Somalia: i nuovi jihadisti filo-Isis sfidano Al-Shabaab

Tra le dune e la natura incontaminata dell’Africa Centro-Orientale, nascono sempre più nuovi gruppi afferenti al fondamentalismo di matrice islamica. È questo il caso di “Jahba East Africa”, che ha giurato fedeltà assoluta ad ISIS ed al suo leader, Abu Bakr al-Baghdadi, riconosciuto unico e legittimo capo di tutti i musulmani.

Somalia: i nuovi jihadisti filo-Isis sfidano Al-Shabaab - GEOPOLITICA.info

Il gruppo, tramite il social network “Twitter”, ha annunciato di aver reclutato già un importante numero di persone nelle aree di Kenya, Uganda, Tanzania e, soprattutto, Somalia. In quest’ultimo paese, così come in ogni “failed state”, infatti, mancando un apparato statale in grado di garantire  sicurezza e servizi di base ai propri cittadini, le organizzazioni terroristiche trovano terreno fertile nel reclutamento di nuovi combattenti. Tornando al succitato “tweet”, Jahba definisce al-Shabaab  “una prigione fisica e psicologica per i suoi militanti”, invitando, così, tutti i membri della più importante organizzazione del terrore della zona ad abbandonarla per unirsi alla neonata East Africa. Nel documento allegato al tweet, inoltre, viene evidenziata, a detta di Jahba, un’interpretazione non radicale dell’Islam da parte dell’organizzazione somala, accusata di aver incolpato di tradimento molti mujaheddin, che avevano deciso di aderire ad ISIS.

Dal canto suo, il gruppo guidato da Ahmad Umar non ha risposto in maniera diretta alle accuse di Jahba; ha pubblicato, comunque, un video in cui viene evidenziata l’azione sul campo di battaglia, in relazione all’attacco sferrato contro la base AMISOM di El-Ade, nel sud-ovest somalo, dove, lo scorso 15 gennaio, hanno perso la vita 160 soldati dell’Unione Africana.

Da diverso tempo, la leadership di ISIS sta cercando di convincere al-Shabaab a recidere il cordone ombelicale che la lega ad al-Qaeda. Ricordiamo, infatti, i numerosi video caricati in rete da al-Hayat, braccio mediatico del Califfato, in cui i combattenti del gruppo di Ahmad Umar venivano considerati “veri mujaheddin”, chiedendo loro di abbracciare la causa dello Stato Islamico. Non finisce qui, poiché uno dei leader di al-Shabaab, nel passato ottobre, ha giurato fedeltà al Califfo, generando una frattura all’interno del gruppo, che resta affiliato, secondo alcuni analisti in maniera indissolubile ad al-Qaeda. L’adesione resta però più formale che effettiva, poiché molti di coloro che avevano preferito passare dalla parte di al-Baghdadi sono stati giustiziati ad opera dei “servizi segreti” del gruppo somalo, “Amniyat”, perché considerati rei di tradimento.

Lo Stato Islamico, mietendo proseliti in tutta la Somalia, ha aumentato la possibilità di scontri tra fazioni radicali rivali, così come già accaduto in Siria, aggravando una situazione al di fuori di ogni controllo e lontana da ogni possibile soluzione.