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Recensione di “In Orbita!” di Bae Myung-hoon (Add Editore, 2024)

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Fantascienza, relazioni internazionali, romanticismo, thriller di spionaggio, commedia, satira: In Orbita! è tutto questo e molto altro. Se vi siete appassionati a “Il Problema dei Tre Corpi”, il capolavoro di Liu Cixin in forma cartacea e prodotto da Netflix in versione seriale, se avete aspettato “Dune 2” di Denis Villeneuve con trepidazione, se avete esultato quando “The Expanse” è stato resuscitato da Amazon Prime a cavallo tra il 2018 e il 2019, allora In Orbita! fa proprio al caso vostro.

Lanciate una cosa qualunque!

Busanese, classe del ’78, Bae Myung-hoon è uno degli autori e delle autrici di fantascienza sudcoreana più letti nella Terra del Calmo Mattino. Laureato in Relazioni Internazionali alla Seoul National University, la sua scrittura si è distinta immediatamente con il suo fondere diversi generi in uno. Già nel 2009, con il suo primo romanzo “La Torre”, pubblicato in italiano da Add Editore nel 2022 e disponibile qui, l’autore sudcoreano ha mostrato le sue doti nella fusione di generi letterari. La trama di “In Orbita!” prende avvio con l’apparizione di un sole artificiale nel cielo, che assume la forma di un Pac-Man per le generazioni più anziane e di una pizza con uno spicchio mancante per i più giovani. Questo evento straordinario diventa lo spunto per una narrazione che ironizza sulla società contemporanea. A difendere quest’ultima da eventuali minacce, sono chiamate le varie forze spaziali del mondo intero e il libro si concentra in particolar mondo sulle Forze Spaziali coreane.

Fun fact: il nome originale dell’opera è 빙글빙글 우주군 (Bing-geulbing-geul Ujugun). Ujugun (우주군) vuol dire letteralmente Forze Spaziali e, nelle note, l’autore cerca di convincerci che l’ispirazione per il suo libro sia arrivata a seguito del caldo torrido del 2018, non a seguito dell’annuncio di Donald Trump di voler formare una forza spaziale statunitense, cosa che molto probabilmente ha ispirato la serie di Netflix “Space Force” (“brought to you by the same guys who brought you The Office”). L’esistenza della appena citata serie tv è molto probabilmente la ragione per la quale il titolo in inglese dell’opera è “Launch something!”, il titolo del primo capitolo del romanzo, e non vi è riferimento alla branca dell’esercito. Il titolo italiano, invece, si riferisce al saluto ufficiale delle fittizie Forze Spaziali coreane, saluto su cui si ironizza all’interno del testo. L’aneddoto relativo al titolo è funzionale a comprendere i vari livelli di satira, anche politica, che si possono ritrovare all’interno di In Orbita!

Bae Myung-hoon, come molti suoi connazionali, ha prestato servizio militare, scegliendo l’aeronautica. In Corea del Sud, l’aviazione sembra essere vista in modo meno marziale rispetto alla fanteria e alla marina, attrattiva che spinge molti a optare per questo ramo. Storicamente, infatti, la minaccia nordcoreana ha fatto sì che Seul vedesse nella fanteria la prima linea di difesa nazionale; tuttavia, la sempre più crescente necessità di mettere in sicurezza le rotte navali ha spinto Seoul a redigere un piano volto a trasformare il proprio dispositivo navale in una potente marina dotata di elevate capacità di proiezione. La natura, per così dire, più rilassata dell’aviazione appare quindi comprensibile, e l’autore si basa sulla propria esperienza da aviere per delineare lo spirito delle Forze Spaziali coreane nel suo romanzo.

Oltre alle vicende spaziali, “In Orbita!” affronta questioni geopolitiche tra la Terra e le colonie su Marte, riprendendo alcune storie brevi dell’autore. Con un mix di fantascienza, relazioni internazionali, romanticismo, thriller di spionaggio, commedia e satira, il romanzo offre una lettura appassionante e diversificata. Se siete fan di opere come “Il Problema dei Tre Corpi”, “Dune 2”, o “The Expanse”, allora “In Orbita!” è sicuramente un libro che fa al caso vostro.

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È possibile acquistare “In Orbita” qui.

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