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24/01/2025
Stati Uniti e Nord America

Il nuovo corso dell’America, i primi ordini esecutivi di Donald Trump

di Giovanni Chiacchio

A seguito del suo ritorno alla Casa Bianca, il Presidente statunitense Donald Trump ha emanato una lunga serie di ordini esecutivi volti ad avviare l’implementazione della propria agenda politica. Alcuni di tali provvedimenti sono risultati sin da subito estremamente controversi e molto probabilmente affronteranno numerose sfide legali.

A seguito del suo ritorno alla Casa Bianca, il Presidente statunitense Donald Trump ha emanato una lunga serie di ordini esecutivi volti ad avviare l’implementazione della propria agenda politica. Alcuni di tali provvedimenti sono risultati sin da subito estremamente controversi e molto probabilmente affronteranno numerose sfide legali.

Gli ordini esecutivi 

Gli ordini esecutivi rappresentano una direttiva firmata dal Presidente degli Stati Uniti volta ad indirizzare le politiche esecutive delle agenzie del governo federale. Tali provvedimenti, similmente ai regolamenti emanati dalle agenzie federali, hanno forza di legge, ergo vengono registrati nel Titolo III del Codice dei Regolamenti Federali degli Stati Uniti. Gli ordini esecutivi traggono la propria forza normativa dalla sezione 1 della clausola 1 dell’articolo 2 della Costituzione degli Stati Uniti, la quale asserisce che il potere esecutivo viene conferito al Presidente degli Stati Uniti d’America. Sin dai tempi di George Washington, tutti i Presidenti hanno emanato almeno un simile provvedimento, ad eccezione di William Henry Harrison. Inizialmente i provvedimenti non venivano documentati.  Tuttavia, a partire dal 1907, il Dipartimento di Stato istituì un sistema di numerazione iniziato con l’ordine esecutivo 1 emesso il 20 ottobre 1862 dal Presidente Lincoln. Tali provvedimenti sono soggetti a revisione giudiziaria e pertanto possono essere impugnati dalla magistratura.

Nel corso della storia diversi sono stati gli ordini esecutivi di grande importanza. Tra questi va ricordato l’EO 8807, emanato dal Presidente Franklin Delano Roosevelt e volto a formare un’agenzia incaricata di supervisionare l’impiego della ricerca scientifica nel campo della difesa, evento che contribuì in maniera determinante al successo del Progetto Manhattan. Un ulteriore esempio è rappresentato dall’EO 10340 firmato da Harry Truman, il quale pose tutte le acciaierie del Paese sotto controllo federale. Tuttavia, il provvedimento venne contestato dalle industrie siderurgiche che riuscirono a sconfiggere la Presidenza dopo un’aspra battaglia legale mediante la sentenza della Corte Suprema Youngstown Sheet & Tube co v. Sawyer. 

La nuova presidenza imperiale 

A seguito del suo secondo insediamento alla Casa Bianca, il Presidente americano Donald Trump ha emanato in un solo giorno ben 48 ordini esecutivi, più di chiunque altro prima di lui. I provvedimenti da lui firmati hanno abbracciato numerosi dossier fondamentali per l’implementazione della sua agenda. Il neo-Presidente ha anzitutto annunciato un nuovo ritiro dagli Accordi di Parigi sul clima al fine di rilanciare il settore industriale americano. In secondo luogo, il Tycoon ha emesso un provvedimento volto a ritirare gli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale documento ha citato in particolare come la suddetta manovra sia motivata dalla malagestione da parte dell’OMS della crisi del Coronavirus, nonché dall’ammontare di fondi allocati da Washington per l’organizzazione, giudicato sproporzionato rispetto alla popolazione statunitense. Sempre sul fronte della politica estera, l’EO 14160 ha determinato la sospensione temporanea nel termine di 90 giorni per consentire ai responsabili dei dipartimenti e agenzie aventi responsabilità in tale settore di valutare l’efficienza programmatica dei relativi programmi e della loro coerenza con la politica estera degli Stati Uniti.

Sul fronte dell’immigrazione, il Presidente Trump ha dichiarato in entrambi i casi un’emergenza nazionale. Nel primo caso, la Presidenza ha dato via libera al dispiegamento di personale da parte del Dipartimento della Difesa per supportare il Dipartimento della Homeland Security nel riprendere il controllo del confine meridionale, designando contestualmente i cartelli della droga come organizzazioni terroristiche. Al contempo, il neopresidente ha varato un ordine esecutivo finalizzato a reinterpretare il XIV Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti al fine di eliminare lo ius soli e reintrodotto la Remain in Mexico Policy, la quale comporta la permanenza dei richiedenti asilo in Messico in attesa della decisione finale da parte del tribunale per l’immigrazione degli Stati Uniti. In relazione al dossier energia, la Casa Bianca ha ufficialmente proclamato un’emergenza nazionale al fine di favorire l’identificazione, lo sviluppo, la produzione e il trasporto di energia e minerali critici. Contemporaneamente, il Tycoon ha emanato un provvedimento volto a favorire lo sfruttamento delle risorse naturali dell’Alaska. 

In ultima analisi, diversi provvedimenti hanno riguardato alcune battaglie culturale condotte dal Presidente Trump, nonché la gestione della pubblica amministrazione. Nello specifico, la nuova amministrazione presidenziale ha ufficialmente riconosciuto l’esistenza del solo sesso maschile e femminile, indicando il sesso come la classificazione biologica immutabile di un individuo. Tale manovra avrà forti ripercussioni a livello federale, in quanto ciò inciderà su numerose dichiarazioni, politiche e moduli che promuovono l’ideologia di genere. La Casa Bianca ha altresì annunciato un congelamento delle assunzioni a livello federale salvo che per i servizi essenziali. Tale mossa è da inquadrare nel più ampio tentativo del Tycoon di snellire la burocrazia statunitense. 

Prospettive 

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento l’impiego di ordini esecutivi e altre direttive similari è notevolmente incrementato. Il forte aumento dei poteri della Presidenza conseguente alla formazione di un solido sistema amministrativo e la maggiore difficoltà nell’approvazione di nuovi provvedimenti attraverso il Congresso a causa dell’incremento della polarizzazione politica, hanno infatti comportato l’impiego de facto da parte della Casa Bianca di questa tipologia di direttive come strumenti volti ad implementare la propria agenda legislativa. Tale processo è recentemente giunto al culmine con l’emanazione di un ordine esecutivo volto a fornire un’interpretazione di un articolo della Costituzione. 

I primi provvedimenti esecutivi di Donald Trump hanno fornito un’utile anticipazione non solo delle priorità che verranno perseguite dalla sua presidenza, ma anche della probabile battaglia istituzionale che si scatenerà negli Stati Uniti nei prossimi anni. L’Agenda 47, programma elettorale del Tycoon, prevede infatti un forte incremento dell’autorità della Presidenza. Il massiccio impiego di strumenti esecutivi da parte della Casa Bianca risulta certamente in linea con tale intento.