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Recensione di L. Trapassi, “La fragile intesa: Berlino e le relazioni euro-atlantiche nei primi anni della guerra fredda” (Luiss UP, 2022)

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Sotto i riflettori della guerra fredda, sul palco delle relazioni internazionali dei paesi a cavallo tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Sessanta del ‘900, si sta consumando uno dei più temibili e coinvolgenti spettacoli della storia recente. Il palcoscenico è diviso in due e gli attori principali sono noti: Stati Uniti e U.R.S.S. Sullo sfondo, la guerra totale come mai si era potuta nemmeno immaginare prima di allora: un incubo nucleare bilanciato solo dalla vicendevole garanzia di distruzione reciproca. La linea di faglia chiamata Cortina di ferro divide il vecchio continente e lo dividerà ancor più concretamente poco più avanti, con il Muro. Il punto caldo si situa in quella Germania uscita sconfitta e ridimensionata dalla Seconda guerra mondiale.

Il volume descrive il passaggio storico in maniera plastica. Ripercorrendolo grazie ai manuali e ai film a risaltare sono gli incontri di vertice, i tentativi di distensione, le alleanze, gli scambi di spie, i sotterfugi e gli intrighi. Quel che resta nell’ombra del retropalco è la storia degli uomini che contribuirono alla messa in moto dello spettacolo e dei cittadini-spettatori. Nel suo libro “La fragile intesa”, il Cons. Lorenzo Trapassi impugna l’elsa del cosiddetto “fattore umano”, indagando non solo gli avvenimenti che portarono alla storia così come possiamo leggerla ex-post, ma le idee e i sentimenti, spesso contrari alle decisioni che questa storia ci presenta, che pervasero la Germania in quei difficili anni. 

Il saggio di Trapassi si focalizza sulle relazioni tra Stati Uniti, nuovi ed egemoni protagonisti della pièce, e Germania, seguendo le orme temporali del cancellierato di Konrad Adenauer, dal 1949 al 1963, oltre a mettere in relazione quegli accadimenti con la neonata Italia democratica guidata, da Alcide De Gasperi. Nell’ultimo capitolo vengono infatti posizionate le storie dei due paesi, Italia e Germania, e dei due uomini, De Gasperi e Adenauer, che ricercarono nell’alleato d’oltreoceano un perno per abbandonare la zona d’ombra e tornare a splendere nel gioco internazionale. L’autore descrive gli umori del popolo tedesco come “testimone della storia” che, dalla divisione del paese in quattro zone d’influenza alla costruzione del Muro, fu costretto a vivere un unicum storico che rappresentò la nuova normalità per ben 38 anni. 

Con un tocco personale, forte della sua esperienza di servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino, Trapassi aggiunge al racconto una vena emozionale derivante anche dall’opportunità di incontrare vis à vis quei berlinesi occidentali e orientali protagonisti non solo di quegli anni, ma anche della caduta del Muro e della ricostruzione del paese.

La voglia di riunificazione di Adenauer e le aspirazioni occidentaliste con la Westbindung. Il disappunto che si trasforma in delusione con l’accettazione americana dello status quo imposto dall’Unione Sovietica, quello di due Germanie separate da un confine ideologico, che diverrà poi fisico e metallico. Gli anni delle dottrine Truman e Kennedy. Puntuali riferimenti all’opinione pubblica tedesca in evoluzione con l’evoluzione delle vicende storico-politiche. Tutto questo viene racchiuso in una narrazione fluida e didattica – nel senso più stretto di “ciò che insegna” – nell’opera del Consigliere. 

Un libro “da spiaggia” solo per via della data di pubblicazione (disponibile dall’8 luglio 2022) e della scorrevolezza del racconto. Ma soprattutto un più che valido approfondimento per coloro che si trovano in un percorso di istruzione universitaria, essendo in grado di mettere in relazione il passato prossimo con la storia recente, come ad esempio i rapporti tra la Germania di Angela Merkel con Russia e U.S.A. 

Prodotto di uno studio minuzioso e con molti riferimenti teorici (Mann e Winkler tra gli altri) utili a scandagliare le origini del pensiero tedesco e a non arrestarsi sui fatti, questo libro porta il lettore a mettersi nei panni di chi, conoscendo già il finale della storia, vuole immergersi totalmente nei pensieri di uno statista dell’epoca, e viverne intimamente le (dis)avventure. 

Enea Belardinelli
Geopolitica.info

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