#Bridgesnotwalls: al via il ROMUN2015

Nel segno dell’hashtag #Bridgesnotwalls, si è aperto ieri il ROMUN2015, la simulazione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite riservata ai giovani tra i 16 e i 30 anni, promossa dalla SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) e le missioni diplomatiche degli Stati Uniti in Italia e presso le agenzie Onu a Roma.

#Bridgesnotwalls: al via il ROMUN2015 - Geopolitica.info Il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, ROMUN 2015

Ad accogliere presso la sede della FAO a Roma i 500 ragazzi provenienti da tutti i continenti, sono stati, tra gli altri, il Presidente emerito della Repubblica nonché Presidente Onorario del SIOI, Giorgio Napolitano, l’ex Ministro degli Esteri italiano e Presidente del SIOI, Franco Frattini, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John Phillips, il Direttore Generale Aggiunto della FAO, Daniel Gustafson, il Presidente Coordinatore, Giada Dionisi, e il Segretario Generale, Edoardo Morgante, del ROMUN2015.

Di fronte ai giovani delegati provenienti da più di 60 nazioni, comprese realtà complesse come ad esempio l’Afghanistan e la Libia, i relatori hanno sottolineato l’importanza non solo simbolica, ma concreta, di questo evento. Cinque giorni di discussioni, tavoli di lavoro, dibattito tra giovani provenienti dalle più disparate realtà, dedicato ai grandi temi internazionali dei nostri giorni, dalla fame nel mondo al dramma dei rifugiati. “Abbiamo bisogno di un manifesto globale centrato sui giovani e le categorie più vulnerabili” ha sottolineato Giorgio Napolitano, durante il suo intervento, ribadendo più volte la necessità di prestare attenzione alle violenze subite ogni giorno da giovani e dalle donne, e agire per il rispetto dei diritti di queste persone. “Dovete dimostrare al mondo che l’ONU c’è, esiste e che è possibile passare dalle parole e dai documenti ai fatti” ha poi evidenziato Franco Frattini che, nella sua riflessione dedicata alla platea, si è soffermato sulla necessità che a prevalere sia “la cooperazione, piuttosto che lo scontro fondato su divisioni ideologiche”. Il Presidente del SIOI ha poi dedicato alcuni passaggi alla questione della lotta alla fame nel mondo, ricollegando questa battaglia alle concomitanti celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e alle testimonianze, alle questioni aperte e alle soluzioni provenienti dall’EXPO di Milano. Tra gli altri, è poi intervenuto l’Ambasciatore statunitense in Italia, John Phillips, il quale ha evidenziato l’importanza del ROMUN per tutti quei giovani intenzionati a intraprendere una carriera nel mondo delle Relazioni Internazionali, essendo un esperimento molto formativo e in grado, anche, di contribuire alla costruzione di nuove, giovani leadership nel mondo.

Terminati gli interventi, e dopo aver sollevato all’unisono l’hashtag lanciato per l’occasione #Bridgesnotwalls, gli ospiti d’onore hanno poi dedicato alcuni minuti alla stampa e ai giornalisti presenti. Tra gli altri, Giorgio Napolitano, rispondendo a una domanda sull’emergenza immigrazione, si è detto persuaso che molte delle divisioni e degli scontri politici sull’argomento siano in realtà frutto del dibattito politico, più che del comune sentire degli italiani sull’argomento. “Sono sicuro” ha dichiarato di fronte ai cronisti “che a prevalare saranno spirito di solidarietà e spirito di accoglienza”. Il Presidente emerito, rispondendo ad altre domande sulla questione legate al dibattito politico europeo, ha ribadito con forza come sia “necessario inviare segnali forti in risposta ai comportamenti di certi paesi europei, al fine di far rispettare i principi fondanti dell’Unione Europea, presenti nei trattati che, tra l’altro, prevedono anche delle sanzioni”.

I lavori del ROMUN2015 continueranno nei prossimi cinque giorni in varie sedi nella Capitale, ma non solo, e vedranno i giovani delegati impegnati a redigere documenti inerenti le questioni affrontate in questa prima giornata introduttiva. Compito dei ragazzi, oltre a far tesoro di questa esperienza fatta di confronti e dibattiti, sarà quello di inviare un messaggio ai potenti della terra sulla scia dello slogan che li accompagnerà in queste giornate di lavoro: #Bridgesnotwalls.

Vedremo se qualcuno avrà intenzione di ascoltarli.