Stability Policing & Public Security Gap: intervista al Col. De Magistris (NSPCOE)

Lo scorso 29 gennaio, la visita del Colonnello Giuseppe De Magistris, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri e direttore del Centro di Eccellenza NATO per lo Stability Policing (NSPCOE), presso il comando del NATO Rapid Deployable Corps Italy, struttura alleata di intervento rapido guidata dal Generale dell’Esercito italiano Guglielmo Luigi Miglietta. Tra i temi dell’incontro – ha rivelato il Col. De Magistris a Faro Atlantico – la crescente importanza dell’integrazione dello Stability Policing nelle missioni NATO.

Stability Policing & Public Security Gap: intervista al Col. De Magistris (NSPCOE) - Geopolitica.info Immagine tratta dal profilo Twitter del Col. De Magistris: @NSPCoE_Director

I motivi e i temi dell’incontro

“Alla base dell’incontro c’era la volontà di conoscere il Gen. Miglietta e il suo staff e di discutere di alcuni temi di rispettivo interesse, come la necessità di includere sempre di più lo Stability Policing all’interno delle c.d. NATO crisis response operations”, ha detto il Col. De Magistris. “In caso di crisi, le donne e gli uomini guidati dal Gen. Miglietta sono tra i primi a partire ed è bene che la loro azione sia integrata da una opportuna attività di Stability Policing, ovvero la capacità di supportare o sostituire le forze di polizia presenti nel teatro operativo dove si è chiamati a intervenire. Se non ci occupa dell’ordine e della sicurezza pubblica fin dalle prime fasi di combattimento, il rischio è quello di perdere l’intera guerra: se la popolazione non vedrà soddisfatta la propria sete di sicurezza, cercherà altri soggetti in grado di farlo”. Una posizione, ha aggiunto De Magistris, avvalorata dagli studi dell’Office of the Special Inspector General for Iraq (SIGIR), commissione parlamentare di inchiesta istituita dal Congresso statunitense al fine di supportare la ricostruzione dello stato iracheno. “La volontà di colmare il Public Security Gap prodotto dall’incapacità o dalla mancata volontà di agire delle forze di polizia locali è l’obiettivo principale dello Stability Policing. È fondamentale non perdere quella “critical golden hour” tanto cara ai medici, ovvero quel lasso di tempo in cui è possibile salvare un ferito in un pronto soccorso”, ha sottolineato il direttore del NSPCOE.

Un concetto di sicurezza che va oltre le dinamiche del conflitto

“La protezione della popolazione non si lega solo alla volontà di rispondere alle dinamiche più strettamente collegate con il conflitto ma anche di assicurare un contesto di sicurezza più ampio, che ricomprenda le più diverse azioni di violenza. Non di rado, purtroppo, si verificano episodi di violenza sessuale contro le donne intente nel procurarsi i più basilari mezzi di sopravvivenza. In una situazione di crisi, di illegalità diffusa, ovvero la lawlessness, – ci ha tenuto a rimarcare De Magistris – c’è bisogno che qualcuno si faccia carico delle esigenze della popolazione civile e lo Stability Policing può farlo”.

Una capacità molto apprezzata

“L’expertise del centro è stata particolarmente apprezza – ha sottolineato De Magistris – durante l’esercitazione STEADFAST JUPITER-JACKAL 2020, tra le più imponenti simulazioni in ambito NATO tenutasi lo scorso dicembre. L’esercitazione aveva per oggetto una potenziale azione di crisis response operation in uno stato fittizio dell’Africa. L’integrazione dello Stability Policing nella simulazione è stata considerata come un aspetto innovativo dallo stesso Ammiraglio Robert Burke”, comandante della U.S. Naval Forces Europe-Africa e dell’Allied Joint Force Command presente a Napoli. “La visita al Gen. Miglietta voleva anche riprendere quanto fatto di buono durante quell’esercitazione, sfruttando così il successo dello scorso anno nell’ottica delle esercitazioni NATO che si terranno quest’anno, come la STEADFAST JACKAL 2021. In aggiunta alle attività svolte in ambito NATO, il centro – ha aggiunto il Colonnello – è impegnato in un rilevante progetto promosso dall’Office of the Special Inspector General For Afghanistan Recostruction (SIGAR), struttura statunitense analoga al SIGIR, denominato Police In Conflict: Lessons from U.S. and International Police Assistance Efforts in Afghanistan”. Il progetto si propone di studiare l’attività svolta nel teatro afghano al fine di trarne lezioni che potrebbero rivelarsi utili in altri contesti operativi.

L’importanza delle lezioni apprese e la situazione in Afghanistan

“Analizzando le vicende delle crisis response operation o delle missioni di pace, a cominciare dall’MSU (Multinational Specialized Unit) in Bosnia (dal 1998 al 2004) quando subentrò l’operazione ALTHEA a guida UE (che ha visto la permanenza in Teatro della MSU, ridenominata IPU – Integrated Police Unit, con compiti e funzioni pressoché identici, mitigati dal modificato mandato della missione), prima e in Kosovo (dal 1999 a tutt’oggi) poi, antesignano dello Stability Policing – ha detto De Magistris – è evidente la necessità di tener ben presente l’importanza dello Stability Policing per rispondere ai bisogni primari dei cittadini. La protezione dei civili, aspetto fondamentale in tutte le missioni internazionali a cominciare da quelle organizzate dalle Nazioni Unite, deve essere considerata tale anche nelle missioni NATO: non si può esaurire tutto nella sola azione cinetica contro il nemico”. In un breve commento sullo stato delle forze di sicurezza afghane – a poco meno di vent’anni dall’avvio dell’operazione Enduring Freedom – il direttore di NSPCOE ha affermato come molto resti ancora da fare, soprattutto nei confronti delle necessità della popolazione civile. “Le forze di polizia afghane sono ancora troppo coinvolte in attività di contro-insurrezione. Secondo i dati resi noti dalle stesse autorità di Kabul, più del 70% delle forze di polizia locali sarebbe ancora impiegato in questo tipo di attività”.

I progetti per il 2021

“Oltre alle numerose attività di sviluppo dottrinale e concettuale, di svolgimento del ciclo delle lezioni apprese, nonché di formazione da noi erogate – che continueranno a essere svolte in formato telematico a causa delle evidenti ragioni pandemiche almeno per la prima metà dell’anno in corso – e alla partecipazione alle esercitazioni congiunte, a fine settembre la struttura ospiterà la conferenza plenaria dei direttori dei centri di eccellenza NATO. In qualità di Chairman della Conferenza avrò il compito di presiedere l’evento che vedrà la partecipazione dei vertici dell’Alleanza Atlantica e dei 28 centri di eccellenza accreditati presso la NATO”, ha concluso De Magistris. Parte della galassia di strutture NATO facente capo all’Allied Command Transformation (ACT), NSPCOE è stato istituito nel 2015 presso la caserma Chinotto di Vicenza e, a fianco dell’Italia, definita Framework Nation, vede la partecipazione di altri otto stati membri: Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Olanda, Polonia, Romania, Spagna e Turchia. L’Arma dei Carabinieri ha il ruolo di Lead Service della struttura.

Danilo Mattera,
Geopolitica.info