anche attraverso gli strumenti finanziari disponibili, come il Fondo Sicurezza interna – Polizia e il programma Giustizia) tese a sviluppare programmi di formazione per i professionisti e gli operatori rilevantiprogrammi di disimpegno e riabilitazione per gli autori di reati di terrorismo ed estremismo violento durante la detenzione e la riabilitazione, nonché strumenti di reinserimento sociale per il periodo successivo alla scarcerazione. La Commissione è poi invitata ad agevolare lo scambio di informazioni e la condivisione di buone pratiche apprese attraverso le varie iniziative attuate in questo settore, coinvolgendo le reti degli Stati membri e degli operatori nei vari ambiti di attività pertinenti, come EuroPris, la Confederazione europea della probation (CEP) e la RAN. Infine, la Commissione è sollecitata a continuare a supportare l’operato dei paesi terzi e dei partner, in particolare le regioni limitrofe, come i Balcani occidentali, la regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e il Sahel, per prevenire la radicalizzazione nelle carceri e istituire programmi di riabilitazione e reinserimento dopo la scarcerazione.


Conclusioni

Nonostante il terrorismo vada oram
ai considerato come un grande problema comune alla totalità dei popoli europei, a livello dell’UE esistono ancora forti lacune in merito alla prevenzione di questo fenomeno. Le conclusioni della commissione TERR e del Consiglio dell’Unione Europea rappresentano certamente dei passi in avanti, ma l’imperativo di qui ai prossimi anni dovrà rivolgersi a una cooperazione e a uno scambio di informazioni sempre più massiccio tra gli Stati membri dell’UE, e tra di essi e i paesi terzi. Risolvere la piaga del terrorismo a livello nazionale pare impresa ardua, dunque, soltanto attraverso una forte azione concertata sarà possibile debellare una delle maggiori criticità del nostro continente degli ultimi decenni.