0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

TematicheCina e Indo-PacificoTokyo tra isole contese: la sfida delle Senkaku...

Tokyo tra isole contese: la sfida delle Senkaku e delle Curili

-

La stabilità dell’Indo-Pacifico è legata a una serie di dispute territoriali le cui origini hanno radici nella turbolenta storia della regione. Se a fare notizia è la complessa questione di Taiwan, la cui sovranità è rivendicata da Pechino, Taipei non è l’unica isola ad essere contesa. Le acque dell’Asia sono, infatti, popolate da molteplici attori dalle rivendicazioni sovrapposte. Di particolare interesse è il caso del Giappone. Il principale alleato americano nell’Indo-Pacifico è, difatti, coinvolto in due dispute territoriali con le due principali potenze revisioniste: quella per le Senkaku/Diaoyu con Pechino, e quella per le Curili con Mosca.

Il presente articolo riproduce parzialmente i contenuti di un contributo dell’autore per l’edizione mensile n° 37, anno 1, di “Scenari”, inserto di geopolitica del quotidiano “Domani” (https://bit.ly/3X2cacB).

Le isole Senkaku, una disputa tuttora non riconosciuta

La disputa per la sovranità delle isole Senkaku rappresenta un ostacolo di prim’ordine nelle relazioni sino-giapponesi. Le rivendicazioni di Pechino si intrecciano sia a questioni domestiche legate al nazionalismo cinese, che a dilemmi strategici. Di contro, Tokyo nega risolutamente l’esistenza di una disputa in quanto per il Giappone le isole costituiscono senza ombra di dubbio territorio nipponico. 

Le tensioni tra i due vicini sono più volte sfociate in un aperto confronto diplomatico. Nel 2010, in seguito all’arresto del capitano di un peschereccio cinese coinvolto in una collisione con un’imbarcazione della guardia costiera giapponese, la Cina rispose di fatto imponendo un embargo sulle esportazioni di terre rare al Giappone. Due anni dopo, Tokyo nazionalizzò tre delle isole, suscitando le ire dei cinesi che presero d’assalto ristoranti e attività giapponesi in Cina. Il governo di Pechino rispose, inoltre, annunciando una nuova zona ADIZ (Air Defense Identification Zone), che includeva lo spazio aereo sopra le isole. Sebbene dal 2013 ad oggi, non si siano verificati nuovi incidenti eclatanti, le tensioni rimangono elevate. 

A preoccupare Tokyo sono le continue incursioni di imbarcazioni militari e paramilitari cinesi nelle acque territoriali e nelle zone contigue delle isole, i cui numeri, secondo i dati forniti dalla guardia costiera giapponese, si sono moltiplicati proprio a partire dal 2012. Problematico è anche il fatto che Pechino ricorre a operazioni coercitive entro i canoni della cosiddetta “zona grigia”, ovvero attività assertive che rimangono sotto la soglia di un attacco armato e il cui obiettivo è quello di alterare gradualmente lo status quo e normalizzare la presenza cinese nelle acque contese. In risposta a tali preoccupazioni, Tokyo ha riorientato le proprie priorità strategiche e difensive verso l’area sud-occidentale del paese.

La disputa ha, tuttavia, implicazioni che vanno oltre le sole relazioni bilaterali e rischia di implicare anche gli Stati Uniti, legati al Giappone da un trattato di sicurezza. Sebbene Washington non si sia espressa riguardo la sovranità delle isole, la Casa Bianca ha più volte confermato che le Senkaku ricadono entro i confini dell’Articolo 5.

Le isole Curili, retaggio della Seconda guerra mondiale

A differenza delle Senkaku, le Curili non sono state, in passato, al centro di drastici scontri diplomatici. Negli anni, le varie visite dei rappresentanti del governo russo ⸺ l’ultima quella del Primo Ministro Mishustin nel 2021 ⸺ hanno suscitato le proteste delle autorità giapponesi senza però sfociare in ulteriori tensioni diplomatiche. Al contrario, seppur fermo nelle sue rivendicazioni, il Giappone, soprattutto sotto l’ex Primo Ministro Abe, portò avanti una politica di apertura nei confronti di Mosca. 

La guerra in corso in Ucraina ha, tuttavia, ricalibrato l’approccio giapponese e ha ulteriormente complicato la questione delle Curili. L’allineamento di Tokyo con le potenze occidentali non è, infatti, stato digerito da Mosca che ha risposto alle sanzioni giapponesi includendo il paese nella lista di “nazioni ostili”. Il Cremlino ha, inoltre, abbandonato i negoziati per la firma di un trattato di pace e la relativa risoluzione della disputa, ritirandosi anche dalle negoziazioni per la realizzazione di progetti economici congiunti nei territori contesi. 

Mosca ha inoltre assunto una posizione più rigida e polemica nei confronti di Tokyo denunciando, ad esempio, le esercitazioni militari di Giappone e Stati Uniti, definendole un pericolo per la sicurezza nazionale russa. L’escalation del Cremlino è proseguita con il dispiegamento di sistemi missilistici di difesa su Paramushir, un’isola delle Curili settentrionali non rivendicata da Tokyo. Questo sviluppo non è, tuttavia, da considerarsi una novità. Difatti, la militarizzazione russa dell’intero arcipelago delle Curili, tra cui anche delle contese Etorofu e Kunashiri, era già stata avviata almeno dal 2015. 

Dal canto suo, Tokyo non si è piegata alle ire di Mosca. Kishida ha simbolicamente utilizzato l’espressione “territorio intrinseco” (koyū no ryōdo) in riferimento ai territori contesi, una terminologia che entrambi i suoi due predecessori avevano evitato. Inoltre, il Paese del Sol Levante ha continuato a rafforzare il proprio allineamento con l’Occidente e si è risolutamente espresso a sostegno dell’Ucraina. 

Tensioni su due fronti?

Se gli occhi del Giappone rimangono puntati sulla Cina e sulle incursioni nel Mar Cinese Orientale, l’invasione russa dell’Ucraina ha sollevato nuove apprensioni a Tokyo. Finora, Russia e Cina non si sono espresse apertamente nelle rispettive dispute territoriali. Resta, quindi, da vedere se un’eventuale convergenza di interessi possa spingere Mosca e Pechino a sostenere le reciproche rivendicazioni, soprattutto data la posizione strategica delle isole contese. In tal caso, il Giappone potrebbe trovarsi nella posizione di dover navigare tensioni su due fronti e con rivali che stanno già approfondendo la propria collaborazione in aree di particolare interesse per Tokyo. 

Articoli Correlati

Le relazioni Stati Uniti – India alla prova del porto di Chabahar

Il 13 maggio scorso Iran e India hanno concluso un accordo per lo sviluppo del porto iraniano di Chabahar....

“New normality” in South China Sea: The erosion of Philippine sovereignty and China’s assertive projection into the region

During the 19th biennial meeting of the Western Pacific Naval Symposium, which took place in Qingdao, China in April...

L’India al voto tra sviluppo economico, nazionalismo indù e aspirazioni internazionali

Il 19 aprile hanno preso il via le elezioni nel Paese democratico più popoloso al mondo. Circa 968 milioni...

Il G7 dei Trasporti: la mobilità di un mondo in continua evoluzione

Tre giorni di confronto su temi rilevanti e sulle iniziative politiche per promuovere infrastrutture più moderne, efficienti e sostenibili,...