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TematicheCina e Indo-PacificoLa proiezione tedesca nell’Indo Pacifico

La proiezione tedesca nell’Indo Pacifico

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La guerra in Ucraina ha cambiato in maniera radicale la percezione della popolazione tedesca rispetto alle Forze Armate e alla necessità di investimenti nella difesa. Il conflitto ucraino ha riaperto una polemica ricorrente nell’opinione pubblica tedesca. La necessità di dotare la Forze Armate di attrezzature moderne e colmare il divario con gli altri paesi europei è sempre più condivisa sia nell’opinione pubblica, sia nella politica. L’inedito impegno di Berlino nella regione dell’Indo Pacifico rappresenta una ulteriore conferma del nuovo approccio strategico tedesco.  

Il presente articolo riproduce parzialmente i contenuti di un contributo dell’autore per l’edizione del 7 ottobre di “Scenari”, inserto di geopolitica del quotidiano “Domani”

L’esercitazione militare Pitch Black si è tenuta in Australia dal 19 agosto all’8 settembre 2022 con la partecipazione di 17 nazioni con circa 100 aerei e 2500 membri del personale operanti principalmente dalla base Darwin della Royal Australian Air Force (RAAF) e dalle basi RAAF di Tindal e Amberley. All’esercitazione sui cieli dell’Australia ha partecipato anche l’aviazione tedesca, con sei jet Eurofighter, 250 soldati tedeschi, quattro aerei da trasporto e tre petroliere per il rifornimento aria-aria di nuova acquisizione insieme a circa 100 tonnellate di materiale. Mentre nel settembre 2022 i jet Eurofighter tedeschi sono arrivati in Giappone per tre giorni di esercitazioni con l’aeronautica giapponese. L’addestramento congiunto fa parte dell’operazione “Rapid Pacific 2022” dell’aeronautica tedesca, la prima missione aeronautica tedesca nell’Indo Pacifico. Nella prima parte della stessa esercitazione a Singapore nella metà di agosto il trasferimento dei caccia e degli aerei di rifornimento è stato completato in appena 24 ore. Si tratta di una operazione che in gergo militare si chiama “capacità di dispiegamento strategico”, ossia un piano per migliorare la capacità organizzative in condizioni di incertezza e l’utilizzo della stessa strategia per raggiungere obiettivi prefissati. 

L’esercitazione militare “Pitch Black” potrebbe essere letta esclusivamente nella prospettiva di un rinnovato impegno di Berlino in ambito strategico; tuttavia, la scelta della regione Indo Pacifico implica altre interpretazioni. L’aviazione tedesca ha voluto dimostrare di poter operare, in maniera rapida ed efficiente, nella regione.  La proiezione strategica tedesca nell’Indo-Pacifico è ufficialmente iniziata nell’agosto del 2021, con il dispiegamento della fregata Bayern. La prima nave da guerra tedesca a prendere rotta per l’Asia in quasi 20 anni ha segnalato chiaramente alla comunità internazionale la volontà di Berlino di un ruolo attivo nella regione.  La decisione della Marina tedesca di programmare uno scalo della Bayern nell’atollo di Diego Garcia, la struttura di supporto della Marina degli Stati Uniti che fornisce supporto logistico alle forze operative nell’Indo-Pacifico, ha generato diverse controversie. Lo status dell’atollo, affittato dal Regno Unito agli Stati Uniti, è al centro di una controversia internazionale su cui le Nazione Unite si sono ripetutamente espresse accogliendo le rivendicazioni delle Mauritius su Diego Garcia. Lo scalo nella base navale statunitense, non giustificato da stringenti esigenze logistiche, è stato descritto da diversi analisti come una dichiarazione d’intenti. 

L’esercitazione in Australia segna un deciso cambiamento per le Forze Armate tedesche, la Bundeswehr della Germania occidentale si era concentrata esclusivamente sulla difesa nazionale per decenni al termine del secondo conflitto mondiale. Sia la missione in Kosovo del 1999, sia la partecipazione alla missione in Afghanistan nel 2004 avevano creato enormi contrasti nel paese, ancora fortemente legato a principi antimilitaristi. 

L’importanza attribuita all’Indo-Pacifico da Berlino negli ultimi anni è chiaramente espressa in diversi documenti politici e strategici. Nel settembre del 2020 è stata pubblicata una linea guida sull’Indo-Pacifico, in cui si sottolinea il ruolo cruciale della regione per gli equilibri politici ed economici globali. Secondo il documento l’Indo-Pacifico sta diventando il quadrante chiave per plasmare l’ordine internazionale nel XXI Secolo e, pur non menzionando mai apertamente la Repubblica Popolare cinese, il policy paper evidenzia la crescente competizione strategica per l’egemonia nella regione. 

Sin dalla pubblicazione delle linee guida sull’Indo-Pacifico, la Germania ha avviato una inedita strategia con la Repubblica Popolare cinese, con una partecipazione attiva nella coalizione diplomatica contro l’egemonia cinese nell’Indo-Pacifico e un impegno della diplomazia di Berlino. In particolare, l’allora ministro della Difesa Kramp-Karrenbauer ha incontrato numerose volte le sue controparti provenienti da Australia, Giappone, Singapore e Repubblica di Corea. 

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2021, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato – in concomitanza con il Global Gateway – la strategia dell’UE per la cooperazione nell’Indo-Pacifico, incentrata su sette settori prioritari. Quella dedicata alla sicurezza e alla difesa descrive priorità chiave come il rafforzamento delle capacità e maggiore presenza navale degli Stati membri dell’UE nell’Indo-Pacifico; maggiori esercitazioni congiunte con i partner regionali per combattere la pirateria e proteggere la libertà di navigazione. Anche se la nuova strategia non assume un atteggiamento conflittuale nei confronti della Cina, è comunque “sintomatica di un cambiamento nella percezione delle relazioni di potere internazionali e del loro potenziale impatto sull’Europa”. In quanto tale, l’introduzione stessa del concetto di “Indo-Pacifico” mostra chiaramente che l’UE e i suoi Stati membri sono sempre più preoccupati per l’ascesa di Pechino. La Germania, insieme alla Francia e ai Paesi Bassi, è stata la forza trainante dell’elaborazione dell’approccio dell’UE all’Indo-Pacifico. 

La Repubblica Popolare cinese resta un partner economico essenziale per la Germania e la possibilità di una diversificazione dal mercato cinese è impensabile, nel breve e medio termine, per molti settori strategici dell’industria tedesca. Tuttavia, l’impegno della Germania nella regione dell’Indo-Pacifico ha l’obiettivo di sostenere i principi dell’ordine liberale e lo status quo politico e territoriale degli alleati. Le scelte di Berlino nel quadrante dell’Indo-Pacifico negli ultimi anni sono una palese dichiarazione d’intenti di Berlino: l’adesione all’alleanza britannico/australiana a motore statunitense dell’AUKUS.

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