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Tutela del patrimonio culturale e artistico in Ucraina: l’impegno dell’Italia

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Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni sulla tutela del patrimonio culturale ed artistico in Ucraina, è stato ascoltato il 6 aprile in un’audizione informale dalle Commissioni Esteri (III) e Beni culturali (VII) della Camera dei deputati.

Il governo italiano risponde all’appello bipartisan che arriva dal Parlamento per la tutela del patrimonio culturale e artistico ucraino: a declinare la lista degli interventi in questa direzione è il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, in un’audizione informale presso le Commissioni Esteri e Beni culturali della Camera dei deputati.  

“Nei giorni scorsi abbiamo organizzato un incontro per mettere a disposizione del Ministero della Cultura ucraina il software e le competenze dei Carabinieri della Tutela del patrimonio (Tpc), per l’inserimento nelle nostre banche dati dei beni culturali ucraini a rischio e per avere un censimento preciso di tutti i loro siti più esposti”, spiega il Ministro, che rivendica il ruolo attivo svolto dall’Italia nella catalogazione dei beni culturali ucraini sotto scacco dei russi.  

Attualmente, infatti, è a rischio un patrimonio culturale e artistico consistente tra cui figura il centro storico di Odessa (il cui sindaco chiede il riconoscimento a patrimonio UNESCO), il centro storico di Leopoli, la cattedrale di Santa Sofia a Kiev, ma anche le ricche collezioni dei musei del Paese, oltre alle chiese cattoliche e ortodosse, tutti beni espressione della storia e della tradizione ucraina. Nel corso dell’audizione il titolare del dicastero ha annunciato lo stanziamento da parte del Ministero della Cultura di 2 milioni di euro, distribuiti in 20 diverse fondazioni culturali italiane, (dal Maxxi di Roma al Museo Egizio di Torino) per la realizzazione di residenze artistiche pronte ad accogliere gli artisti ucraini fuggiti dalla guerra. 

Un ulteriore intervento, infine, riguarda la firma di un decreto che ha aggiornato e potenziato i Caschi Blu della cultura. “Una task force di pronto intervento davvero indispensabile per tutelare e proteggere il patrimonio culturale dalle guerre e dalle calamità, che possa intervenire in situazioni di crisi, evitando che siano i singoli stati a farlo da soli.” 

A chiedere un’azione concreta per garantire la protezione del suddetto patrimonio sono state le principali forze politiche dell’arco costituzionale, dal Pd (primo firmatario Di Giorgi) alla Lega (Belotti), al M5S (Del Sesto), a Fratelli d’Italia (Mollicone). Dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla proposta Franceschini di offrire all’Ucraina i mezzi finanziari per la ricostruzione del Teatro di Mariupol, le forze politiche si sono mobilitate perché il governo assuma iniziative per la tutela di arte e cultura con qualche sfumatura diversa.  

Il Movimento 5 Stelle chiede all’esecutivo di attivarsi in tutte le sedi competenti  affinché vengano rispettate la Convenzione Unesco del 1970, circa le misure da  adottare per impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di  proprietà dei beni culturali, e la Convenzione Unidroit del 1995, sugli oggetti  culturali rubati o esportati illegalmente; la Lega cita tra le richieste l’istituzione di  borse di studio destinate a giovani artisti ucraini affinché accedano agli Istituti di  alta formazione artistica, quali i conservatori, le accademie di belle arti, gli Istituti  per la danza. Sulla promozione della cultura ucraina insistono sia Pd che FdI  (primo partito a presentare la risoluzione): quest’ultimo nel documento impegna  il governo “ad attivarsi in sede internazionale per garantire la tutela del  patrimonio culturale ed artistico, dell’Ucraina” e “ad adottare iniziative di  competenza per la promozione della cultura ucraina e per l’ospitalità degli artisti  ucraini”. In ogni caso, i firmatari auspicano l’approvazione di un testo unitario che raccolga gli impegni contenuti in tutte le risoluzioni presentate ed un intervento celere dell’Esecutivo. 

Un impegno, quello nazionale, che va di pari passo con quello europeo: in occasione della Conferenza dei Ministri della Cultura, che si è tenuta nell’ambito della presidenza italiana del Consiglio d’Europa, è stata infatti approvata una dichiarazione sull’aggressione russa all’Ucraina. L’atto condanna la distruzione del patrimonio culturale e le violazioni dei diritti umani fondamentali, compreso quello di partecipare alla vita culturale, e impegna i Paesi membri ad azioni concrete a sostegno di Kiev, promuovendo, tra l’altro, l’istituzione dell’”Anno europeo della cultura ucraina”.

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