Tehrik-e-Taliban Pakistan: dalle origini all’attentato di Peshawar

Martedì 16 dicembre 2014 nella città di Peshawar, Pakistan, è stato compiuto un attentato, poi rivendicato dal TTP. Verso le 10.00 del mattino alcuni talebani hanno attaccato la Army Public School, uccidendo 141 persone, tra cui 132 bambini. Esponenti del TTP hanno affermato di aver colpito una scuola in cui fossero presenti figli e figlie del personale delle forze armate pakistane per vendicarsi dell’operazione militare Zar-e-Azb intrapresa la scorsa estate dall’esercito contro i talebani nella provincia del Nord-Waziristan.

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I militanti infatti continuano a sostenere che l’operazione sta uccidendo anche donne, bambini e anziani, cosa molto probabile, poiché i talebani si mescolano con facilità tra la popolazione pashtun della zona. Alcuni studiosi invece suppongono che l’attentato sia stato progettato dal nuovo leader Fazlullah e dai suoi seguaci per dare una dimostrazione di forza e potenza alle fazioni talebane che si sono staccate dal movimento a seguito del cambio di leadership. Sin dalla sua formazione, il TTP era stato di fatto guidato da esponenti della tribù dei Mehsud e la salita al potere di un individuo che non fa parte né di quella tribù né di quelle dei Waziri ha generato malcontento all’interno del TTP. Quest’ultimo, peraltro, già messo a dura prova dall’operazione Zar-e- Azb, la quale sembra aver fino ad ora eliminato un migliaio di guerriglieri.

La struttura del TTP è stata decisa da una shura, un consiglio di 40 talebani anziani, rappresentanti delle sette province della regione di FATA e dei distretti della regione della NWFP. Questi stabilirono che la sede del movimento dovesse essere in Nord Waziristan e che dovesse avere una struttura ad ombrello, ovvero raccogliere al suo interno tutte le diverse fazioni di guerriglieri presenti nella regione, scelta che li ha uniti e rafforzati, ma che al contempo può indebolirli a causa delle potenziali diversità di vedute. I diversi gruppi di militanti controllano differenti regioni all’interno di FATA e spesso hanno un’agenda politica che prevede il raggiungimento di obiettivi distinti. Il TTP ha personale addetto alle pubbliche relazioni e ai rapporti con i mass media e ha sviluppato un’agenda politica ben determinata. I suoi obiettivi principali sono l’applicazione della Shari’a, la creazione di un fronte unito contro le forze della NATO operanti in Afghanistan e il jihad armato contro l’esercito pakistano accusato di collaborare con gli USA; la rimozione di tutti i punti di controllo dei militari presenti all’interno della zona tribale; il rifiuto del dialogo con il governo di Islamabad ed infine una massiccia azione armata contro le rappresaglie dell’esercito nelle regioni da essi occupate.

Il primo leader del movimento è stato Baitullah Mehsud, il quale venne ucciso da un drone americano nel 2009. Hakimullah Mesud, un altro esponente della tribù dei Mehsud venne eletto come suo successore. Durante il suo mandato sembrava ci fosse la possibilità per il governo pakistano di aprire un dialogo con il movimento poiché la nuova guida dei talebani appariva disposta a comunicare con l’esecutivo, ma anche Hakimullah è stato ucciso da un drone americano, il primo novembre del 2013. Dopo la morte di Mehsud la shura elesse come suo successore Mulana Fazlullah, primo leader del TTP non appartenente alla tribù dei Mehsud o alle tribù dei Waziri dalle quali normalmente provenivano le figure di spicco del movimento. Ciò ha comportato un grande cambiamento all’interno del TTP: le varie fazioni che lo compongono stanno cominciando a dividersi, alcune non riconoscendo la legittimità del nuovo capo. Nel settembre del 2014 un gruppo di “comandanti” sottostanti al distretto di Mohmand si sono separati creando una nuova fazione denominata Jamaat-ul Ahrar e il mese successivo altri leader talebani si sono staccati da Fazlullah dichiarando invece lealtà all’emiro dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi.

A mano a mano che il movimento collezionava successi, le sue file furono arricchite da militanti provenienti dalle regioni di Punjab e Sind e attrassero anche militanti afghani, provenienti dall’Asia centrale, dalle regioni di FATA o dalla rete di al Qaeda, tutti con un obiettivo comune: rovesciare il governo pakistano. Entro il 2010 avevano ottenuto il controllo dell’intera area di FATA. La formazione del TTP ha segnato per il Paese l’inizio di un lungo periodo di instabilità e di una sanguinosa guerra civile. I talebani hanno preso infatti di mira le forze armate pakistane e hanno cominciato a lanciarsi in una serie di sanguinosi attentanti in tutto il territorio: solo nel 2007 ci furono 56 attacchi suicidi che uccisero 856 individui, mentre nel 2011 il totale delle vittime era già salito a 35.000, di cui 3.300 esponenti dell’esercito. Nell’estate del 2014 hanno compiuto numerosi attentati nella città di Karachi colpendo non solo singoli individui attivi politicamente ma anche l’aeroporto della città. Durante la seconda metà del 2014 il governo ha provato a condurre dei negoziati di pace con il TTP, negoziati che però hanno sempre dimostrato l’incapacità delle due parti di comunicare efficacemente e soprattutto la mancanza di volontà di portare efficacemente a termine la trattativa. Il fallimento dei negoziati ha portato con sé l’inizio dell’operazione Zar -e- Azb, una massiccia rappresaglia da parte dell’esercito nella regione del Nord Waziristan, azione di cui non è ancora possibile delinare i contenuti poiché dai diversi fronti arrivano notizie discordanti riguardo il numero di vittime e il loro status.

Il TTP durante gli anni è passato dal controllare la regione di FATA a espandersi all’interno dello territorio pakistano, grazie al rafforzamento delle proprie capacità militari, ma anche a causa degli attacchi americani nella regione della NWFP e di quelli dell’esercito pakistano in quella di FATA, che hanno alimentato il malcontento della popolazione. Sono inoltre riusciti a infiltrarsi in una delle città più importanti del Paese, la metropoli portuale di Karachi, in cui operano in maniera parallela ma non congiunta tre diverse fazioni che si contendono il potere, la fazione dei Mehsud, la fazione sottostante al distretto di Mohmand e quella sottostante il distretto di Swat. Dopo la salita al potere del leader Fazlullah il cambiamento in corso appare tuttavia più radicale. Sembra esserci un’evoluzione nel modo di compiere attentati, è la prima volta dalla formazione del TTP che è stato deciso di colpire una scuola facendo così tante vittime tra bambini e ragazzi. Ciò sembra dovuto ad un cambiamento nell’impostazione ideologica di Fazlullah. Il movimento islamico radicale pakistano prendeva infatti il nome di Deobandi, deriva da Deoband, una prestigiosa accademia religiosa fondata nel 1867 nei pressi di Delhi. Il radicalismo dei Deobandi prese piede in maniera consistente nel Paese durante il regime del generale Zia. L’ideologia seguita da Fazlullah si avvicina invece a quella dei Takfiri. Ideologia seguita da altri gruppi di combattenti islamici che hanno messo in atto attentati simili, come il Groupe Islamique Armé – GIA durante la guerra civile algerina e altri gruppi di matrice islamica.

La cosa certa è che il Tehrik-e-Taliban Pakistan sta vivendo un momento di crisi interna e ciò sembra ripercuotersi verso l’esterno con una escalation della violenza nelle loro azioni di rappresaglia. Con la messa in discussione dell’autorità del leader Fazlullah, il distaccamento di alcune fazioni e l’attacco esterno da parte dell’esercito pakistano e i droni statunitensi, il futuro del TTP e delle scelte dei suoi comandanti sembrano sempre più imprevedibili.