0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

TematicheCyber e TechIl ruolo delle piattaforme di recensioni e prenotazioni nella...

Il ruolo delle piattaforme di recensioni e prenotazioni nella guerra tra Russia e Ucraina

-

Non solo i social network, ma anche diverse piattaforme pensate per recensire attività commerciali o per effettuare prenotazioni online come TripAdvisor, Google Maps e Airbnb stanno giocando un loro particolare ruolo all’interno del conflitto ucraino iniziato il 24 febbraio. La comunità del web ha dimostrato di saper fare di necessità virtù, utilizzando queste piattaforme per servire scopi diversi, come la diffusione di informazioni e la raccolta fondi.

In questi giorni il Cremlino ha cercato di frenare la diffusione di informazioni riguardo al conflitto ucraino attraverso l’oscuramento di alcuni media nazionali. Diverse testate come Meduza, Deutsche WelleBbc RussiaRadio Svoboda e Voice of America, radio Eco di Mosca, Dozhd hanno già visto i loro siti internet bloccati, poiché accusati di «diffondere false informazioni sul personale militare russo». Tale iniziativa fa capire quanto sia alta l’attenzione del Cremlino rispetto alle informazioni che circolano all’interno della Federazione Russa.

L’ obiettivo di Vladimir Putin è quello di contenere la circolazione di informazioni relative al conflitto ucraino all’interno della Federazione russa, in modo che non vadano ad alimentare la già forte opposizione del popolo russo, che non ha mancato di palesarla durante le numerose manifestazioni di piazza susseguitesi negli ultimi giorni. A questo proposito il Presidente russo ha siglato la legge approvata per direttissima dalle due Camere del Parlamento che prevede condanne fino a 15 anni di carcere per cittadini russi e stranieri che diffondono «informazioni false». Stessa sorte è toccata a Facebook e Twitter, a decidere il blocco dei due social media nella giornata del 7 marzo è stato il cosiddetto Roskomnadzor, l’autorità che si occupa di regolamentare le comunicazioni all’interno della Federazione Russa. 

In questo contesto di privazione del libero accesso alle informazioni all’interno del territorio russo, Anonymous ha trovato il modo per aggirare le misure adottate dal Cremlino. Il collettivo hacker attraverso il suo account Twitter @YourAnonNews ha invitato la propria community a lasciare false recensioni alle attività commerciali russe presenti su Google Maps e TripAdvisor, scrivendo informazioni e caricando foto che documentano cosa sta realmente accadendo in Ucraina. L’idea sembra provenire dall’utente Twitter @Konrad03249040, un profilo polacco che dall’inizio dell’invasione sostiene azioni di cyber attivismo contro il governo di Mosca.

Questa iniziativa ha già dato i suoi frutti, su Twitter numerosi post testimoniano come molti utenti abbiano pubblicato immagini di guerra tra le recensioni dei ristoranti e degli hotel del centro di Mosca, al posto di fotografie che rappresentano i piatti o gli ambienti dei locali. Le foto sono spesso accompagnate da frasi come: «il cibo era fantastico! Sfortunatamente Putin ci ha rovinato l’appetito invadendo l’Ucraina». Mentre su Google Maps è ancora oggi possibile scrivere recensioni con questo tipo di contenuto, su TripAdvisor il servizio sembra essere temporaneamente sospeso. In cima alle pagine dei profili delle attività commerciali russe è apparso un messaggio evidenziato in rosso, dal contenuto abbastanza chiaro: «A causa di un recente evento che ha attirato l’attenzione dei media e ha causato un afflusso di invii di recensioni che non descrivono un’esperienza di prima mano, abbiamo temporaneamente sospeso la pubblicazione di nuove recensioni per questo elenco. Se hai avuto un’esperienza diretta in questa struttura, torna presto a trovarci: non vediamo l’ora di ricevere la tua recensione».

Sempre riguardo a Google Maps, il colosso della Silicon Valley, Alphabet, ha provveduto a bloccare la funzione che permette di avere informazioni in tempo reale sulla concentrazione del traffico, e quindi delle persone presenti in una determinata area. La decisione di Alphabet è arrivata dopo le lamentele di alcuni utenti che accusavano il servizio di mappe online di offrire contenuti potenzialmente utilizzabili dall’esercito russo per effettuare attacchi aerei sulle città ucraine. «Per cautela, stiamo rimuovendo i contributi degli utenti come foto, video, recensioni e informazioni commerciali e tutti i luoghi inviati dagli utenti da Google Maps in Ucraina, Russia e Bielorussia dall’inizio dell’invasione e stiamo temporaneamente bloccando la pubblicazione di nuove modifiche» ha dichiarato un portavoce della società.

Appare sempre più evidente come non solo i social network, ma anche altri tipi di servizi offerti dalle aziende tech vengano utilizzati in questo contesto in modalità del tutto nuove. Un altro esempio è Airbnb, dove migliaia di persone da tutto il mondo stanno prenotando dei soggiorni nelle strutture presenti sul territorio ucraino, pur non avendo alcuna intenzione di visitare il Paese. Il motivo di questa iniziativa è quello di donare velocemente soldi ai cittadini ucraini. Il CEO di Airbnb, Brian Chesky, ha fatto sapere attraverso un tweet che: «In 48 ore sono state prenotate 61.402 notti in Ucraina. Sono 1,9 milioni di dollari destinati agli host bisognosi». Il ricavato è entrato direttamente nelle tasche dei titolari delle strutture, senza alcuna commissione verso l’azienda statunitense, come ha affermato lo stesso amministratore delegato. Secondo i dati forniti dall’azienda, piu della metà delle prenotazioni, 34mila notti, sono state effettuate dagli utenti Airbnb negli Stati Uniti, 8mila dagli utenti residenti nel Regno Unito e quasi 3mila dal Canada.

Inoltre, un portavoce della società ha reso noto che l’azienda sta permettendo a tutte le persone che vivono nelle Nazioni confinanti con l’Ucraina di iscriversi alla piattaforma in modo da offrire alloggi temporanei ai rifugiati ucraini. Brian Chesky ha scritto su Twitter: «Abbiamo bisogno di aiuto per raggiungere questo obiettivo. Vogliamo che più persone offrano la loro casa nei paesi vicini, tra cui Polonia, Germania, Ungheria e Romania». È importante precisare che la decisone di effettuare prenotazioni in Ucraina a scopo di sostegno economico è stata un’idea della community di Airbnb. 

Conclusione

Quello che emerge chiaramente dal contesto è come i servizi messi a disposizione dal web e concepiti per uno specifico utilizzo possano adattarsi alle situazioni e servire scopi diversi da quelli ideati dagli sviluppatori. La comunità del web trova soluzioni creative per fare fronte alle necessità del caso, reinventando un servizio pensato per l’housing in un portale di crowdfunding a sostegno della comunità ucraina, e trasformando una piattaforma dedicata alle recensioni in un mezzo per diffondere notizie che altrimenti il Cremlino avrebbe bloccato, perché considerate sgradite. Non è la prima volta che le recensioni su Google Maps vengono utilizzate in modo, per così dire, creativo. Ad esempio, nel contesto delle rivendicazioni territoriali tra Stati sovrani, singoli utenti in maniera del tutto autonoma e non organizzata hanno recensito una meta turistica la cui superficie è oggetto di disputa territoriale, non mancando di sottolineare l’appartenenza dell’area alla propria patria. Questo è il caso della piccola isola greca di Kastellorizo situata ad appena 3km dalle coste anatoliche, la cui sovranità viene reclamata anche dalla Turchia. Tra le recensioni degli utenti turchi e greci di Google Maps si possono leggere frasi come: «È il luogo in cui la bandiera che merita volerà nel prossimo futuro», «Greci, siate intelligenti, sono seduto nel posto di fronte a voi a 2 km, vi sparerò con una fionda. Il mare è freddo ma quando entri ti ci abitui», «Kastelorizo ​​è greco, ha una piattaforma continentale regolare e una ZEE».

Corsi Online

Articoli Correlati

L’approccio italiano al cyberspazio: opportunità e sfide della deterrence by punishment

Nelle ultime settimane, il governo italiano si è dotato del potere di adottare misure di intelligence di contrasto in...

Cosa ci dice il Kenya di come la Cina vuole ridefinire la governance digitale in Africa e nel mondo

Nel 2015 la Cina annunciò che il maestoso progetto della Belt and Road Initiative, già articolato su terra e...

I dieci libri da leggere quest’estate in tema Cyber e Tech

È arrivata la “Reading List di Cyber e Tech” preparata dal Centro Studi Geopolitica.info, scopri i dieci libri utili...

Cyber defence e cyber deterrence: un nuovo approccio per l’Italia?

Nelle ultime settimane, è stata riconosciuta al Ministero della Difesa la possibilità di mettere in atto misure di rappresaglia...