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11/11/2025
News, Taiwan Spotlight

Per una rete di sicurezza globale inclusiva: l’appello di Taiwan all’INTERPOL

di Redazione Taiwan Spotlight

Nel contesto di una crescente interdipendenza globale e di un’evoluzione sempre più sofisticata delle reti criminali transnazionali, la cooperazione internazionale tra le forze dell’ordine è diventata una necessità imprescindibile. In questo quadro, la partecipazione sostanziale di Taiwan all’INTERPOL rappresenta non solo una questione di equità, ma anche un’esigenza concreta per la sicurezza collettiva

Nel contesto di una crescente interdipendenza globale e di un’evoluzione sempre più sofisticata delle reti criminali transnazionali, la cooperazione internazionale tra le forze dell’ordine è diventata una necessità imprescindibile. In questo quadro, la partecipazione sostanziale di Taiwan all’INTERPOL rappresenta non solo una questione di equità, ma anche un’esigenza concreta per la sicurezza collettiva.

Da oltre quarant’anni, infatti, Taiwan è esclusa dall’organizzazione internazionale di polizia per motivi politici, nonostante l’isola disponga di un sistema di sicurezza avanzato, forze dell’ordine altamente qualificate e un’eccellente capacità di cooperazione nella lotta contro la criminalità informatica, il traffico di droga, la tratta di esseri umani e altri fenomeni transfrontalieri. Tale esclusione crea un vuoto nella rete globale di contrasto alla criminalità, limitando la possibilità di condividere in tempo reale informazioni operative e di partecipare alle attività coordinate di prevenzione e repressione.

Il documento che segue, redatto dal Commissario Chou Yew-woei, del Criminal Investigation Bureau (CIB) del Ministero dell’Interno della Repubblica di Cina (Taiwan), illustra nel dettaglio le ragioni per cui è necessario consentire a Taiwan una partecipazione significativa all’INTERPOL. L’articolo sottolinea il contributo concreto che le autorità taiwanesi possono offrire alla comunità internazionale e mette in evidenza come l’assenza di Taipei non sia soltanto una perdita per l’isola, ma per l’intero sistema di sicurezza globale.

Pubblicando integralmente questo testo, intendiamo dare voce a un appello fondato su principi di cooperazione, inclusione e responsabilità condivisa. Rafforzare la rete internazionale contro la criminalità significa garantire maggiore sicurezza per tutti: in tal senso, l’inclusione di Taiwan nell’INTERPOL non è una concessione politica, ma una misura necessaria di buon senso e di tutela dell’interesse collettivo.

La dichiarazione del Commissario Chou Yew-woei, Criminal Investigation Bureau (CIB), Ministero dell’Interno della Repubblica di Cina (Taiwan), novembre 2025:

Richiesta di partecipazione sostanziale di Taiwan all’INTERPOL: Rafforzare gli sforzi congiunti nella lotta alla criminalità transnazionale attraverso lo scambio di informazioni in tempo reale

Un vuoto nella cooperazione globale

Fondata nel 1923, INTERPOL conta attualmente 196 Stati membri, il che la rende la seconda organizzazione internazionale più grande al mondo dopo le Nazioni Unite. INTERPOL rappresenta una piattaforma essenziale per la cooperazione globale tra le forze dell’ordine: monitora da vicino le attività criminali transnazionali — tra cui terrorismo, criminalità informatica e criminalità organizzata — e promuove lo scambio di informazioni tra le autorità di polizia di tutto il mondo attraverso la sua rete di uffici centrali nazionali.

Il mandato dell’INTERPOL è garantire e promuovere la più ampia assistenza reciproca possibile tra tutte le autorità di polizia criminale. Tuttavia, da oltre quarant’anni, Taiwan è stata ingiustamente esclusa dall’organizzazione per motivi politici.

Le competenze e i risultati di Taiwan

Le autorità di polizia di Taiwan vantano una lunga esperienza e competenza nella prevenzione della criminalità, nella sicurezza pubblica e nella cooperazione internazionale. Hanno ottenuto risultati significativi in settori cruciali come la lotta al traffico di droga e alle frodi informatiche, guadagnando a Taiwan una solida reputazione nella comunità internazionale.

Nonostante ciò, Taiwan non può accedere alle banche dati dell’INTERPOL, partecipare ai suoi eventi o condividere informazioni operative in tempo reale. Questa esclusione ostacola la capacità di Taipei di contrastare la criminalità transnazionale, incoraggia i criminali ad ampliare le proprie attività oltre confine e compromette la sicurezza non solo di Taiwan, ma dell’intero Indo-Pacifico e del resto del mondo.

La globalizzazione del crimine e la necessità di una rete inclusiva

La globalizzazione ha accelerato la diffusione della criminalità transnazionale. I criminali e i beni illeciti si muovono con rapidità attraverso i confini, e fenomeni come il traffico di droga, la tratta di esseri umani o la criminalità informatica rappresentano ormai minacce comuni a livello globale.

In un’epoca in cui la criminalità è sempre più globalizzata e sofisticata, è fondamentale che le forze di polizia di tutto il mondo collaborino per costruire una rete di sicurezza globale, inclusiva e senza soluzioni di continuità. La partecipazione di Taiwan all’INTERPOL consentirebbe ai paesi di coordinare i propri sforzi senza ostacoli, affrontare congiuntamente le minacce emergenti e salvaguardare la stabilità e l’ordine internazionale.

Le forti capacità di Taiwan nella lotta alla criminalità

Secondo il database globale Numbeo, Taiwan si colloca al quarto posto al mondo per livello di sicurezza tra 147 paesi. Questo risultato è dovuto a un basso tasso di criminalità, a un efficace sistema di applicazione della legge e a una forte collaborazione civica con le autorità.

Il tasso di criminalità di Taiwan è di poco superiore a 1.200 episodi segnalati ogni 100.000 persone, con solo 2,3 omicidi ogni 100.000 abitanti, ben al di sotto della media globale. Questo record costituisce un punto di riferimento internazionale e rende Taiwan una destinazione sicura e affidabile per cittadini e visitatori.

Come membro responsabile della comunità internazionale, Taiwan è pronta a svolgere un ruolo attivo nella lotta alla criminalità transnazionale, contribuendo alle indagini e cooperando con i partner globali per proteggere la sicurezza collettiva.

Colmare la falla nella rete di sicurezza globale

Taiwan ha ottenuto risultati significativi nella lotta contro le frodi nel settore delle telecomunicazioni, il traffico di droga e altri reati transnazionali. Nel settore della pesca, possiede una lunga esperienza nell’identificazione delle imbarcazioni coinvolte nella tratta di esseri umani, nel lavoro forzato e nella pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.

Tuttavia, senza accesso al sistema di comunicazione globale della polizia I-24/7 dell’INTERPOL, Taiwan non può condividere informazioni urgenti né partecipare in tempo reale alle operazioni di contrasto. I ritardi nella comunicazione possono comportare la perdita di prove, il mancato arresto dei sospetti e ulteriori sofferenze per le vittime. L’assenza di Taiwan crea così una pericolosa lacuna nella sicurezza globale.

Taiwan, partner affidabile nella cooperazione di polizia

Negli ultimi anni, le frodi e i reati finanziari hanno assunto dimensioni sempre più transnazionali. Le organizzazioni criminali dedite alle truffe hanno trasferito le proprie attività in paesi come Cambogia, Thailandia, Myanmar e Laos, attirando vittime da tutto il mondo con false offerte di lavoro e viaggi.

Un rapporto pubblicato dall’INTERPOL il 30 giugno ha segnalato la crescente globalizzazione dei centri di truffa legati al traffico di esseri umani, con vittime provenienti da 66 paesi dei cinque continenti e un numero stimato di centinaia di migliaia di persone coinvolte.

La polizia di Taiwan ha dimostrato la propria competenza in questo ambito. Nel 2024, le autorità hanno smantellato un forum online per la distribuzione di materiale pedopornografico, “Creative Private Room”, con oltre 5.000 membri. L’operazione, che ha coinvolto criptovalute, reti anonime e riciclaggio digitale, ha evidenziato l’impegno di Taiwan nel contrastare la criminalità informatica e nel cooperare con la comunità internazionale per proteggere i minori e prevenire lo sfruttamento sessuale transnazionale.

Un appello globale per l’inclusione di Taiwan

In un articolo del 5 settembre intitolato “L’esclusione di Taiwan dall’INTERPOL compromette gli sforzi di polizia a livello globale”, il dottor John Coyne dell’Australian Strategic Policy Institute ha ribadito che Taiwan è un partner affidabile e capace nella regione Indo-Pacifico. La sua esclusione, ha sottolineato, ha provocato ritardi nella condivisione di intelligence e nelle operazioni di arresto, riducendo l’efficacia della cooperazione internazionale.

La comunità globale deve rafforzare lo scambio di informazioni e approfondire le partnership per contrastare in modo efficace la criminalità transnazionale. Esortiamo quindi tutti i paesi a sostenere la richiesta di Taiwan di partecipare in qualità di osservatore all’Assemblea Generale dell’INTERPOL, e a favorire la sua partecipazione sostanziale ai meccanismi e alle attività dell’organizzazione.

Taiwan rimane impegnata a rafforzare la comunicazione e la cooperazione con i paesi di tutto il mondo, contribuendo alla costruzione di un sistema internazionale di sicurezza più efficace, inclusivo e resiliente.

Novembre 2025
Chou Yew-woei
Commissario, Criminal Investigation Bureau (CIB)
Ministero dell’Interno della Repubblica di Cina (Taiwan)

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