Taiwan ricorda e onora l’eroico medico italiano Carlo Urbani.

Carlo Urbani è un eroe del nostro tempo. Da anni in Asia, Presidente dal 1999 della sezione italiana di “Medici senza Frontiere”, all’inizio del 2000 era un medico dell’ospedale di Bangkok e un infettivologo tra i più esperti al mondo. Quando, nel febbraio 2003, comparve un caso sospetto ad Hanoi e i medici vietnamiti si rivolsero immediatamente a Urbani per avere delucidazioni su una polmonite che si era mostrata straordinariamente aggressiva, il medico italiano – marchigiano di Castelplanio (Ancona) –  si troverà a visitare Johnny Chen, cittadino statunitense proveniente da Hong Kong, ricoverato per i sintomi che, nei mesi a seguire, il mondo intero conoscerà come SARS “sindrome respiratoria acuta grave”.

Taiwan ricorda e onora l’eroico medico italiano Carlo Urbani. - GEOPOLITICA.info

Poche settimane dopo Urbani riconosce su sé stesso le avvisaglie della SARS, fa partire per l’Italia la moglie e i loro tre figli e si ricovera in ospedale per combattere la sua personale battaglia contro il virus. Ma lo fa sempre con la chiara necessità di scoprire al più presto una cura per l’epidemia, che intanto si è diffusa in tutta la regione. Poco prima di morire raccomanda ai colleghi medici di prelevare il suo tessuto polmonare per studiarlo e utilizzarlo ai fini della ricerca.

L’intervento immediato di Carlo Urbani permise di salvare migliaia di vite e il metodo anti-pandemie da lui realizzato rappresenta ancora oggi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un valido protocollo internazionale per combattere questo genere di malattie che non conoscono, ovviamente, né frontiere nazionali né colori politici di stati e di governi. Il medico italiano morirà il 29 marzo 2003 e, alla vigilia della Pasqua, tutto il mondo vedrà la moglie e il figlio Tommaso sul cammino della Via Crucis, al Colosseo, portando la Croce accanto a San Giovanni Paolo II. La prima pandemia dell’era globale, che si è potuta diffondere anche grazie alla sempre maggiore interconnessione tra i paesi, è stata sconfitta dalle intuizioni scientifiche e dall’estremo sacrificio personale di Carlo Urbani, ai quali sono seguiti gli sforzi congiunti di varie nazioni con un continuo scambio di informazioni e di ricerche tra gli staff medici degli ospedali di tutti i paesi coinvolti.

In prima fila nella collaborazione e nel sostegno alla lotta alla SARS vi fu Taiwan e quanto accaduto allora, poi ripetutosi in altre diverse circostanze successive, dimostra la totale assurdità, insensatezza e irresponsabilità di chi, nella OMS e nella comunità internazionale, si ostina – per obbedire agli ordini della Cina comunista – ad escludere Taiwan dalla stessa OMS e da altre organizzazioni internazionali che dovrebbero, per precise finalità statutarie, essere al servizio del bene comune dell’umanità intera e non di faziosi interessi politici. Fin da subito dopo la sua tragica e prematura scomparsa, il Governo di Taiwan volle onorare il sacrificio e la memoria del Dottor Urbani sostenendo concretamente alcune iniziative medico-scientifiche. Per avviare quella collaborazione tra Taiwan e l'”Associazione Carlo Urbani” si tenne anche un evento alla Camera dei Deputati con la signora Giuliana Urbani, l’Ambasciatore taiwanese Lin Ki-tseng, il Ministro della Salute Prof. Girolamo Sirchia, il Presidente della Commissione Esteri On. Gustavo Selva, il Direttore Generale per l’Asia del Ministero degli Esteri Amb. Guido Martini e numerosi parlamentari del Gruppo di amicizia Italia-Taiwan. I taiwanesi non hanno mai dimenticato il coraggio, l’altruismo e la generosità di Carlo Urbani che, fedele al giuramento di Ippocrate, ha donato sé stesso per salvare la vita degli altri. In suo onore, a Taipei, è stato istituito il “Carlo Urbani Award” che, ogni anno, viene conferito con una solenne cerimonia. A quella svoltasi il 26 settembre il Vice Presidente Chen Chien-jen, nel ricordare l’eroismo eccezionale con il quale il medico italiano affrontò il virus SARS – da lui individuato per primo comprendendo la enorme pericolosità del contagio – ed elogiando la sua dedizione e il suo coraggio, ha detto che “Carlo Urbani è un esempio luminoso per tutti, un vero eroe che ha mostrato la via per un mondo migliore fatto di amore e di comprensione reciproca“.

Nel suo intervento il Vice Presidente Chen, che è di fede cattolica, ha anche sottolineato che, se le infezioni e le malattie non conoscono frontiere, anche l’amore è un potente strumento transnazionale. Taiwan sta usando sia l’amore sia le nuove tecnologie per combattere le malattie infettive, ad esempio collaborando con scienziati statunitensi per realizzare un vaccino contro la dengue. Si tratta di un obiettivo molto importante che potrebbe salvare migliaia di vite nel Sud Est asiatico ed è un obiettivo ispirato proprio dal grande esempio di Carlo Urbani che Taiwan intende ricordare e onorare con sempre viva gratitudine.