Trump approva il nuovo budget della Marina

Di recente è stato approvato il nuovo President’s Budget FY 2021 in cui risulta chiaro come gli Stati Uniti stiano indirizzando enormi risorse verso la Marina, tornata oramai punta di diamante del sistema di difesa di Washington. Il budget previsto per l’anno venturo è di circa 207 miliardi di dollari, una cifra di poco minore rispetto al passato ma giudicata comunque positivamente per la sua ripartizione tra i vari settori.

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La ripartizione del budget

Del totale circa un terzo è diretto verso le spese di mantenimento e delle operazioni con un piccolo aumento rispetto a quanto destinato in precedenza. Uno dei punti centrali di tale fetta di budget è il mantenimento di un’alta readiness delle forze così da poter garantire una risposta rapida ma soprattutto efficace anche attraverso una loro proiezione lontano dalle coste statunitensi. A questo si affianca un ridisegno nella proporzione delle risorse destinate alla manutenzione a favore di quelle per le operazioni e il mantenimento di elevate capacità di combattimento.
Il secondo settore cui sono destinati più fondi è quello del procurement che se ha comunque subito un taglio rispetto al passato,rispecchia le linee guida già stabilite. Nella sezione sugli investimenti per la modernizzazione dei mezzi si ha un paragrafo dedicato alla ricerca di una posizione ottimale per mantenere la superiorità marittima statunitense. Circa 20 miliardi di dollari sono destinati infatti allo sviluppo di 10 vascelli tra cui piattaforme unmanned (a guida remota o automatizzate) ed un processo di ricapitalizzazione del programma degli SSBN classe Columbia definito dal sito navyrecognition come “our nation’s ultimate insurance policy and the Navy’s highest priority”. Nel PB 2021 viene giustificata tale ripartizione delle spese con il fatto che i programmi “would deliver warfighting advantages against China and Russia” confermando quanto affermato nella National Defense Strategy del 2018.


Oltre ai programmi già citati ve ne sono altri connessi alla necessità di contrastare i due principali competitor tra cui: munizionamento a lunga gittata, tecnologia missilistica avanzata (tra cui capacità di crociera ipersonica), armi ad energia diretta e il continuo sviluppo di capacità inerenti l’Information Warfare. Chiara è quindi la direzione tracciata dall’amministrazione che rimanere coerente con quanto già postulato negli ultimi anni sia a livello strategico ma soprattutto a livello di procurement.

Strettamente connesso al procurement è il budget per la ricerca e sviluppo che è di circa il 10% del totale e che ha visto un aumento rispetto al passato. Come recita anche il PB 2020 la disposizione dei fondi va ad implementare la National Defense Strategy del 2018 dando la priorità agli investimenti per la modernizzazione, la letalità e l’innovazione che sono centrali per rispondere alle sfide presenti e future degli Stati Uniti.
Un aspetto interessante che emerge è anche una rivalutazione del ruolo dei membri delle Forze Armate in generale. Con un incremento di oltre il 6% il budget destinato al personale della Marina è la terza fetta più grande della torta. Questo in parte rispecchia l’aumento del 3% della paga base che insieme ad altri benefit ha il fine di rimanere competitivi nei confronti del settore privato.

Un bilancio sui nuovi fondi

Gli obiettivi a breve termine riguardano la consegna di 4 cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, 3 SSN classe Columbia, 5 navi da combattimento sotto costa ed una LPD. A questo si aggiungono altri 2 vascelli con compiti logistici mentre verranno ritirate 6 unità. Infine, sono stati stanziati fondi per la costruzione di 8 nuove unità da combattimento e per la programmazione di altre 44 (comprese 17 unità unmanned).
Per la U.S. Navy risulta chiaro come l’amministrazione stia dando la priorità ad un tipo di forze “expeditionary” in grado di operare in teatri ad alta intensità e lontano dai centri logistici principali seppur a costi più contenuti, non a caso si sta procedendo con l’aggiornamento dell’F-18 nonostante l’acquisizione del nuovo F-35. L’obiettivo è di rendere dispiegabile entro il 2021 una battle force di 306 vascelli insieme ad 11 portaerei e 33 battelli anfibi che sono la spina dorsale dei carrier and amphibious ready groups.