Un punto sul programma dei nuovi ICBM di Washington ed il ruolo di Northrop Grumman

Northrop Grumman ha reso noti gli esiti dei test di novembre 2020 inerenti alla valutazione del design dei futuri vettori intercontinentali che andranno a sostituire l’attuale arsenale nucleare di Washington. Tali esiti hanno rispettato i parametri previsti e hanno aperto ad una nuova fase del programma.

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I test del novembre 2020 si sono effettuati sul design dei vettori proposto dalla Northrop Grumman lo scorso settembre quando si è aggiudicata una commessa di 13.3 miliardi di dollari dal Department of the Air Force per lo sviluppo di un nuovo ICBM ground based definito come GBSD (Ground Based Strategic Deterrent). Come previsto dal contratto questi fondi erano destinati alla fase di sviluppo del design e delle soluzioni ingegneristiche dei vettori e in un secondo momento alla costruzione di un modello testato e pienamente operativo.

Le fasi iniziali del programma e la loro importanza

Lo sviluppo di un programma di tale portata prevede, in ambito industriale, una serie di milestones che possano garantire la qualità del processo. Lo scopo di questi passaggi è di evitare il più possibile l’insorgere di problematiche critiche nelle fasi avanzate di sviluppo, rischiando di invalidare l’intero progetto e perdere le ingenti commesse ricevute. Nel mondo della difesa, in un contesto di contrazione sempre maggiore dei fondi e di un quadro pandemico di non secondaria importanza, sviluppare un programma in maniera efficiente e con il minore spreco di risorse possibile significa mantenere e, possibilmente, guadagnare importanti fette di mercato. A ciò si aggiunge il fatto che i più grandi attori industriali che operano anche nel mondo della difesa sono di fatto entrati in una logica di mercato concorrenziale, il che comporta un’ulteriore riduzione dei margini di errore.

Quanto fatto da Northropp Grumman lo scorso autunno riguarda la valutazione della compliance tra il design del progetto e i requisiti richiesti dall’U.S. Air Force. Il fine è valutare il possibile output della fase di sviluppo conclusa e quindi identificare le priorità delle fasi successive del lavoro. Nello specifico sono state valutate non solo le soluzioni ingegneristiche che saranno adottate per i vettori ma anche l’intera linea di produzione della compagnia (Engineering and Manufacturing Development). Il passaggio successivo a questa fase cruciale riguarderà invece il processo di Integrated Baseline Review (IBR) che vedrà operare un team di oltre 100 persone della compagnia e dell’U.S. Air Force per la definizione di una roadmap più dettagliata, della distribuzione dei fondi in modo più mirato e un framework comune di riferimento per la “misura” dei progressi tecnici dell’intero programma. In questo passaggio, di fatto il programma sarà definito nei minimi dettagli e la sua importanza passa dal fatto che entrambe le parti (azienda ed istituzione) avranno una visione condivisa per poter valutare lo sviluppo del prodotto.

Di rilievo è stato il commento del vice-residente del programma GBSD, Steve Lunny, che ha rimarcato come Northrop Grumman stia lavorando per la creazione di sistemi efficienti che rispettino il budget e le tempistiche. Ciò è teso a sottolineare come la compagnia sia un asset capace di prendere parte a programmi fondamentali per la sicurezza nazionale senza drenare ulteriori fondi che probabilmente vedranno una nuova riduzione da parte del governo.


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Prime valutazioni sul processo di sviluppo del GBSD

È fondamentale precisare che lo sviluppo di sistemi come i vettori intercontinentali con capacità nucleari è un processo di medio-lungo periodo che rende impossibile una sua reale valutazione a pochi mesi dall’assegnazione del contratto. Ciò che può essere valutato è invece la volontà degli Stati Uniti di procedere in maniera spedita in un programma che, stando alla documentazione strategica di Washington degli ultimi anni, andrà a coprire un possibile “buco” di capacità in uno degli ambiti più importanti per una grande potenza, il deterrente nucleare. Il raggiungimento delle capacità operative (IOC) è previsto per il 2029, quando gli attuali vettori Minuteman III avranno raggiunto i 59 anni di servizio operativo. Questo primo dato è in grado di mostrare come l’impellenza del programma e, soprattutto, il rispetto quasi marziale delle deadline siano fondamentali per le istituzioni statunitensi. Ciò trova quindi una conferma nel fatto che a distanza di due mesi dalla firma del contratto di Northrop Grumman si sia già approvato il design e il processo di produzione dei vettori, segno che studi sul programma affondano le loro radici ben prima del suo varo. Ciò può essere in parte confermato dal fatto che in meno di due mesi oltre alla fase di Engineering and Manufacturing Development sono state completate con successo le fasi di Materiel Solution Analysis e di Technology Maturation & Risk Reduction.

Ancora una volta quindi il mondo dell’industria della difesa statunitense dimostra di intercettare quasi perfettamente le esigenze del suo più importante committente attraverso un costante monitoraggio delle esigenze delle istituzioni politiche e militari, per anticiparne le possibili richieste e presentare in tempi ristretti proposte dettagliate e strutturate. Questo approccio ricorda da vicino il comportamento degli attori nei mercati concorrenziali in cui fondamentale è intercettare e anticipare i trend di sviluppo dei mercati stessi per escludere o ridurre l’impatto della concorrenza.

Emanuele Appolloni,
Geopolitica.info