Ritratto di Khamenei

E’ la Guida Suprema dell’Iran dal 1989. Per la costituzione della Repubblica islamica di Iran rappresenta la massima carica, ha poteri di nomina sulle autorità giudiziarie, comanda le forze armate, ha poteri di controllo sull’azione di governo e su tutti gli organi dello stato, compresi i Guardiani della Rivoluzione.  Oltre che chiaramente essere guida spirituale di tutti gli iraniani, 70 milioni di sciiti.

Ritratto di Khamenei - GEOPOLITICA.info

Prima di lui tale imponente carica è appartenuta solo al Padre della Rivoluzione, l’Ayatollah Ruhollah Khomeyni, morto nel 1989 dopo aver guidato la Rivoluzione iraniana ed essere stato Guida Suprema della Repubblica islamica per 10 anni.

Dopo Khomeyni, da 28 anni la Guida Suprema dell’Iran è l’ayatollah Ali Khamenei, 77 anni, già Presidente dell’Iran dal 1981 al 1989.

Nonostante nei mesi scorsi su alcuni media si siano sono susseguite voci su una sua presunta malattia, la Guida Suprema continua a guidare gli sciiti iraniani e soprattutto a lanciare minacce a Israele e agli Usa.

“Se gli Stati Uniti rinnoveranno per altri 10 anni le sanzioni contro l’Iran ci saranno delle conseguenze”, ha affermato la Guida Suprema all’indomani della nomina di Trump alla presidenza degli Usa.

Nelle scorse settimane l’Ayatollah ha commemorato l’ex presidente iraniano Rafsanjani, morto a 82 anni dopo essere stato presidente della repubblica islamica dal 1989 al 1997 ed aver rappresentato il fronte riformista nella scena politica iraniana.

Amante della poesia, amico di un comunista durante la carcerazione, negli anni in cui è stato insegnante di teologia nelle scuole islamiche ha diffuso per la prima volta l’uso di pc. Khamenei dispone di un account twitter in lingua inglese e francese, ma ciò non l’ha reso certo meno conservatore. La Guida Suprema è, a prescindere dal suo ruolo istituzionale, uno dei più importanti esponenti del clero sciita, pur non essendo riuscito a diventare “Ayatollah” per suoi meriti religiosi.

Khamenei è nato in una famiglia modesta  a Mashhad, luogo caro agli sciiti in quanto la città ospita un  importante Santuario, luogo di sepoltura di Ali Al-Rida, ottavo Imam sciita.

Ha studiato e dopo un periodo trascorso in carcere a metà degli anni ‘70 ha  insegnato teologia anche a Qom, città dell’Ayatollah Khomeini. Con quest’ultimo fu protagonista della Rivoluzione iraniana. Con lui sarà uno dei fondatori del Partito Islamico Repubblicano. È sopravvissuto ad un attentano che gli ha reso impossibile l’utilizzo della mano destra.

Entrato in politica,  nel 1981 fu eletto Presidente della Repubblica islamica fino al 1989 quando, dopo aver ricoperto l’importante carica di Guida delle Preghiere del venerdi a Teheran fu designato Guida Suprema in seguito alla morte di Khomeini. Del Padre della Rivoluzione, non ha certo il carisma. Li accomunano la stessa barba lunga e grigia, il turbante nero, ma lo sguardo di Khamenei non è profondo come quello di Ruhollah Khomeyni. Gli occhiali da vista coprono e rendono distante e piccolo lo sguardo di Khameini, il cui ritratto sbuca in tutti i luoghi pubblici e le strade dell’Iran.

Molto si è dibattuto sulla sua elezione a Guida Suprema, considerato che Khameini era un esponete medio del clero sciita e non ancora Ayatollah.

L’intoppo fu superato con una nomina “politica” ad Ayatollah, titolo prettamente iraniano concesso a religiosi dotti in campo teologico e giuridico.

La politica di Khamenei è fortemente conservatrice, ostile a tutto l’occidente e soprattutto ad Israele.

“Israele cesserà di esistere tra 25 anni, “Israele è un cancro, la resistenza è l’unico modo per salvare la Palestina”, sono sono alcune delle affermazioni più trancianti della Guida Suprema riguardo la questione israelo-palestinese.

Lo scorso autunno, Khamenei ha fatto parlare di sè con una Fatwa che vieta alle donne iraniane di andare in bici. Sdegnata la reazione delle donne  che hanno sfidato la Guida Suprema pubblicando sui social foto che le ritraggono in bicicletta.

Ad attendere il popolo iraniano e il suo leader e Guida Spirituale, nei prossimi mesi, sarà il ciclone Donald Trump.

“L’Iran non fa festa. Gli Stati Uniti sono sempre gli stessi. L’Iran non piange e non gioisce per Trump” ha dichiarato Khamenei dopo l’elezione di Trump alla presidenza degli Usa. Ma sul tavolo di Trump che si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio c’è l’accordo sul nucleare iraniano raggiunto da Barack Obama e il rinnovo delle sanzioni alla Repubblica islamica.

Ma le dichiarazioni del presidente eletto, che ha definito l’accordo “il più stupido che abbia mai visto”, purtroppo, non lasciano ben sperare.