Protesta al Senato contro l’esclusione di Taiwan dall’Assemblea Mondiale della Sanità

Nei giorni scorsi 60 senatori – 57 della Lega, tra i quali, oltre al promotore Paolo Arrigoni, Matteo Salvini e il Capogruppo in Senato Gianmarco Centinaio, e i senatori di Forza Italia Lucio Malan, Maria Rizzotti e Giancarlo Serafini) – hanno presentato una Interrogazione (Atto Senato n. 4-00060) ai Ministri degli Esteri e della Salute per protestare contro l’esclusione di Taiwan dall’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS/WHA) che si terrà dal 21 al 26 maggio 2018 a Ginevra.

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Il testo, firmato significativamente  da tutti i senatori della Lega, condanna in maniera chiara e decisa l’assenza di Taiwan dall’importante consesso dedicato alla prevenzione delle malattie e alla salute di tutti i popoli del mondo. Proprio per la sua natura inclusiva, globale e onnicomprensiva l’Assemblea deve necessariamente rimanere aperta, senza nessuna esclusione dovuta a motivazioni politiche. Lo statuto della Organizzazione mondiale della sanità (OMS/WHO), che promuove l’Assemblea, afferma in maniera precisa il diritto di ogni essere umano, senza distinzioni di razza, religione, credo politico e condizione economica e sociale, a ricevere trattamenti sanitari di ottima qualità. Le malattie non conoscono confini, razze o limitazioni politiche. La necessità di un sistema di prevenzione sanitaria globale, e di piani aggiornati per emergenze mediche, è evidente; la SARS e l’influenza avaria sono solamente alcuni gravi esempi della necessità di una continua interdipendenza e comunicazione tra i vari paesi nel campo sanitario. In particolare la regione dell’Asia Pacifico, con la sua densità abitativa e le specificità climatiche, è da sempre ad alto rischio per le pandemie sanitarie.

La sensibilità dimostrata dai 57 senatori della Lega, e dai loro 3 colleghi di Forza Italia, che chiedono esplicitamente la fine dell’ostracismo nei confronti di Taiwan è un atto di coraggio vista la sempre più forte pressione di Pechino nei confronti della proiezione internazionale taiwanese. Nel campo della prevenzione sanitaria non ci dovrebbe essere spazio per meccanismi di ricatto politico e l’Interrogazione dei 60 senatori menziona esplicitamente il diritto di tutti gli abitanti del mondo di ricevere cure sanitaria di standard elevato. La modalità di partecipazione della delegazione taiwanese come Osservatore all’AMS, già ampiamente sperimentata dal 2009 al 2016, ha mostrato chiaramente come gli ostacoli di tipo politico possono essere superati facilmente. Non si tratta di una rinegoziazione dello status internazionale del paese ma semplicemente di attuare delle dinamiche volte a favorire e incoraggiare la cooperazione medico sanitaria mondiale. La partecipazione di Taiwan all’AMS può generare una seria di benefici per tutti gli altri paesi della regione: infatti l’esperienza taiwanese nel settore della cooperazione sanitaria è enorme e i numerosi progetti portati avanti in tanti paesi in via di sviluppo sono la concreta dimostrazione.

L’Interrogazione menziona anche il diretto coinvolgimento di molti paesi, tra cui Germania, Giappone e Stati Uniti, durante la 70ª Assemblea mondiale della sanità nel 2017 per favorire la partecipazione taiwanese e mettere fine a questo ingiustificato ostracismo.  Gli stessi paesi, ai quali si è unita l’Unione Europea, hanno reiterato in queste settimane il loro appoggio a Taiwan affinché possa partecipare alla 71^ AMS. E ieri 172 Deputati alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, repubblicani e democratici, hanno scritto al Segretario di Stato Mike Pompeo per sostenere il diritto di Taiwan di partecipare all’AMS. L’Interrogazione dei Senatori Italiani è un dunque un atto importante a difesa dei diritti del popolo taiwanese e della sua libera democrazia. Vedremo le risposte dei due Ministri interrogati. Qui di seguito pubblichiamo integralmente il testo dell’Interrogazione:

 

Arrigoni, Centinaio, Salvini, Calderoli, Candiani, Stefani, Solinas, Borgonzoni, Borghesi , Tosato, Nisini, Augussori, Bagnai, Barbaro, Bergesi, Bonfrisco, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli, Bruzzone, Campari, Candura, Cantù, Casolati, De Vecchis, Faggi, Ferrero, Fregolent, Fusco, Iwobi, Marin, Marti, Montani, Ostellari, Pazzaglini, Pellegrini, Emanuele, Pepe, Pergreffi, Pianasso, Pillon, Pirovano, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Pucciarelli, Ripamonti, Rivolta, Romeo, Rufa, Saponara, Saviane, Sbrana, Siri, Tesei, Vallardi, Vescovi, Zuliani, Malan, Rizzotti, Serafini:

– Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della salute. –

Premesso che:

la risoluzione n. 25.1 del 1972 dell’Assemblea mondiale della sanità (AMS/WHA) ha risolto il problema della partecipazione in seno ad essa della Repubblica popolare cinese, lasciando insoluto il tema della partecipazione di Taiwan;

soltanto il Governo democraticamente eletto di Taiwan può rappresentare i suoi 23,5 milioni di cittadini e assumersi la responsabilità della loro salute;

se Taiwan non può partecipare all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS/WHO), e se non è inserita nel sistema globale di prevenzione delle malattie, il diritto alla salute di cui 23,5 milioni di abitanti di Taiwan dovrebbero beneficiare, come tutte le persone e i popoli del mondo, non può essere pienamente garantito e, inoltre, non può essere conseguito l’obiettivo, stabilito nella stessa Costituzione dell’OMS, di ottenere il più alto standard di salute possibile per tutto il genere umano;

proteggere la salute e l’igiene delle persone, e promuovere interazioni costruttive, è una responsabilità condivisa, sia dalla Cina, sia da Taiwan. Da maggio 2016, il Governo di Taiwan ha dimostrato più volte la sua disponibilità alla collaborazione, riconoscendo i fatti storici dei colloqui del 1992 avvenuti tra gli organismi rappresentativi dei due Paesi – la Fondazione per gli scambi nello stretto (SEF, Straits Exchange Foundation) e l’Associazione per le relazioni nello stretto di Taiwan (ARATS, Association for Relation Across Taiwan Straits) – e ha ripetutamente chiesto la ripresa di un dialogo pragmatico tra le due parti dello stretto.

Le attuali differenze politiche tra Cina e Taiwan non dovrebbero, comunque, avere la precedenza sugli sforzi globali per il raggiungimento della buona salute e del benessere di tutti e per tutti; la Costituzione dell’OMS stabilisce chiaramente che il godimento dei più alti standard sanitari è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzioni di razza, religione, credo politico e condizione economica e sociale. In considerazione della salute e del benessere di tutta la popolazione del pianeta, l’OMS dovrebbe escludere ogni interferenza politica e accogliere la partecipazione di Taiwan, già fruttuosamente avvenuta come “Osservatore” dal 2009 al 2016, con pari status nei suoi incontri, nei suoi meccanismi e nelle sue attività, incluse quelle dell’AMS;

durante la 70ª AMS nel 2017 diversi Paesi, tra i quali l’Australia, la Germania, il Giappone e gli Stati Uniti, hanno parlato in favore di Taiwan, sollecitando l’OMS ad accettare la sua partecipazione nell’AMS. Alla 142ª sessione dell’OMS executive board, nel gennaio 2018, gli stessi Paesi, e molti altri con loro, hanno enfatizzato l’importanza della partecipazione di Taiwan nell’AMS, evidenziando la preoccupazione che l’assenza di Taiwan dall’AMS crei, come di fatto avviene, un vuoto, grave e insensato, nella cooperazione globale per la prevenzione e il contrasto delle malattie e per la tutela e la promozione della salute pubblica;

nel corso della citata sessione dell’OMS executive board le affermazioni della Cina su questi argomenti sono state esclusivamente di natura politica e hanno completamente ignorato la natura, gli obblighi e le finalità stesse dell’OMS verso la salute di ogni essere umano, incluso i diritti alla salute dei 23,5 milioni di abitanti di Taiwan,

si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere, sia direttamente, sia di concerto con gli altri partner dell’Unione europea, affinché nell’ambito dell’AMS e dell’OMS, nel rispetto e nell’applicazione dei propri principi, vincoli e finalità statutarie, si cessi l’ostracismo nei confronti di Taiwan e se ne accolga la partecipazione, garantendo così ai suoi 23,5 milioni di cittadini diritti sanitari uguali a quelli di tutto il resto della popolazione del pianeta.

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