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Recensione di F. L. Ramaioli “Dal mito del cielo alla legge dello Stato. Kokutai e ordinamento giuridico in Giappone” (G. Giappichelli Editore, 2022)

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Il Paese del Sol Levante suscita un fascino particolare nel panorama internazionale. Nel corso della sua storia moderna e contemporanea, Tokyo si è contraddistinta per la capacità di fondere modernità e tradizione, divenendo più volte il simbolo dell’incontro tra occidente e oriente.

Dal mito del cielo alla legge dello Stato. Kokutai e ordinamento giuridico in Giappone, il nuovo libro del diplomatico Federico Lorenzo Ramaioli, svela per l’appunto la facoltà del Paese del Sol Levante di aprirsi al mondo occidentale senza mai perdere la propria unicità ed essenza. Il testo traccia l’evoluzione del concetto giapponese del Kokutai, un termine vago e intraducibile attraverso il lessico occidentale ma ascrivibile a una sorta di “quintessenza stessa del Giappone”, e il suo rapporto con l’ordinamento giuridico nipponico. L’obiettivo di Ramaioli è duplice. Da un lato, l’autore si propone di esaminare come il Kokutai, interagisca con, ed influenzi il contesto storico-politico del paese. Dall’altro, l’autore intende mostrare come l’importazione di categorie giuridiche occidentali avvenga senza prescindere sostrato culturale e pensiero autoctoni. 

Se le origini etimologiche del Kokutai possono essere ascritte al termine cinese guótǐ (corpo nazionale) e al pensiero confuciano, in Giappone il concetto acquisisce un’accezione metafisica e spirituale che va a intrecciarsi alla mitologia nipponica. Per Ramaioli, il Kokutai emerge, quindi, quale concetto pre-giuridico, fondato nel mito della dinastia imperiale Yamato, ma potenzialmente in grado di permeare l’architettura istituzionale del paese. A dimostrazione di ciò, Ramaioli rivela lo stretto legame tra Kokutai e i principi di lealtà e pietà filiale nei confronti del tennō, principi che diventeranno gli elementi cardine della nuova ideologia nazionale dell’epoca Meiji, e che si rifletteranno nell’istituzione di un sistema giuridico moderno ma, allo stesso tempo, intriso dell’identità culturale del paese.

Con la Restaurazione Meiji, il concetto di Kokutai va quindi a intersecare il processo di modernizzazione del paese. In particolare, viene rivisitato alla luce di costrutti giuridici di importazione occidentale, incarnando il tentativo di riformare e modernizzare lo stato senza tuttavia alterarne l’essenza nazionale. Ramaioli identifica in questo processo una trasformazione del concetto di Kokutai da principio di natura pre-giuridica a costrutto giuridico. Emblematico a riguardo è, per Ramaioli, il legame tra il Kokutai e la nuova Costituzione Meiji (1889). Seppur non direttamente menzionato all’interno del nuovo documento d’ispirazione occidentale, il Kokutai trova luogo all’interno del diritto giapponese attraverso la figura dell’imperatore. “In quanto essenza intima della nazione giapponese, [il Kokutai] inerisce strettamente e imprescindibilmente al tennō e alla sua ininterrotta linea di successione, e proprio in virtù di ciò crea un collegamento con il sistema giuridico Meiji” – scrive Ramaioli. Acquisendo il carattere di parametro costituzionale, il Kokutai trascende dunque la tensione tra modernità e tradizione. 

Ramaioli dimostra come tale processo venga ulteriormente portato all’estremo in concomitanza con la progressiva transizione del paese a regime autoritario. Il Kokutai, quale emblema dell’unione tra imperatore e nazione, diviene lo strumento per identificare e mantenere l’ordine pubblico. È in tale contesto che, secondo Ramaioli, il Kokutai si trasforma in un concetto metagiuridico attraverso cui ripensare le nozioni giuridiche occidentali introdotte nella Costituzione Meiji, e riproporre un ritorno alla spiritualità e ai miti fondanti la tradizione del paese.

L’evoluzione del Kokutai in rapporto al sistema di diritto del paese si conclude, per Ramaioli, con la de-giuridizzazione del concetto che, in seguito alla sconfitta del Giappone nel secondo conflitto mondiale, assume un carattere post-giuridico. Tale sviluppo si manifesta attraverso il dibattito sulla resa del paese, resa che per i giapponesi avrebbe dovuto concretizzarsi con la preservazione del Kokutai, così come attraverso il processo di democratizzazione e liberalizzazione del paese incarnato dalla stesura di una nuova Costituzione di impronta americana. In tale contesto, la necessità di preservare il Kokutai, adeguandolo al nuovo corso della storia giapponese, si traduce nel suo allontanamento dall’ambito giuridico e nel suo ritorno al mito.

Nonostante ciò – Ramaioli afferma – il Kokutai continua a esercitare, seppur indirettamente, un’importante influenza nei circoli intellettuali, politici e giuridici del Giappone contemporaneo. Tale influenza è difatti evidente in determinati spazi, ad esempio in quelle istituzioni di carattere revisionista, tra cui la controversa Nippon Kaigi, la cui ideologia si incentra sull’unicità e sacralità del sistema imperiale giapponese.Alla luce di queste conclusioni, Dal mito del cielo alla legge dello Stato offre importanti spunti di riflessione non solo per coloro che si occupino di studi giuridici comparati. Il lavoro magistrale di Ramaioli fornisce, infatti, una panoramica fondamentale per comprendere l’evoluzione politica, sociale e culturale di un paese che svolge oggi un ruolo cruciale nelle dinamiche geopolitiche globali. Pertanto, Dal mito del cielo alla legge dello Stato non può che essere tra le letture consigliate agli appassionati di Geopolitica.info.

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