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TematicheRussia e Spazio Post-sovieticoAppunti ucraini: tattica dell’attrito ucraino

Appunti ucraini: tattica dell’attrito ucraino

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Alcuni segnali indicano che ormai il processo di conversione strategica dalla guerra manovrata all’attrito sia ormai compiuto per la controffensiva ucraina. La trasformazione attuata appare evidente nella condotta tattica delle operazioni, anche con una media dell’avanzata giornaliera degli ucraini relativamente contenuta, compresa tra i 500 metri e i 2 chilometri, e che si sviluppa più in ampiezza che in profondità.

Seppur lievi, i progressi registrati dalla controffensiva ucraina in questi giorni sono frutto della strategia d’attrito messa in campo da Kyiv dopo la prima fase offensiva basata su attacchi in forze di formazioni miste di fanteria meccanizzata e corazzati, privi, però, di copertura.

Finora le truppe russe hanno mostrato una buona capacità di resistenza, compiendo anche contrattacchi settoriali, e questo perché la Russia è stata in grado, almeno per il momento, di alimentare le proprie forze con una radicata rete logistica.

La fallimentare esperienza del primo anno di guerra ha spinto i russi a rivedere la struttura della propria logistica, evitando le ampie concentrazioni, in favore di centri intermedi e “spacchettati”.

Questa è una eredità, applicata da Gerasimov, delle idee di Surovikin, il quale, una volta assunto il comando delle forze di Mosca in Ucraina, nell’ottobre 2022, aveva espresso la necessità di superare i problemi che avevano accompagnato l’approvvigionamento delle truppe nella prima fase della guerra.

Per soffocare la resistenza nemica, gli ucraini stanno colpendo la sua rete logistica con bombardamenti di precisione con droni, Himars, e missili Storm Shadow, allo scopo di bloccare o almeno assottigliare i rifornimenti di munizioni e i trasferimenti delle truppe.

Cosicché i blitz (o “ricognizioni in forze” come li chiamano i comandi ucraini) contro le trincee russe siano sempre sostenuti non solo da fuoco d’artiglieria sulla prima linea ma anche sui centri nevralgici delle retrovie.

La vera sfida è accorciare quanto più possibile le catene logistiche di entrambi gli schieramenti, anche per renderle “impermeabili” agli attacchi nemici e continuare a fornire il necessario supporto a chi combatte.

Ecco che, ancora una volta, l’artiglieria assume per l’Ucraina la funzione di arma insieme tattica e strategica, mentre dalla capacità logistica dipendono le sorti dei due eserciti in campo e conferma l’importanza dei servizi di supporto al combattimento (sempre oscurati, naturalmente, nelle cronache dalle armi di linea).

La revisione strategica ucraina, in chiave tattica si esplica con un utilizzo di gruppi di forze più piccoli, principalmente fanteria su blindati MRAP, che attaccano le linee russe con la copertura di corazzati e artiglieria.

I fanti devono creare “bolle” di territorio – non troppo profonde – da cui dirigere il fuoco dell’artiglieria pesante ed a razzo per colpire le seconde linee della difesa stratificata della Russia e le vie della logistica.

Diminuire le unità d’attacco da parte ucraina, risponde alla necessità di ridurre l’impatto dei campi minati russi sul campo di battaglia, che hanno contribuito in modo determinante nei primi giorni a frenare lo slancio manovrato ucraino (da qui le perdite, poi ripianate, di Leopard e Bradley, che ora l’Ucraina tiene molto più da conto).

La scelta del capo di Stato Maggiore ucraino, il generale Zaluzhny, per la Materialschlacht è evidente nell’avanzata ormai strutturata su ricognizioni in forze, più su ampiezza che profondità, con un ruolo centrale per l’artiglieria ed il mantenimento in riserva di una cospicua quantità di forze (si calcola che siano state impiegate in combattimento solo il 15-25% delle truppe ucraine disponibili finora).

Le ricognizioni in forze – che, di fatto, sono l’elemento tattico principale di questa prima parte dell’offensiva ucraina di questa estate – hanno la funzione di scovare, nei gangli del sistema difensivo russo i punti sui quali attuare il “reale” sforzo offensivo, quello che Von Clausewitz avrebbe definito “centro di massa”. Solo una volta individuato lo Schwerpunkt gli ucraini potranno attaccare in massa. E questo concetto vale sia sotto il profilo strategico che, ancor di più, tattico.

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