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18/03/2025
Europa, Italia, Spazio

Starlink nello Spazio italiano: l’UE in ritardo nella competizione per la dimensione spaziale

di Viola Petrelli

Starlink di Elon Musk approda in Italia con il Ddl Spazio. Sulla bilancia ci sono benefici e rischi: l’Italia vuole sganciarsi dal ritardo tecnologico europeo, ma il lasciapassare a Musk nello spazio italiano ha rischi elevati. Il tema è cruciale nell’ambito della difesa europea, per cui l’Unione dovrebbe cercare di intervenire con piani rapidi e concreti, volti a preservare l’autonomia e la sovranità digitale europea. È necessario, infatti, evitare che attori esterni e privati, i cui interessi non coincidono con quelli europei, ottengano il monopolio della dimensione strategica spaziale. 

Starlink di Elon Musk approda in Italia con il Ddl Spazio. Sulla bilancia ci sono benefici e rischi: l’Italia vuole sganciarsi dal ritardo tecnologico europeo, ma il lasciapassare a Musk nello spazio italiano ha rischi elevati. Il tema è cruciale nell’ambito della difesa europea, per cui l’Unione dovrebbe cercare di intervenire con piani rapidi e concreti, volti a preservare l’autonomia e la sovranità digitale europea. È necessario, infatti, evitare che attori esterni e privati, i cui interessi non coincidono con quelli europei, ottengano il monopolio della dimensione strategica spaziale. 

In un contesto di crescente competizione globale è indispensabile guardare alla dimensione conflittuale dello Spazio. A tal proposito le infrastrutture satellitari sono essenziali per l’osservazione della Terra, la navigazione e geolocalizzazione, ma anche in materia di sicurezza e difesa nazionale. Tutti questi fattori rendono i satelliti uno degli asset più strategici dell’attuale contesto globale, in quanto assicurano il dominio dello Spazio. 

Il Ddl Spazio

Tra i principali progetti per la dominazione dello spazio è da annoverare Starlink di Elon Musk. Il piano consiste in una costellazione di satelliti in bassa orbita (LEO-Low Earth Orbit), con l’obiettivo di fornire Internet ad alta velocità e a bassa latenza anche nelle aree più remote del mondo. Tale possibilità ha catturato l’attenzione del governo italiano. In ambito spaziale, infatti, l’Italia ha deciso di muoversi in autonomia dall’UE, per costituire una copertura satellitare efficace e promuovere il settore della “Space economy”. A tal proposito, il 6 marzo il Ddl Spazio ha ottenuto l’approvazione della Camera. Il punto che ha suscitato dibattito sarebbe l’articolo 25, il quale apre le porte agli operatori privati e stranieri, e in particolare proprio ai satelliti Starlink di Musk, consegnandogli un ruolo primario nei sistemi comunicativi italiani. Per cui verrebbe affidata ai privati (appartenenti all’UE o alla NATO) la riserva di capacità trasmissiva nazionale in caso di disastri naturali, guerre e situazioni di emergenza, nel momento in cui vengano meno altri mezzi di trasmissione. 

In Europa si propone la Eutelsat

Il consorzio francese Eutelsat, competitor della rete Starlink, gestisce la terza rete satellitare mondiale e vorrebbe negoziare con il governo italiano per ottenere la gestione dello spazio. Non ci sono notizie certe a riguardo, ma indubbiamente l’Italia risulta un partner chiave per la realizzazione del piano Iris2: innovativa costellazione di 290 satelliti a bassa e media orbita, proposta dall’UE, in funzione anti-Musk. Il progetto da 10,6 miliardi di euro mira a costituire un’ampia collaborazione tra Stati e soprattutto vuole ribadire l’autonomia e la sovranità digitale europea, ma ci sono ancora delle incognite che hanno già posticipato i tempi al 2030.  

Opportunità e rischi per l’Italia

L’Italia avrebbe la necessità di affidarsi a Starlink anche per motivi legati alla sicurezza e alla difesa nazionale. La rete satellitare di Musk, infatti, si distingue per la sua efficienza: più sicura e performante dei satelliti tradizionali, che talvolta sono costosi e lenti. In tal modo verrebbe offerto un servizio di elevata funzionalità nelle applicazioni militari e nella gestione delle emergenze. 

Tuttavia, affidare il dominio spaziale italiano ad una società privata e straniera come quella di Musk comporta paradossalmente dei rischi significativi per la sicurezza stessa; come la perdita del controllo diretto e l’esposizione del Paese all’influenza statunitense, data la nota agenda politica dell’imprenditore, allineata al governo Trump. Anche la sovranità digitale italiana potrebbe essere compromessa, aumentando il rischio di spionaggio e attacchi cyber, con potenziali danni ai cittadini, in termini di dati sensibili e privacy. 

È evidente che la sicurezza spaziale rientri nel contesto della difesa europea, tema sempre più centrale per l’Unione. La mancata partecipazione dell’Italia al piano Iris2, in favore di un programma nazionale che vede Musk tra i partner principali, potrebbe risultare deleteria per una prospettiva di creazione di una difesa comune europea. Per rendere competitive le alternative europee, l’Unione dovrebbe accelerare le tempistiche, realizzando che è necessario investire e agire celermente nella dimensione spaziale, prima che altri attori esterni, i cui interessi non coincidono con quelli europei, occupino definitivamente lo Spazio del nostro continente. La recente affermazione di Musk, in cui avrebbe minacciato di staccare Starlink in Ucraina, rappresenta uno spunto di riflessione significativo in materia e se l’entrata definitiva di Musk nello Spazio italiano risulterà indispensabile, sarà necessario stipulare solideclausole di garanzia.

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