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Che c’entrano Ucraina e Cipro? Lavrov lancia invano un amo ad Ankara. L’energia al centro di tutto

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Ucraina e Cipro appaiono sugli schermi della Turchia nel contesto dell’intervento militare russo. Quattro giorni prima dell’inizio dei negoziati in Bielorussia, Lavrov si riferisce alla Repubblica Turca di Cipro Nord senza qualificarla come “cosiddetta” o “autoproclamata”. Un segnale di grande importanza per Ankara, alla quale viene chiaramente offerto il riconoscimento della sua “piccola Patria” (yavru Vatan, contrapposta alla “ana Vatan”, la madre Patria, la Repubblica di Turchia). Non si tratta di una novità. Nel recente passato si era ipotizzato più volte che i due Paesi avrebbero potuto addivenire al reciproco riconoscimento di Crimea e, appunto, Cipro Nord per attenuare l’isolamento internazionale in materia.

Gli interessi in gioco sono di duplice natura, militare ed energetico.

  1. L’aspetto militare: nel 2015, la Repubblica di Cipro aveva firmato con la Russia un accordo per permettere alla Marina di quest’ultima di usare i porti militari dell’isola. Sotto forte pressione statunitense aveva però dovuto ridurre l’operatività di diverse attività economiche russe sull’isola (chiusura di shields companies inclusa) e la presenza di depositi bancari. Il segnale mandato da Washington era stato ben inteso nel senso di una chiamata all’ordine, di una presa di posizione “identitaria” netta. Una scelta molto difficile per Nicosia, che ha un’economia basata su finanza e turismo, settori nei quali il peso di Mosca è notevole;
  1. L’aspetto energetico: Cipro intende aumentare il proprio peso strategico ponendosi come punto di snodo delle rotte energetiche provenienti dall’area MENA. Questo vale per entrambe le parti dell’isola. La Repubblica di Cipro aveva ricercato l’obiettivo attraverso la presenza al progetto EASTMED, poi risultato fallito perché abbandonato da parte statunitense. La parte settentrionale aveva invece ricercato, ed ottenuto, sostegno dalla Turchia, che aveva condotto e protetto operazioni di esplorazione nelle acque cipriote senza, tuttavia, mai superare una certa linea rossa con le controparti. La Turchia aveva anche ulteriormente sottolineato il suo enorme interesse ad essere presente nei canali di distribuzione dell’energia nel Mediterraneo orientale siglando un accordo sui confini marittimi con la Libia, la cui finalità era massimamente quella di far intendere che avrebbe dato fastidio ad un gasdotto che, oltre ad escluderla, avrebbe rotto l’isolamento energetico di Cipro e Creta.

Godere del riconoscimento russo di Cipro Nord significa per Ankara migliore accesso all’energia e la continuazione dell’importantissimo progetto di collaborazione nel nucleare. Per la Russia, la possibilità di fruire dei porti militari della parte nord dell’isola. La Turchia si trova inoltre ora a gestire l’importante fardello della gestione degli stretti, regolata dalla Convenzione di Montreaux. Questo capolavoro della prima Turchia repubblicana aveva risolto la questione dei Dardanelli, che era tanto centrale al momento della caduta dell’Impero Ottomano da aver spinto l’Impero Britannico a desiderare la demilitarizzazione dell’intera provincia di Costantinopoli e la sua amministrazione internazionale, ottenendone di fatto la gestione esclusiva. Con Montreaux, Ankara può seriamene limitare il traffico militare russo fra Mar Nero e Mediterraneo. La richiesta di attivare la Convenzione è già stata presentata. Ankara può dare seguito se uno dei Paesi interessati “è in stato di guerra”, possibilità ipotizzabile nel mondo del 1936 (data di firma della Convenzione) ma difficile adesso. Nel Mondo non si dichiara guerra da 70 anni. Ma il concetto è superato, generalmente nel diritto internazionale si adotta la dizione di “conflitto armato”, che in molti campi permette l’applicazione dei medesimi strumenti che prima si attivavano, appunto, con lo stato di guerra, e che può riscontrarsi nel momento attuale. Ankara oserà fare il passo?

La connessione fra Ucraina e Cipro e la Turchia è, ad oggi, il fatto che queste costituiscono il campo di prova nel quale si testerà la “nuova” (più stringente) fedeltà atlantica di Ankara, che è sempre stata molto leale all’Alleanza ma muovendosi su più piani, spesso facendo intendere che la sua fedeltà aveva un prezzo notevole, che ora Washington vorrebbe azzerare.  Qualunque sia il tentativo turco di fare ulteriore “equilibrismo”, entrambe le parti richiederanno coerenza e lealtà. Questa situazione, ad ogni modo, mette Ankara sotto i riflettori e le dona molto peso.

Vedremo inoltre come in questo si muoverà un attore di grandissima importanza nell’area, molto vicino ad entrambe le parti di Cipro e non necessariamente totalmente allineato a Washington: il Regno Unito. Quello stesso Regno Unito che, con la HMS Defender, fu oggetto nello scorso giugno di colpi di avvertimento navigando nel Mar Nero, presso Sebastopoli. A bordo si trovava – casualmente – un reporter della BBC che ebbe modo id dare la sua versione dei fatti. La Defender partiva da Odessa, porto ucraino, e si scontrò con assetti navali ostili: erano russi.    

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