È un grande onore presentare la mia intervista con il Dott. Giuseppe Izzo, Presidente delle Camere di Commercio Europee a Taiwan, un’illustre figura italiana a Taiwan ed eccellenza italiana. La conversazione è un prezioso compendio di cultura, esperienze personali e, soprattutto, di opportunità per intensificare i legami commerciali e culturali tra Taiwan, l’Italia e l’Europa.
La storia di Izzo a Taiwan offre una panoramica affascinante della vita sull’isola e del carattere dei suoi abitanti: una società rispettosa e riconoscente, che merita maggiore attenzione a livello internazionale. Grazie alla sua disponibilità, il Dott. Izzo ci ha offerto una visione più ampia e profonda delle dinamiche di Taiwan, evidenziando la necessità di coltivare queste opportunità future.
- Dottor Izzo, può raccontarci come è iniziata la sua avventura professionale a Taiwan? Cosa l’ha spinta a trasferirsi qui e quali sono stati i primi progetti che ha seguito in questo paese?
Arrivai a Taiwan nel 1991 dalla Corea del Sud, dove avevo trascorso tre anni. La mia azienda, per la quale lavoro tuttora, mi propose di sviluppare dei temi di Marketing a Taiwan che accettai con curiosità. La curiosità si trasformò ben presto in interesse e poi in un rapporto passionale che ho avuto con questa isola, in crescendo infinito che mi guida ancora.
Ero un giovane alle prime armi con grandi tematiche di Mercati Globali e ben presto mi adeguai all’industria locale che era in embrione e che poi è cresciuta esponenzialmente fino a diverse leadership globali.
- Durante i suoi anni a Taiwan, quali caratteristiche del popolo taiwanese l’hanno colpita di più? Come descriverebbe il carattere dei taiwanesi, sia nella vita quotidiana che nel contesto lavorativo?
I taiwanesi sono molto gentili prima di tutto nella loro società nelle loro famiglie. Con gli stranieri poi hanno un particolare atteggiamento di accoglienza che gradualmente, senza rendersene conto, integra gli stranieri stessi nella loro società. Io ho trascorso più della metà della mia vita qui a Taiwan. Tutto quello che conosco, tutto quello che sono l’ho appreso qui: dalla mia famiglia, dai miei colleghi e dalle mie frequentazioni sociali. Ho ricevuto affetto, rispetto, cura ed attenzione in misura enorme, molto più di quello che posso restituire. Questo a volte mi imbarazza, nonostante I miei notevoli sforzi di amore verso questa società.
- Taiwan ha tradizionalmente concentrato le sue relazioni economiche sugli Stati Uniti. Considerando anche i recenti legami con i Paesi Baltici, quali passi concreti potrebbe intraprendere per rafforzare la cooperazione economica e commerciale con il resto dell’Europa?
Storicamente gli Europei non sono stati presenti a Taiwan così come i Giapponesi o gli Americani. Tranne un periodo di presenza olandese, ed un passaggio dei portoghesi, non ci sono tracce tangibili di altre presenze europee. Quindi Taiwan è stata trascurata per molti decenni da molti paesi (si parlava in alcuni articoli giornalistici di “Isola che non esiste”) fino ad arrivare alla notorietà recente causata senza dubbio dagli aspetti tecnologici della modernità’. Vediamo molti sforzi prodotti da diverse organizzazioni internazionali e sicuramente le intensificate relazioni economiche e commerciali sono in fase di ascesa rapida.
- Parlando di relazioni bilaterali, quali sono secondo lei le aree più promettenti su cui Italia e Taiwan possono costruire un rapporto più stretto? In quali settori vede maggiori possibilità di collaborazione e crescita reciproca?
I due paesi hanno simmetrie speculari: l’Italia ha una grande capacità imprenditoriale, basata sulla creatività, sulla meccanica di precisione, sulle linee stilistiche dei prodotti che nel nostro paese sono concepiti quasi come opere d’arte e che diventano poi patrimonio dell’umanità.
Taiwan ha una forza strepitosa nella capacità produttiva che, io ripeto spesso, hanno elevato a “scienza dl manufacturing”.
Se riuscissimo a trovare dei punti di congiunzione, I coniugati potrebbero creare degli esempi esplosivi in termini di mercato globale.
- Avendo vissuto e lavorato a Taiwan per molti anni, ha potuto osservare da vicino la sua crescita e trasformazione. Come ha visto cambiare il paese nel tempo e in che modo Taiwan è riuscita ad aprirsi al mondo e a costruire relazioni internazionali solide, nonostante le difficoltà legate alla sua mancata riconoscenza diplomatica?
I taiwanesi hanno una innegabile capacità imprenditoriale che non si arresta difronte a possibili fallimenti. Dopo una caduta si rialzano e ripartono con altri progetti. Ma anche quando hanno successo, ogni decade trasformano le loro imprese in settori nuovi in modo da offrire ai mercati globali prodotti sempre adatti. In questo modo prosperano.
- Infine, quali consigli darebbe a giovani professionisti italiani che desiderano intraprendere una carriera a Taiwan? Quali competenze e attitudini ritiene siano fondamentali per avere successo in questo contesto?
Taiwan è molto accogliente ed ha saputo sapientemente trasformarsi in una società avanzata di tipo occidentale, nel rispetto anche degli stessi condivisi valori. Al contempo hanno saputo integrare elementi di cultura giapponese con la loro tradizionale e millenaria cultura cinese. Un blend eccezionale ed ormai un eccellente elemento di raccordo per I molti dogmi che tecnologie avanzate impongono.
I taiwanesi sono anche culturalmente ben educati, con titoli universitari che sfiorano il 90% della popolazione. Questo spiega anche I loro successi.
Chi arriva a Taiwan si può rendere conto di tutto questo e trovare una via nel mondo tecnologico o dei servizi avanzati.
Intervista al Dr. Giuseppe Izzo a cura di Guido Gargiulo.
Ringrazio profondamente per l’intervista.

