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TematicheAmbiente, Infrastrutture ed EnergiaIl REPowerEU: la strategia europea per l’indipendenza energetica

Il REPowerEU: la strategia europea per l’indipendenza energetica

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Il 18 maggio la Commissione Europea ha presentato la versione dettagliata del REPowerEU. Quest’ultimo costituisce la risposta europea alle difficoltà del settore energetico determinate dall’invasione russa dell’Ucraina. In un clima di tensione tale da provocare l’interruzione della fornitura di gas russo alla Polonia e Bulgaria, in cui la Russia strumentalizza il suo ruolo commerciale per fini politici ed economici, vi è l’assoluta urgenza di rendere i paesi membri dell’UE indipendenti promuovendo una celere transizione ad un’economia verde (Geopolitica.info, 19.05.2022). 

Un primo sguardo  

Se la struttura del piano era nota da mesi, adesso si ha un pieno accesso alle proposte sviluppate (Geopolitica.info, 18/04/2022). Nello sforzo comunitario di diversificare le fonti energetiche la Commissione e gli Stati Membri hanno creato una Piattaforma Energetica Europea. Supportata da una Task Force facente parte del DG Energia della Commissione, si tratta di un meccanismo volontario di coordinamento volto a garantire l’approvvigionamento di energia, anche attraverso l’acquisto comune di gas, GNL e idrogeno (EC, 25/05/2022). 

Il REPowerEU delinea le funzioni di tale piattaforma così come la costituzione di task forces regionali. Nel prossimo futuro la Commissione valuterà la costituzione di un ‘meccanismo operativo di acquisto comune’ di natura volontaria con il compito di negoziare e stipulare contratti a favore degli Stati membri aderenti (REPowerEU, 18/05/2022). La piattaforma è aperta alle parti contraenti extra-UE della Comunità Energetica, vale a dire i Balcani Occidentali, l’Ucraina, la Moldavia e la Georgia (REPowerEU, 18/05/2022).  

Relativamente alle energie rinnovabili, il REPowerEU stila un piano d’azione sul biometano per poter raggiungere una produzione pari a 35 miliardi di m3 entro il 2030 (Staff Working Document, 18/05/2022). Per quanto riguarda l’idrogeno rinnovabile, gli obiettivi entro il 2030 consistono nel raggiungere i 10 milioni di tonnellate di produzione domestica ed importarne una pari quantità (REPowerEU, 18/05/2022). Per evitare fraintendimenti, la Commissione sta lavorando a due atti delegati sulla definizione e modalità di produzione dell’idrogeno rinnovabile, in modo tale da assicurare una decarbonizzazione assoluta.  

Come anticipato nei mesi precedenti, viene riconfermata la proposta di raddoppiare la distribuzione di pompe di calore, raggiungendo i 10 milioni di unità nei prossimi cinque anni (Geopolitica.info, 18/04/2022).  

Inoltre, la Commissione ha annunciato di voler sviluppare delle proposte legislative per richiedere la diversificazione dell’approvvigionamento di gas da parte degli Stati membri, ma anche per la fornitura di materie prime critiche e ulteriori normative riguardanti il settore dei trasporti (EC, 18/05/2022). Infine, la Commissione intende rivedere il quadro normativo riguardante le tecnologie solari, eoliche e delle pompe di calore nei primi mesi del 2023 al fine di garantirne la sostenibilità. 

Una panoramica sui documenti paralleli al REPowerEU  

Nello stesso giorno la Commissione ha pubblicato una serie di strategie e documenti complementari e funzionali al piano per il raggiungimento degli obiettivi in esso delineati. 

La Comunicazione ‘Save Energy’ contiene un piano volto a diminuire i consumi energetici mediante due approcci: tramite scelte volontarie della popolazione e tramite l’efficientamento energetico strutturale (Save Energy, 18/05/2022). Soltanto il primo di questi due porterebbe ad una riduzione della domanda del 5% in un solo anno (IEA).   

La Comunicazione ‘EU External Engagement in a changing world’ presenta invece la politica estera energetica dell’Unione in funzione del REPowerEU (External Engagement, 18/05/2022). Essa, dunque, pone l’accento sulla diversificazione delle fonti, essenziale per garantire autonomia strategica, e sulla creazione e rafforzamento di partnership internazionali. L’UE si pone come leader e promotore di una transizione globale, puntando alla riduzione dei prezzi grazie al risparmio e all’efficienza, incentivando lo sviluppo delle energie rinnovabili e il commercio globale di quest’ultime. Altro punto fondamentale è il supporto ribadito all’Ucraina così come ai paesi limitrofi direttamente o indirettamente colpiti dall’aggressione russa.  

La Comunicazione sulla ‘EU Solar Energy Strategy’ è forse quella che ha riscosso più clamore nei media ed in particolare un elemento di essa, la ‘European Solar Rooftops Initiative’ (Solar Energy Strategy, 18/05/2022). La strategia propone un massiccio aumento ed accelerazione nell’utilizzo delle energie rinnovabili nel settore edile, energetico e dei trasporti. Si mira a raddoppiare la capacità dei pannelli fotovoltaici da qui al 2025 (320 GW) per arrivare ai 600 GW nel 2030. L’Iniziativa invece si basa su una graduale installazione obbligatoria di impianti fotovoltaici per determinate categorie di edifici. Relativa a questo settore la Raccomandazione sulla velocizzazione delle procedure di permesso per i progetti di energia rinnovabile e la facilitazione degli accordi di compravendita energetica (Raccomandazione, 18/05/2022).  

La Commissione ha anche presentato una proposta per una Direttiva volta ad emendare tre precedenti Direttive che trattano la promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili, la performance energetica degli edifici e l’efficienza energetica (Proposta, 18/05/2022). Lo scopo generale è quello di riconoscere le energie rinnovabili come interesse pubblico prevalente. Tuttavia, di rilievo è lo spostamento del target delle rinnovabili dal 40% al 45% entro il 2030, già innalzato dal 32% al 40% nel 2021. Dunque, si passerebbe da una capacità complessiva di produzione di energia rinnovabile pari a 1067 GW, come previsto dal pacchetto Fit for 55, a 1236 GW.  

La stessa proposta innalza l’obiettivo vincolante sulla riduzione di consumo energetico derivante dalle procedure di efficientamento, passando così dal 9% al 13% entro il 2030.  

Un altro degli emendamenti inserisce l’obbligo per gli Stati Membri di adottare un piano che individui le ‘renewables go-to areas’, aree idonee all’installazione e produzione di energia da fonti rinnovabili. I processi di designazione ed autorizzazione dovranno essere semplici e celeri, e a tal scopo la Commissione mette a disposizione uno strumento di mappatura digitale in combinazione con una serie di dati su aree sensibili dal punto di vista ambientale.  

Posizioni contrastanti  

Le reazioni al REPowerEU sono state varie. Sebbene il REPowerEU promuova la sostituzione di combustibili fossili con alternative sostenibili, è stato criticato per rimanere troppo incentrato sul gas. A tal riguardo il think tank italiano ECCØ contesta gli investimenti sulle infrastrutture, come rigassificatori e gasdotti, e la stipulazione di nuovi contratti a lungo termine (ECCØ, 18/05/2022). D’altro parere è invece l’analisi sviluppata da due ricercatori della Florence School of Regulation (FSR, 19/05/2022). Viene infatti riconosciuto il ruolo preponderante che la UE assume tramite questo piano nel panorama energetico geopolitico attuale. Dallo studio risulta che le misure a breve e medio termine proposte dalla Commissione effettivamente danno priorità al gas, ma un elemento non trascurabile è che gli investimenti dovrebbero essere diretti ad infrastrutture convertibili, adatte all’uso di altre molecole non fossili, come l’idrogeno. Nonostante ciò, le criticità rimangono e sono numerose. A partire dal potenziale rischio alimentare che un aumento della produzione del biometano potrebbe rappresentare creando concorrenza per le colture fino ai dubbi riguardanti le tempistiche e l’operatività della Piattaforma Energetica Europea.  

Seppur la Commissione prometta di rendere l’eliminazione graduale della dipendenza energetica dalla Russia realizzabile e conveniente per tutti gli Stati Membri, le misure a breve termine da attuare in tempi estremamente ristretti e in condizioni di mercato non favorevoli costituiscono una sfida non indifferente. 

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