Archivio Tag: Francia

Le ragioni strategiche dello strike americano sulla Siria

Quali sono le ragioni profonde che hanno indotto gli Stati Uniti a optare per lo strike sulla Siria in tempi così rapidi dopo l’attacco chimico di Duma?

Le ragioni strategiche dello strike americano sulla Siria - Geopolitica.info

Come spiegato da Alessandro Colombo in “Tempi decisivi”, le crisi svolgono la funzione di svelare le verità che si celano all’ombra del confronto tra gli stati. Il bombardamento ordinato dalla Casa Bianca, oltre alla volontà punitiva nei confronti di Bashar al Assad, è sembrato volto più che altro alla ricerca di un effetto “smascheramento”. L’obiettivo, per il momento, è stato ottenuto.

A essere smascherati sono stati, anzitutto, i reali rapporti di forza tra l’America e i suoi rivali strategici. Nonostante la diatriba sul numero dei missili tomahawk intercettati dai russi, è emerso ancora una volta che quando i nodi della politica internazionale vengono al pettine e si passa dalla guerra “sotto altre forme” al ricorso diretto alla violenza nessuno – neanche Mosca – è nelle condizioni di sfidare Washington. La sostanziale passività della Russia, inoltre, svela il fatto che il suo impegno in Siria non abbia quale suo obiettivo prioritario né la salvezza del regime baathista, né la lotta allo Stato Islamico, ma la preservazione delle sue posizioni strategiche a Tartous e Latakia. D’altro canto, viene svelato anche il peso specifico in campo militare dell’Iran. Il contributo di Teheran è stato determinante per la riconquista di alcune importanti città siriane, ma risulta ininfluente quando dalla dimensione terrestre dei combattimenti si passa a quella aerea. Infine, il bombardamento lancia un monito a Damasco. Riafferma, infatti, la disponibilità degli americani al ricorso alla forza quando le “linee rosse” tracciate da Washinton vengono superate, a differenza di quanto accaduto nell’estate del 2013 con l’Amministrazione Obama. Questa dimostrazione potrebbe dissuadere per il momento Assad a realizzare la riconquista del settore nord-est della Siria in mano alle milizie curde.

Il secondo “smascheramento” riguarda i rapporti tra gli Stati Uniti e i loro alleati. Il sostegno fornito da Gran Bretagna e Francia, da un lato, rafforza ulteriormente la special relationship tra Washinton e Londra, una scelta obbligata per Downing Street dopo la Brexit; dall’altro, evidenzia il nuovo corso dei rapporti tra la Casa Bianca e l’Eliseo, al di là delle differenze personali di stile e cultura politica di Trump e Macron. Allo stesso tempo mette a nudo la verità rispetto a due alleati come Israele e Turchia, che negli ultimi anni hanno assunto posizioni quanto meno ambigue nei confronti della Russia. Sia Gerusalemme che Ankara hanno assunto pubblicamente una posizione favorevole allo strike, che resterà da vedere se potrà modificare il corso delle loro relazioni con Mosca.

Dalla prospettiva italiana, invece, almeno per una volta l’assenza di un governo con “pieni” poteri sembra essere una fortuna (a dispetto di quanto dichiarato dal presidente della Repubblica Mattarella). L’interesse dell’Italia è quello di evitare la degenerazione dei rapporti tra Stati Uniti e Federazione Russa, che metterebbe in crisi l’equilibrismo politico che vuole Roma da sempre alleata di Washington, ma con ottimi rapporti con Mosca, per compensare la sua debolezza in sede europea. Un ulteriore peggioramento delle relazioni tra le due potenze ci costringerebbe a una scelta, che non è difficile immaginare sarebbe quella del campo occidentale qualunque sia il nuovo esecutivo. Ma, per l’appunto, il governo ancora non si è formato e l’Italia si può permettere il lusso di non decidere.

Citoyen Macron

Esistono analogie tra le proposte economiche di Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron e le idee, in materia, di Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre?

Citoyen Macron - Geopolitica.info

 Macron e Robespierre

Emmanuel Jean-Michel Frédéric MacronMacron, nato ad Amiens il 21 dicembre 1977 è, dal 14 maggio 2017, il venticinquesimo Presidente della Repubblica Francese, subentrato a François Hollande.

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre, noto come l’incorruttibile, fu uno dei protagonisti della Rivoluzione Francese. La Rivoluzione Francese è caratterizzata da una serie di eventi politici e sociali avvenuti tra il 1789 e il 1799, che portaronodapprima all’instaurazione della monarchia costituzionale e successivamentealla Repubblica, e in seguito all’avvento di Napoleone Bonaparte.Il pensiero economico diffuso nel periodo in questione è da principio quello fisiocratico, e poi quello classico.

Uno sguardo al pensiero economico ai tempi della Rivoluzione Francese

Nell’Europa dei secoli XVI e XVII è diffusa la scuola di pensiero economico detta mercantilismo, secondo la quale la potenza dello Stato deriva dall’avere una bilancia commerciale favorevole, ovvero: le esportazioni debbono superare le importazioni. Tale politica consente l’accumulo di oro e argento, mentre per quanto riguarda le materie prime a basso costo, va incoraggiata l’espansione coloniale.  Una reazione al mercantilismo si ha con la scuola fisiocratica. I fisiocratici operano prevalentemente in Francia. Il loro massimo esponente è François Quesnay (1694-1774). Egli fa derivare la ricchezza di una nazione prevalentemente dal settore agricolo, considerando gli altri settori “sterili”.Dopo il mercantilismo e la fisiocrazia si diffonde la scuola classica. Gli economisti classici sono considerati la prima scuola moderna, che fonda la scienza economica come la conosciamo oggi. I principali esponenti della scuola classica sono: Adam Smith (1723-1790) per il quale occorre limitare al massimo l’intervento statale in economia; David Ricardo (1772-1823) cui va il merito di aver rilevato l’importanza del lavoro nella formazione del valore economico. Per Ricardo l’offerta crea la sua domanda, ergo: il mercato va deregolamentato;John Stuart Mill (1806-1873) che ha precisato il concetto di homo oeconomicus, ovvero il soggetto che obbedisce esclusivamente al proprio tornaconto; Thomas Robert Malthus secondo cui l’accrescimento delle risorse produttive non avrebbe potuto sostenere il ritmo della crescita della popolazione.

Le idee economiche di Robespierre

Le idee economiche di Robespierre si possono evincere da due discorsi, sia pure non specificamente dedicati all’economia: Sul marco d’argento e Sulla sussistenza. Nel primo Robespierre afferma:

Tutti gli uomini nascono e rimangono liberi, ed uguali nei diritti. La sovranità risiede essenzialmente nella nazione. La legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere alla sua formazione, sia da loro stessi, sia attraverso i loro rappresentanti, liberamente eletti. Tutti i cittadini possono essere ammessi agli uffici pubblici, con la sola distinzione della loro virtù e dei loro talenti [Di Bella, Currò (a cura di) 2012].

Per Robespierre l’uomo è proteso, naturalmente, verso la felicità e la libertà.Il potere politico deve operare affinché questi diritti naturali siano sempre riconosciuti a chiunque, considerando che la virtù è il merito. Da queste parole si evince un concetto di meritocrazia ante litteram.

Nel discorso Sulla sussistenza, il leader rivoluzionario espone la sua contrarietà ai monopoli evidenziando, tuttavia, la necessità di un libero mercato delle derrate di prima necessità, come il grano, limitato dall’obbligo di garantire a tutte le fasce della popolazione la disponibilità continua di tali derrate. Ciò, ovviamente, dietro compenso al produttore per il mancato diritto al commercio, o alla conservazione, di tali derrate. Robespierre pone in risalto i diritti di tutti gli attori dell’economia: popolo, produttori, mercanti e commercianti. Altresì specifica che la proprietà deve, necessariamente,avere,anche, una finalità sociale. Sui mezzi di sussistenza, infatti, specifica «Tutto ciò che è indispensabile per conservarla è una proprietà comune dell’intera società. Soltanto l’eccedenza è proprietà individuale e può essere abbandonata all’industriosità del commerciante»[Di Bella, Currò (a cura di) 2012]. Infine egli si dice favorevole alla libertà economica individuale.

Programma economico di Emmanuel Macron

Il programma economico di Macron. può essere sintetizzato nei seguenti punti, desunti da un report settimanale dell’Ufficio Studi e Ricerche del Gruppo Intesa San Paolo pubblicato durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali francesi del 2017:

  • Portare il rapporto deficit/PIL al 3% in previsione di una crescita del PIL prevista attorno. all’1,4% annuo a inizio mandato.
  • Taglio della pressione fiscale a imprese e famiglie, e abbattimento del cuneo fiscale.
  • Piano di investimenti di 50 miliardi di euro.
  • Transizione ecologica.
  • Taglio della spesa pubblica di 60 miliardi di euro in cinque anni.
  • Aumento degli investimenti in sicurezza e difesa.
  • Politica di accoglienza dei migranti.

Nel dettaglio l’implementazione delle proposte economiche di Macron porterebbe a rilanciare l’intervento pubblico attraverso un piano di investimenti da 50 miliardi di euro in cinque anni. Di questi, 30 saranno impiegati per la transizione ecologica e la formazione della forza lavoro; 20 dovrebbero essere investititi in agricoltura, sanità, modernizzazione della P.A. e del settore dei trasporti. Il taglio della spesa pubblica, invece, determinerà una riduzione del tasso di spesa sanitaria al 2,3% annuo rispetto al 4,6% attuale. A ciò si dovrebbe aggiungere un risparmio di 10 miliardi sull’assurance chômage alla luce del calo della disoccupazione al 7% generato dagli interventi pro-crescita. Nessun taglio al sistema pensionistico. È molto probabile che vi sarà un taglio di posti nelle Regioni e Dipartimenti per un totale di circa 70 mila in cinque anni, e di 50 mila negli enti governativi. Grazie a questo il risparmio sarà di 3,5 miliardi di euro.

 Conclusioni

In conclusione si ritiene di poter affermare che esistono analogie tra le proposte economiche di Macron e le idee, in materia, di Robespierre.

In campo economico, il pensiero di Macron può essere inquadrato in un tentativo di connubio tra il liberalismo e il welfare. L’efficientamento dello Stato, nonché della spesa pubblica, certamente rimandano al liberalismo, ma non a quello teorizzato da Milton Friedman il quale sosteneva, ad esempio, che i manager sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari-azionisti, e che devono agire nell’interesse esclusivo di questi ultimi. Nessuna attenzione alla persona in quanto tale. Ciò sembra collidere con il programma economico di Macron. L’attenzione alla persona è elemento fondamentale del pensiero di Robespierre, assieme ad un rimando alla cultura del merito, unita a proposte, teoriche, tendenti all’economia collettivista. Per quanto riguarda l’adesione ad una specifica scuola di pensiero economico, è difficile inquadrare Robespierre in tal senso; egli, infatti, si situa a metà strada tra la fisiocrazia e l’economia classica, per le ragioni sopra esposte. Questi aspetti nel loro insieme mostrano una convergenza che, probabilmente, accomuna molti altri esponenti politici francesi del passato e del presente.