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Russia – Ucraina Macron: “risponderemo senza debolezza, con sangue freddo, determinazione e unità”

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Emmanuel Macron ha preso lo scettro dell’iniziativa europea nell’affrontare prima i giorni precedenti all’attacco russo e ora nel coordinare gli sforzi euro-atlantici. Negli ultimi mesi è emersa l’incapacità della Germania di ricoprire un ruolo di leadership dell’Unione europea, probabilmente l’eredità più pesante del post e probabilmente dell’era Merkel. In un discorso alla nazione francese, all’Unione europea tutta e al mondo il capo dell’Eliseo ha utilizzato severe parole, ma intrise di significati geopolitici e di potenza. 

LE PAROLE VERSO PUTIN – “Scegliendo la guerra il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin ha deciso di sferrare il più grave colpo alla pace, alla stabilità nella nostra Europa da diversi decenni. E ancora: “Rinnegando la sua parola, rifiutando la via diplomatica, scegliendo la guerra non ha solo attaccato l’Ucraina ha deciso di violare la sovranità dell’Ucraina”. Le affermazioni soprariportate evidenziano due elementi fondamentali da tenere in considerazione nei prossimi anni secondo l’impostazione di Parigi. Il primo elemento riguarda la dissoluzione dell’ordine europeo di pace. Questa dissoluzione dell’ordine dimostra che le guerre nei Balcani o nell’Ucraina orientale non siano stati tenuti come elementi di chiara inversione del mondo sorto dalle ceneri del post 1989. Il secondo elemento racchiude un elemento personale laddove si fa riferimento al rinnegamento della parola data da Putin. Il presidente francese si è speso molto in queste settimane – sia per necessità europea che per concorrenza di interessi in altri scenari con la Russia, si vede il Sahel ad esempio – facendo da ponte tra Washington e Mosca. L’attacco russo – a cui si sottolinea il diniego di Biden ad accorare alcune richieste formali del Cremlino – viene visto come un tradimento alle ambascerie francesi che tanto hanno voluto sminare il terreno dall’opzione militare – temuta e prevista dall’intelligence USA – russa in terra ucraina.

I PARTNER E ALLEATI EUROPEI, NON LA UE – “Avevamo anticipato questa crisi, avevamo avviato un dialogo esigente insieme agli alleati e partner europei. Abbiamo fatto di tutto per evitare questa crisi”. Una prima lettura appare dipingere il quadro europeo come un concerto unito, ma una dettagliata analisi evidenzia altri elementi. Primo elemento che spicca è che non vi è una vera unione politica capace di tramutarsi in proiezione esterna, ma comuni auspici di stabilità. Secondo elemento è che si ribadisce – a ragion veduta e attuale – il primato militare e strategico francese rispetto il resto degli alleati. Vi è un però: in questa partita alleati sono anche gli attori occidentali che non appartengono all’Unione europea. 

LA NATO DI NUOVO AL CENTRO – “Chiederemo alla Russia di rendere conto al Consiglio di sicurezza dell’Onu”, ha quindi affermato Macron spiegando: “Prenderemo delle decisioni durante il G7 questo pomeriggio, al Consiglio Europeo, questa sera a Bruxelles e durante il summit della Nato che si svolgerà nelle prossime ore”. In queste parole si rileva la necessità francese di operare in un quadro unilaterale. Suddetta spiegazione è essenziale per comprendere come – nonostante il primato in Europa – Parigi non sia autosufficiente e di come per operare al mantenimento e ristabilire un ordine sul continente essa abbia bisogno di cooperare con gli altri partner europei. Per l’ordine europeo Parigi – che ne trarrà la leadership – ha necessità di cooperare con Roma e in questo quadro il Trattato del Quirinale assume un’importanza ben diversa da quella immaginata dai legislatori italiani; il tutto alla luce della convinzione di Berlino di essere una potenza euroasiatica che vuol mantenere il primato dell’economia sul resto. Infine, il riferimento alla NATO e all’urgenza di operare in seno all’alleanza transatlantica impone una riflessione sulla non possibilità nel breve periodo di avere una difesa comune europea che sia quantomeno efficace. 

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