“Storia della guerra dall’Antichità al Novecento” di Piero Visani

Cosa conosciamo davvero del fenomeno guerra? E come mai, sebbene si sia tentato di demonizzarlo ed esorcizzarlo in tutti i modi, esso si manifesta come una presenza consustanziale e ineliminabile nella storia umana, al punto da esservi solidamente presente a tutt’oggi, magari sotto forma di “operazioni di polizia internazionale” (le quali evitano che venga pronunciata una parola impronunciabile e non “politicamente corretta” come “guerra”)? Sono interrogativi cui ha cercato di fornire una risposta Piero Visani, nel suo recentissimo libro Storia della guerra dall’Antichità al Novecento (Oaks Editrice, Milano 2018, 195 pagine, prezzo 18 euro).

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Concepito come primo volume di una Storia della guerra dall’Antichità a oggi, che sarà presto accompagnato da un secondo volume, dedicato alla Storia della guerra nel XX secolo, il saggio di Visani è articolato su 27 sintetici capitoli, dedicati ciascuno a un tema specifico e scritti per destare l’interesse del lettore medio ma privo di conoscenze storiche approfondite (che potrà – se vorrà – sviluppare facendo riferimento alla nutrita bibliografia che accompagna il testo). L’accento viene posto dall’Autore sulla semplicità dell’esposizione e soprattutto sul tentativo di individuare i nodi storici, strategici, tattici e tecnici che hanno determinato l’evoluzione del fenomeno bellico nel corso di oltre due millenni, in una logica che è palesemente quella clausewitziana di vedere la guerra come una “continuazione della politica con altri mezzi”, ma al tempo stesso mai dimentica del fatto che, per quanto tale fenomeno sia da tempo pesantemente demonizzato ed esorcizzato, il genere umano non ha mai cessato – per dirla con James Hillman – di nutrire “un terribile amore per la guerra”, coltivato potentemente, pur con le opportune precauzioni mediatiche e propagandistiche, anche oggi.