0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

TematicheEuropaCi sarà l’unificazione nel futuro dell’Irlanda del Nord?

Ci sarà l’unificazione nel futuro dell’Irlanda del Nord?

-

La prima storica vittoria dello Sinn Féin alle elezioni potrebbe essere una svolta per l’unificazione dell’isola.

Per la prima volta nei suoi 103 anni di storia politica, l’esecutivo di governo dell’Irlanda del Nord è guidato da un partito nazionalista. Ha fatto scalpore la dichiarazione della leader dello Sinn Féin, Mary Lou McDonald, a seguito della vittoria, in cui ha parlato di un’Irlanda unita “a portata di mano”; anche Michelle O’Neill, vicepresidente del partito e dal 2024 Prima ministra dell’Irlanda del Nord, ha dichiarato che è possibile organizzare un referendum sull’unificazione entro i prossimi dieci anni. Per la prima volta nella storia dell’isola, gli obiettivi politici nella Repubblica d’Irlanda e nell’Irlanda del Nord potrebbero convergere. Infatti, il partito repubblicano e pro-unificazione Sinn Féin è presente e attivo anche nella Repubblica d’Irlanda, dove al momento è il più grande partito d’opposizione e, nonostante un recente declino, spera di vincere le prossime elezioni in arrivo quest’anno. 

La recente dichiarazione della McDonald, che ha portato non pochi malumori tra gli unionisti dell’Ulster e nel Regno Unito stesso, sembra essere un tentativo di guadagnare consenso tra i suoi elettori nella Repubblica a seguito del calo di popolarità del partito. Invece, dall’altro lato del confine, la popolarità dello Sinn Féin è in crescita negli ultimi anni; infatti, in Irlanda del Nord lo Sinn Féin ha vinto le elezioni nel 2022, superando con il 29% dei voti il suo storico rivale: il Partito Democratico Unionista (DUP), con cui ha diviso il potere politico in base al principio di power-sharing instaurato con gli accordi del Venerdì Santo del 1998, ma che, fino ad ora, aveva sempre visto gli unionisti alla guida del governo. 

Attualmente l’unionismo è in declino sia a livello di voti che di identità. Generalmente, le giovani generazioni si smarcano da etichettature comunitarie di nazionalisti o unionisti, che hanno caratterizzato la sanguinosa storia recente della contea dell’Ulster. Tuttavia, questo trend è più evidente tra gli unionisti. Sempre meno persone si identificano come Britannici, mentre invece aumenta sempre di più l’identificazione come Irlandesi. Anche a livello demografico la popolazione cattolica ha sorpassato la popolazione protestante. Fino ad ora il mantenimento di un’immagine positiva ed efficiente dell’Irlanda del Nord all’interno dell’unione era stato essenziale per il DUP al governo. Questo manteneva una fascia della popolazione come incerta. La brexit, per la sua importanza economica e politica, è stata un punto di svolta, dando all’Irlanda del Nord una posizione unica di doppio accesso al mercato dell’UE e del Regno Unito. 

Nonostante la posizione privilegiata dell’Irlanda del Nord le sue finanze sono in stato precario a seguito di boicottaggi da parte del DUP e dello Sinn Féin, che hanno portato all’assenza di un governo dal 2017 al 2020 e dal 2022 al 2024. Le crisi politiche ed economiche hanno avuto un effetto negativo su vari settori, in particolare sulla sanità, che soffre di pochi investimenti e liste d’attesa lunghissime. Il settore sanitario è in una situazione talmente complicata che sia lo Sinn Féin sia il DUP hanno evitato di prendere il controllo del Ministero durante le negoziazioni. Lo stato di difficoltà economica è evidenziato anche da continui scioperi di lavoratori in settori pubblici.

Il futuro dello Sinn Féin sarà ostico nonostante la sua vittoria politica. La strada per l’unificazione non sarà affatto semplice: lo Sinn Féin deve mantenere il consenso elettorale, puntare all’unificazione ma allo stesso tempo collaborare con il DUP per ottenere risultati su questioni essenziali per il benessere dei cittadini. Il rischio di ostruzionismo da parte del DUP è un problema concreto, dato che, in base al sistema politico attuale, è richiesta l’approvazione di entrambi i partiti per l’approvazione di grandi decisioni. Tuttavia, la possibilità di un referendum sull’unificazione sembra essere più vicina considerando le tendenze demografiche e politiche, e dovrebbe essere immune ai boicottaggi degli unionisti, dato che è stato garantito negli accordi del ’98. Infatti, negli accordi si parla della possibilità dei governi Britannici ed Irlandesi di organizzare un referendum sull’unificazione nel caso di un’evidente maggioranza in favore della separazione dal Regno Unito. I meccanismi specifici non sono mai stati presentati, tuttavia si pensa che dei sondaggi affidabili insieme all’interesse della politica potrebbero innescare la procedura. 

Nonostante gli accordi, il Regno Unito resta il principale ostacolo da superare per una riunificazione dell’Irlanda. Infatti, Londra ha rilasciato varie dichiarazioni in cui si dimostra scettica e si pone di traverso rispetto ad un possibile referendum sulla riunificazione. Richi Sunak, il primo ministro del Regno Unito, ha invitato il nuovo esecutivo ad occuparsi di questioni basilari per il benessere dei propri cittadini, piuttosto che pensare a modifiche costituzionali. L’unificazione dell’Irlanda potrebbe avere ripercussioni internazionali dato che la Repubblica è membro dell’UE, rimettendo in questione i rapporti con il Regno Unito, che è sempre stato restio a lasciar andare quello che ritiene un suo territorio. Quindi la leadership dello Sinn Féin è sotto lo scrutinio internazionale: deve dimostrare maturità e mostrare miglioramenti in ambiti critici sia nella Repubblica d’Irlanda che nell’Irlanda del Nord, mantenendo consenso a livello interno e proiettando fiducia a livello internazionale.

Articoli Correlati

All’Italia del G7 urge un “Piano Mattei” (anche) per lo spazio, o forse meglio dire: un “Piano Broglio”

In questo 2024, oltre alla Presidenza del G7, l’Italia sarà il “centro mondiale” dei più importanti appuntamenti in campo...

Nasce l’edizione europea di The Watcher Post

Se, oggi 17 aprile 2024, si pensa al 2019, si pensa a qualcosa di molto in là nel tempo,...

Il sistema degli Spitzenkandidaten: prospettive sulle elezioni europee 2024

In questi mesi abbiamo assistito ai Congressi di tutti i gruppi politici presenti all’interno del Parlamento europeo. I gruppi,...

AI Act e aziende: tra innovazione e regolamentazione

L’adozione dell’AI Act rappresenta un passo fondamentale per disciplinare l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale soprattutto perché si tratta...