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NewsUn saluto all’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee

Un saluto all’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee

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Pubblichiamo un saluto della Redazione di Taiwan Spotlight all’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee, che lascerà l’Italia dopo più di quattro anni di permanenza nel nostro paese; insieme alla lettera di commiato redatta dall’Ambasciatore.

Si tratta di un periodo in cui la percezione dell’opinione pubblica italiana nei confronti di Taiwan è cambiata in modo radicale. In questi quattro anni l’attenzione per Taiwan è aumentata a dismisura e il supporto per la democrazia taiwanese è aumentato in egual misura. Gli eventi nell’Indo Pacifico, dall’aggressiva postura della Repubblica popolare cinese alla gestione della pandemia Covid 19 sino al ruolo cruciale delle fonderie di semiconduttori taiwanese nella filiera globale del valore sono degli elementi importanti di questa attenzione mediatica. Il ruolo dell’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee nel rappresentare Taiwan, spiegare le dinamiche delle relazioni sino taiwanesi, far apprezzare l’incredibile sviluppo della democrazia taiwanese e far diventare la realtà di un paese così lontano – geograficamente e storicamente – dall’Italia così vicina alla quotidianità di italiani è evidente. Mai Taiwan e l’Italia sono stati così vicine, unite non solo da scambi commerciali o cooperazione accademica e scientifica ma soprattutto da una condivisione valoriale che è destinata a segnare in maniera indelebile il futuro delle relazioni tra i due paesi. Il principale successo dell’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee durante i suoi quattro anni di permanenza in Italia, secondo il nostro modesto parere, è stato proprio questo: la definitiva inclusione, nell’immaginario collettivo italiano, di Taiwan nell’universo valoriale di democrazia e libertà.

“Taiwan è un alleato e un’opportunità di crescita per l’Italia”

Vivere, studiare e lavorare in tre occasioni in Italia è stata la parte più bella della mia vita, ma, come dice il proverbio inglese “All good things must come to an end”. Dopo aver servito il mio Paese come Rappresentante in Italia del Governo della Repubblica di Cina (Taiwan) per oltre quattro anni, concluderò il mio mandato e prenderò definitivamente congedo dall’Italia il 1° gennaio prossimo per rientrare in patria.

Lascio l’Italia con molta commozione, perché sono molto legato e affezionato a questo Paese, ma anche con molta gioia: desidero esternare in questa occasione la mia soddisfazione per l’avanzamento delle relazioni tra i nostri due Paesi, che condividono gli stessi valori democratici, di libertà e di rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto.

Sono relazioni che mi auguro sinceramente possano migliorare ancora, seguendo la strada intrapresa negli anni più recenti e procedendo di pari passo con gli altri Paesi membri dell’Unione Europea. Le nostre relazioni bilaterali stanno conoscendo un momento particolarmente felice, testimoniato dalla recentissima missione tecnologico-commerciale e di investimento italiana a Taiwan. Inoltre, io stesso con grande gratificazione lo scorso settembre ho avuto il piacere di accompagnare una folta delegazione della filiera dei semiconduttori di Taiwan composta da produttori, scienziati e accademici di altissimo livello, giunta in Italia per una serie di incontri sia con imprese che con centri di ricerca e accademici italiani leader nel settore dei semiconduttori. Lo scorso anno, infine, è stata fondata l’ITASEA (Italy Taiwan Scientific Exchange Association), associazione per gli scambi in ambito scientifico, tecnologico e industriale tra Italia e Taiwan.

Il mio Paese è leader mondiale nei settori dei semiconduttori, dell’efficientamento energetico e della transizione digitale, meccatronica e aerospaziale. Ma anche l’Italia ha, in questi campi, grandi capacità industriali e innovative che, forse, non erano abbastanza conosciute a Taiwan. Nei contatti bilaterali fra operatori taiwanesi e italiani è infatti emerso un forte interesse reciproco alla collaborazione industriale.  È un’opportunità che il nuovo governo italiano può ora cogliere. Una collaborazione con Taiwan in questi settori tecnologici e industriali avanzati, nei quali è in corso un’aperta competizione internazionale, anche fra i Paesi dell’UE, rafforzerebbe la posizione, già di rilievo, dell’Italia. 

Sono convinto che i tempi e le circostanze siano propizi per proseguire su questa strada. La mia missione a Roma volge al termine, dopo oltre quattro anni in cui ho visto i rapporti bilaterali svilupparsi positivamente, trainati dalla “mano invisibile” della logica economico-industriale. Durante il mio mandato, iniziato nell’agosto 2018, i rapporti con l’Italia sono cresciuti anno dopo anno, grazie anche all’esistenza di forti valori condivisi. In quattro anni si è registrato più di 1 miliardo di investimenti tra Taiwan e Italia. Nel campo degli scambi commerciali, Taiwan e Italia hanno registrato complessivamente circa 5.5 miliardi di euro di scambi nel 2021, con un saldo di circa 400 milioni a favore dell’Italia. L’Italia anche quest’anno rimane il terzo partner commerciale di Taiwan nell’UE dopo Germania e Paesi Bassi.

A riprova del forte legame che unisce Taiwan e Italia, cito l’apertura dei voli diretti tra Milano e Taipei a partire da ottobre 2022, operati due volte a settimana dalla compagnia taiwanese Eva Air, oltre alla riapertura dei voli diretti tra Roma e Taipei a partire dal prossimo marzo 2023, operati dall’altra compagnia taiwanese China Airlines.

Numerose sono inoltre state le prove di grande solidarietà al mio Paese da parte dell’Italia, delle quali non posso che essere grato, nonché le prese di posizione a livello internazionale congiuntamente ad altri Paesi amici e alleati, per accusare le minacce alla stabilità e alla pace della regione Indo-Pacifico. Preziose e utili sono state anche le numerose dichiarazioni dei ministri del G7 e della NATO, e tante le risoluzioni del Parlamento Europeo su tali importanti questioni e, lasciatemi dire, particolarmente apprezzati sono stati un’ordine del giorno approvato in sessione plenaria dalla Camera dei Deputati, e due risoluzioni nella Commissione Esteri votate e approvate all’unanimità. Tutti questi atti hanno espresso indignazione per i tentativi della Cina di minare la sicurezza regionale e hanno sottolineato l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan.

Inoltre, desidero ricordare la recente costituzione del nuovo Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Taiwan, ricostituitosi in occasione dell’inizio della nuova Legislatura, a riprova della continua e costante amicizia verso Taiwan da parte di molti deputati e senatori italiani di ogni parte politica.

L’Italia è famosa e apprezzata in tutto il mondo per il proprio lavoro, le proprie eccellenze, il proprio stile di vita e per il proprio saper fare. Tutte basi fondamentali da cui partire per approdare in qualunque mercato, grazie anche all’autorevolezza protagonista del nuovo governo italiano. Nutro molta fiducia, oltre che una grande speranza, in una maggiore attenzione dell’Italia nei confronti di Taiwan, augurandomi con questo un miglioramento dei rapporti tra i nostri due Paesi, adeguandoli in gran parte a quelli degli altri paesi europei, al fine di facilitare anche l’attrazione di ulteriori investimenti taiwanesi in Italia, che spero possano avverarsi al momento opportuno.

L’Italia è un Paese che amo profondamente e anche se la mia missione è giunta al termine, lo porterò sempre con me, in Taiwan o altrove, perché ormai occupa una parte importante del mio cuore. Colgo infine l’occasione per augurare a tutti gli italiani Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Ambasciatore Andrea Sing-Ying LEE

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