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TematicheAmbiente, Infrastrutture ed EnergiaLa dinamica della salvaguardia delle infrastrutture critiche

La dinamica della salvaguardia delle infrastrutture critiche

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Il 2 dicembre 2021 Jennifer Ewbank, il n.2 della CIA per l’innovazione digitale, ha confermato uno scenario di sicurezza nazionale e una richiesta di collaborazione sul digitale a molte nazioni del mondo, fra cui l’Italia; martedì 7 dicembre 2021 si è svolto a Parigi l’incontro di apertura sul contrasto alla radicalizzazione e al terrorismo nella regione del Sahel (la fascia di territorio dell’Africa subsahariana fra il deserto del Sahara a Nord, il deserto del Sudan a sud, l’oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est), organizzato dal Fondo Globale per il Coinvolgimento e la Resilienza delle Comunità  (GCERF) a cui hanno partecipato i ns. vertici del Ministero degli Esteri; l’11 dicembre 2021 l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha segnalato una importante vulnerabilità critica zero-day (vulnerabilità di un software non nota ai suoi sviluppatori o da essi conosciuta ma non gestita) che da giorni sta mettendo in allerta numerose corporation e governi di mezzo mondo. Fatti apparentemente distanti, ma legati da un denominatore comune: i cambiamenti nel tempo di nuovi contenuti e significati della difesa delle infrastrutture critiche. L’identificazione delle infrastrutture critiche, quali asset strategici degli interessi nazionali, parte dalla fine della guerra fredda e dai processi di liberalizzazione che hanno favorito i movimenti delle persone, idee, capitali, beni, servizi, conoscenze e informazioni. A partire dagli anni 90 i nuovi modi di operare e pensare in termini transnazionali hanno fatto evolvere i concetti di sicurezza logica, fisica ed economica dello Stato, cambiando il comportamento regolatorio delle maggiori potenze mondiali (USA, UK, Germania, Francia, Italia). Le politiche e le normative sono state caratterizzate da una forte dinamicità, con gli organi esecutivi governativi che hanno operato in modo non più statico bensì dinamico, conducendo parte del concetto di sicurezza nazionale verso la difesa delle infrastrutture critiche.

ll quadro regolatorio internazionale

Il processo di globalizzazione delle attività politiche, sociali, economiche e finanziarie, iniziato negli anni ’90, ha modificato di anno in anno i quadri di riferimento, i criteri operativi e le analisi sui rischi ed i pericoli relativi alle infrastrutture fisiche e telematiche dello Stato, per salvaguardare sia l’ordine democratico, sia il benessere che la vita delle persone. Da allora i governi americano, inglese, tedesco, francese e italiano nonché la Comunità Europea, hanno emanato leggi specifiche per la protezione dei propri asset strategici.

Tuttavia, quando si vanno ad analizzare nel dettaglio le specifiche normative dei governi specialmente quelle più lontane nel tempo, l’interesse nazionale viene genericamente manifestato come una serie di veti a operazioni di acquisizione di parti di industrie e/o società legate alla difesa (Defense Product Act 1950 USA, Industry Act 1975 UK). Parallelamente gli Stati hanno sviluppato delle forme di protezionismo commerciale finalizzate al mantenimento della competitività di ogni sistema-paese nel mercato globale.

I modelli ‘’mercato-centrici’’

Le policy adottate nei vari paesi hanno seguito decisioni politiche differenti: ad esempio in USA, Germania e nel Regno Unito è stato adottato il modello mercato-centrico, in Francia chi decide l’interesse nazionale è collocato nello Stato o collegato allo Stato, mentre la comunità europea ha tenuto fino al 2019 un comportamento improntato ad una apertura commerciale agli Investimenti Diretti Esteri (IDE) senza vincoli, demandando ai singoli Stati eventuali azioni regolatorie correttive.  Il perseguimento della sicurezza militare, della sicurezza economica e della salute pubblica, a cui si deve associare la sicurezza politica intesa come mantenimento delle condizioni di esercizio delle libertà democratiche, è stato declinato nel tempo in modo politicamente differente negli Stati presi in considerazione. 

La seguente Tabella 1 evidenza un infittirsi delle norme nelle maggiori economie prese in considerazione, a partire dal 2009, segno di una sostenuta dinamicità regolatoria senza precedenti:

Tabella 1 Cronologia dei principali interventi regolativi in materia di poteri governativi
Fonte : rielaborazione dell’autore su impianti regolatori internazionali, periodo 1950 – 2021

L’analisi delle policy dei vari Stati evidenzia una evoluzione della politica verso una posizione maggiormente deterministica degli interessi nazionali, non più riferiti genericamente a dei comparti ma a delle categorie ben precise all’interno dei singoli comparti, le categorie delle infrastrutture critiche definite come  ‘’…un elemento, un sistema o parte di questo, essenziale per il mantenimento delle funzioni vitali della società, della salute, della sicurezza e del benessere economico e sociale dei cittadini ed il cui danneggiamento o la cui distruzione avrebbe un impatto significativo in uno Stato membro a causa dell’impossibilità di mantenere tali funzioni….’’  

L’influenza della politica nelle policy relative all’interesse nazionale e alle infrastrutture critiche

Non solo la normativa europea ma anche quella americana si sono spostate verso una definizione più ampia di infrastruttura critica, e quindi non solo manufatti ma anche dati, prodotti e processi fisici, virtuali, elettronici, finanziari e politici riconducibili all’infrastruttura fisica da difendere. Pur partendo da presupposti e modelli economici differenti,  l’evoluzione e il confronto testuale delle policy  di USA, Francia, Regno Unito, Germania e Italia  evidenzia con grande precisione i comparti oggetto dell’interesse nazionale, senza rilevare grandi differenze fra uno stato e l’altro: sostanzialmente le categorie delle infrastrutture critiche sono comuni, come sono comuni le minacce: dal terrorismo al cyber-terrorismo, dalle acquisizioni ostili ai furti di informazioni riservate e/o brevetti.

Mentre nel periodo fra il 1990 e il 2018 l’influenza politica del mercato si è fatta sentire in diversi settori, dal 2018 in avanti si può rilevare un comportamento politico degli esecutivi maggiormente indipendente dal loro posizionamento nell’arco costituzionale, a vantaggio della  protezione degli asset strategici dello stato.   

Le analisi effettuate, che hanno tenuto in debito conto i cambiamenti nel tempo dei decisori politici e dei rispettivi partiti di appartenenza fino alla data di stesura di questo articolo (14 dicembre 2021), rilevano come “la tendenza di policy sia in buona sostanza indipendente dal posizionamento dei partiti nel proprio arco costituzionale che componevano, ovvero che compongono, l’esecutivo in carica”.

L’evoluzione delle policy mostra infatti una attenzione al perseguimento della sicurezza e della resilienza dello stato, dell’economia, della salute pubblica e della sicurezza politica, intesa come mantenimento delle condizioni di esercizio delle libertà democratiche. E consente di inquadrare in uno framework comune le attività citate in apertura, solo apparentemente distanti l’una dall’altra.

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