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TematicheItalia ed EuropaQuel primo Natale di guerra. Il canto del cigno...

Quel primo Natale di guerra. Il canto del cigno della nostra civiltà prima della lunga notte

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Inverno 1914. A Ypres inglesi e tedeschi si sono ferocemente affrontati per settimane sotto una pioggia battente…

Il 24 dicembre la gelata del mattino viene accolta quasi con giubilo perché ha indurito la terra, asciugando il fango.

Nelle Fiandre – tra Diksmuide e Neuve Chapelle – un tiepido sole illumina il campo di battaglia imbiancato di brina…

È la Vigilia di Natale. La giornata continua con il solito scambio di fucileria. Poi sopraggiunge il silenzio della sera e migliaia di piccole luci si accendono per tutta la lunghezza delle trincee tedesche; brillano di un chiarore emozionante: “alberi di Natale”. E un canto, melodie natalizie…

Terminata la musica, il silenzio viene di nuovo interrotto da applausi commossi. Tutti i giovani – prima timidamente, poi senza più remore – si riversano nella terra di nessuno per stringersi le mani, scambiarsi regali, fotografie, giornali.

Un miracolo descritto così – in una lettera a casa – dal tenente Josef Wenzl: “suona incredibile, ma è la verità. Cominciava ad albeggiare quando sono apparsi gli inglesi e hanno cominciato a salutarci. I nostri hanno tirato fuori un albero di Natale… Tutti si sono mossi liberi dall’una all’altra trincea e cantavano insieme canzoni di Natale”.

Il sottotenente Bruce Bairnfather del I battaglione Royal Warwickshires annotò anche l’inizio: “i suoni dell’armonica a bocca di un tedesco a cui risposero i canti natalizi inglesi e il viso felice del suo sergente che scambiò conserve e sigari per primo con i tedeschi”.

Un altro soldato della London Rifle Brigade spiegò meglio il contagio di quella pace, “ci sentivamo felici come bambini”, scrisse.

Questo evento è passato alla storia come “la tregua di Natale“: l’artiglieria restò muta tutta la notte, permettendo il recupero dei caduti. Si svolsero delle vere e proprie cerimonie di sepoltura, nelle quali soldati di entrambe le parti piansero assieme i compagni morti.

In un funerale nella “terra di nessuno”, soldati tedeschi e britannici si riunirono assieme per leggere un passo del Salmo 23: “Il Signore è il mio pastore, non mi fa mancare nulla. Su prati verdi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Il Signore mi dona nuova forza, mi consola, mi rinfranca. Su sentieri diritti mi guida, per amore del suo nome. Anche se andassi per una valle oscura non temerei alcun male perchè tu sei con me”.

Il miracolo negli anni successivi non si ripeté più…

 

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