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TematicheSpazioIl primato italiano nel volo spaziale commerciale

Il primato italiano nel volo spaziale commerciale

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Il posizionamento strategico dell’Italia nel comparto spaziale è ormai sempre più predominante, vantando primati nelle applicazioni satellitari, nei veicoli di lancio, negli accordi e collaborazioni internazionali, nell’industria e, nell’immediato futuro, anche nella prima stazione commerciale internazionale e nei voli spaziali sub orbitali.

In quest’ultimo campo, l’Italia è infatti l’unico Paese europeo impegnato in queste nuove rivoluzionare attività, ponendo le proprie basi ad inizio del 2014 quando a Washington fu firmato un Memorandum of Cooperation sullo sviluppo di questa tipologia di voli tra la Federal Aviation Administration (Faa) ed Enac, scegliendo l’Italia come primo ed unico Paese impegnato nello sviluppo del trasporto spaziale sub orbitale. Poco dopo, a Marzo dello stesso anno a Roma presso il Palazzo dell’Aeronautica, è stata firmata una lettera di intenti tra l’Aeronautica Militare Italiana e l’Enac per definire i criteri e le modalità per lo sviluppo della cooperazione nel settore del volo suborbitale e dell’aerospazio; questo accordo prevede la costituzione di un osservatorio impegnato per “…elaborare un Accordo Tecnico finalizzato a definire le procedure e promuovere le necessarie normative per consentire lo svolgimento di attività sperimentali propedeutiche allo sviluppo delle tecnologie aerospaziali.” I due enti, civili e militari, collaboreranno quindi per definire le collaborazioni da applicare a questo nuovo approccio di “aerospazio”: il volo suborbitale infatti ha avuto e sta avendo un grande impulso negli Stati Uniti, dove compagnie private come Blue Origin e Virgin Galactic continuano costantemente lo sviluppo di questo nuovo trasporto spaziale, rendendo “commerciale” questa tipologia di viaggio.

Se una volta lo Space Shuttle era l’unico aeromobile in grado di decollare da Terra, compiere un viaggio spaziale per poi ritornare sul nostro pianeta, ora con i voli sub orbitali saranno costruiti nuovi spazio plani che verranno impiegati in svariate attività: come il trasporto di passeggeri, materiali e possibilità di condurre esperimenti in microgravità.

Il volo suborbitale è senza dubbio tra le ultime frontiere del volo spaziale, ed è sicuramente quello che  potrà incidere direttamente su questioni geopolitiche, economiche e di sicurezza nazionale e globale. Il suo sviluppo vede coinvolti molteplici attori, sia nel settore pubblico che nel privato, ed è particolarmente importante in un Paese come l’Italia che si trova impegnata in prima linea nella new space economy.

Il comparto civile: Grottaglie spazioporto europeo

Nel 2018 in Puglia, Sitael e l’Agenzia Spaziale Italiana hanno firmato con Virgin Galactic una dichiarazione congiunta che esprimeva la volontà di trasferire i voli suborbitali allo spazioporto di Grottaglie (Taranto). Al centro dell’intesa c’era lo SpaceShipTwo, velivolo capace di portare il passeggeri fino a 10 chilometri da terra per un viaggio turistico. Al progetto hanno partecipano vari soggetti pubblici, come Enav, Cnr, ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) , Marina Militare e Aeronautica Militare Italiana, Aeroporti di Puglia e l’Agenzia regionale tecnologie e innovazione. Il sogno di avere un primo spazioporto italiano (ed europeo) è continuato nel 2021 quando, durante il Mediterranean Aerospace Matching (MAM), svoltosi presso l’aeroporto Marcello Arlotta di Taranto-Grottaglie, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha esternato : “…È forte la nostra determinazione a fare di Grottaglie il polo dell’aerospazio italiano ed europeo perché questa è una struttura unica in Europa, già pronta, e noi siamo a disposizione di quella che qualcuno definisce una gara per i voli suborbitali.  […] Ci stiamo prendendo la soddisfazione di dire che Grottaglie è l’unico spazioporto europeo in grado di consentire l’atterraggio e il decollo degli aerei che fanno i voli suborbitali e che possono, oltre che fare turismo spaziale, che è una chicca, mettere in orbita satelliti a costi molto inferiori. Non escludiamo neanche che questa possa essere una base per il lancio dei satelliti con vettori diversi dagli aerei, avendo creato a Grottaglie questa capacità professionale che può dare risultati anche sulla messa in orbita di satelliti più grandi e più importanti.

In molti inizialmente avevano etichettato quest’impresa, come un fallimento ed il “classico progetto italiano che mai si farà”, ma nel luglio del 2022 Enac, Regione Puglia e Aeroporti di Puglia hanno avviato le azioni per costituire il soggetto giuridico che si occuperà dello spazioporto di Grottaglie, denominato “Criptaliae Spaceport” – dall’antica denominazione di Grottaglie – e metterà Enac, Enav, Aeroporti di Puglia e l’Autorità per l’Aviazione Militare nelle condizioni di intercettare “…la domanda di servizi innovativi del comparto aerospaziale di natura pubblica e privata…” come si legge nella nota di Aeroporti di Puglia. 

L’impegno della Regione Puglia è stato presentato anche durante l’ultima edizione dell’Airshow svoltosi a Farnborough, nel Regno Unito. Il lavoro per adeguare l’aeroporto pugliese ad attività sub orbitali prevede la spesa di 11 milioni di euro, ed altri 11 per finalizzare tali operazioni: ENAC ha partecipato stanziando 50 milioni per l’infrastruttura e 30 milioni per la ricerca. Oltre al decollo dei nuovi velivoli suborbitali, tra le attività che si svolgeranno nel futuro spazioporto, bisogna ricordare che saranno lanciati anche micro satelliti. La presenza nel sud Italia di uno spazioporto potrebbe in pochi anni divenire il punto nevralgico dell’area mediterranea e quindi attirare potenziali interferenze geopolitiche: se per alcuni Paesi questo progetto è visto di buon occhio, per altri sarà visto come una possibile minaccia o destabilizzazione della sicurezza per il proprio Paese. 

L’impiego dei voli suborbitali di SpaceX

Tali problemi però non tutti se li pongono nelle altri parti del mondo: l’esercito americano, infatti, potrebbe impiegare proprio i voli sub orbitali tramite il razzo vettore Starship di SpaceX per spostare merci militari da una qualsiasi parte all’altra del globo, in pochissimo tempo. A tal proposito, considerando le attuali prestazioni di Starship, con un singolo volo sub-orbitale Space-X prevede infatti di poter trasportare un “carico pagante” compreso tra le 100 e le 150 tonnellate, decollando dal proprio spazioporto Starbase di Boca Chica (Texas) per atterrare ad esempio, in prossimità delle Hawaii in appena 90 minuti. Un vantaggio logistico non indifferente dal punto di vista delle operazioni militari(ad esempio) dipendendo da un’efficiente e robusta logistica.

Durante la conferenza della National Defence Transportation Association del 2020, l’U.S. Transportation Command ha pubblicato la firma di un accordo tra SpaceX e la ditta XArc per lo studio di fattibilità per impiegare i razzi di SpaceX per il rapido dispiegamento di materiali militari sulla Terra mediante voli sub-orbitali. Questo progetto andrà quindi a sopperire l’uso degli aerei cargo C-17, con una drastica diminuzione del tempo del viaggio. Come accennato, si parla di un’ora per raggiungere qualsiasi destinazione, in qualunque parte del mondo. Per ora si parla ancora di un progetto ma è ormai tangibile come le forze militari di molti Stati si stiano impegnando sempre più nel comparto spaziale, ed in questo caso, nel nascente campo della “logistica spaziale”.

Gli accordi commerciali dell’Aeronautica Militare Italiana

Se da un lato c’è la volontà e l’impegno civile nelle attività suborbitali italiane, dall’altro c’è anche quello militare grazie all’Aeronautica Militare Italiana. L’AM infatti è molto interessata ad “…acquisire competenze nel settore delle tecnologie e sistemi di volo ipersonico con riferimento a profili di volo suborbitali e/o di alta quota...” ed impiegare oggetti orbitanti in poco tempo può essere una nuova capacità in risposta ad emergenze e contribuire alla Sicurezza Nazionale: non a caso l’AM è impegnata insieme all’ENAC ed all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) alla regolamentazione di normative, licenze ed autorizzazioni per questi nuovi “oggetti volanti”.

Un interesse ed impegno tale che il 2 ottobre del 2019 l’Addetto Militare per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC, Generale di Divisione Aerea Stefano Cont (in rappresentanza dell’Aeronautica Militare) e Mike Moses, Presidente di Virgin Galactic, hanno firmato un accordo commerciale per l’acquisto di un volo suborbitale, durante il quale saranno eseguiti degli esperimenti nello spazio: per la prima volta un ente governativo finanzia un volo sperimentale su un veicolo spaziale commerciale. Precedentemente nel 2017 l’ASI è stata da apripista a questo accordo, firmando una lettera di intenti con la compagnia di Richard Branson per assicurarsi il volo sub orbitale, durante il quale saranno eseguiti alcuni esperimenti in microgravità. 

L’ASI sarà quindi anche la prima agenzia spaziale internazionale, dopo lo Space Technology Mission Directorate Flight Opportunities Program della NASA, a garantire un intero volo di ricerca sui velivoli di Virgin Galactic.

L’equipaggio della missione sarà composto dal colonnello dell’AM Walter Villadei, ingegnere spaziale e cosmonauta, capo della missione, dal tenente colonnello medico dell’Aeronautica Angelo Landolfi e da Pantaleone Carlucci, ingegnere aerospaziale del CNR. I tre italiani avranno dei dispositivi indossabili utili per valutare le risposte fisiologiche e tecnologiche nel corso del volo suborbitale in condizioni di microgravità. Insieme a loro ci sarà l’equipaggio di Virgin Galactic composto da Beth Moses, capo astronauta istruttore di Virgin, Michael Masucci e C.J. Sturckow : durante questo volo però Virgin Galactic non sarà coinvolta negli esperimenti.

La missione partirà dallo spazioporto in New Mexico (USA) tramite il velivolo Unity 23 facendo diventare il Colonnello Walter Villadei il primo cosmonauta italiano a compiere un volo sub orbitale tramite un velivolo commerciale: insomma, un altro primato per l’Italia.

L’Italia a bordo (anche ) della prima stazione spaziale commerciale

Il colonnello Villadei inoltre sarà impegnato anche in un’altra missione spaziale commerciale, questa volta con Axiom Space per diventare il primo astronauta italiano ed europeo a bordo di una staziona spaziale commerciale orbitante.  Lo scorso 20 maggio , l’AM e AXIOM Space hanno infatti firmato un Memorandum d’Intesa per le prossime sfide e collaborazioni in campo aerospaziale e tra i progetti avviati vede anche l’addestramento del col. Villadei al Johnson Space Center (JSC) di Houston della NASA per conseguire la qualifica di Professional Astronaut . Questa qualifica è indispensabile per eseguire il viaggio e l’attività presso la nuova stazione spaziale commerciale. 

Axiom Space ha inoltre siglato con il Governo Italiano un accordo di cooperazione per lo sviluppo e l’attuazione di progetti in ambito aerospaziale, con l’intento di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • la promozione del mercato nell’orbita bassa terrestre per sviluppare concretamente un’economia spaziale resiliente;
  • lo sviluppo di un modello di collaborazione pubblico privato per un’infrastruttura spaziale efficiente ed economica moderna integrata alla futura stazione spaziale di Axiom, che possa consentire la ricerca in microgravità e dare continuità agli sviluppi tecnologici e alle operazioni in orbita dopo la disattivazione della Stazione Spaziale Internazionale;
  • la promozione di progetti di ricerca collaborativi nel campo dei materiali avanzati, prodotti farmaceutici, produzione in orbita di tecnologie innovative per applicazioni suborbitali, sicurezza e protezione dello spazio, modellazione e simulazione, medicina aerospaziale, intelligenza artificiale e robotica;
  • l’arricchimento delle eccellenti e storiche relazioni bilaterali tra gli Stati Uniti e l’Italia, con una cooperazione anche nel campo del volo spaziale commerciale visto come opportunità per sviluppare un nuovo capitolo della presenza umana attorno alla Terra e sulla Luna a beneficio di tutta l’umanità.

Axiom Space, in collaborazione con l’azienda KBR e la NASA, si occupa di addestrare astronauti professionisti e privati potendo disporre delle strutture e degli istruttori dell’agenzia spaziale americana. I candidati al volo seguono il percorso formativo di Axiom per molti mesi, preparandosi a vivere e lavorare nello Spazio. La formazione di Villadei aggiunge un’altra dimensione a un’importante e crescente partnership tra l’Italia e Axiom Space. Gli accordi definiscono le modalità di collaborazione, sia in ambito industriale che della ricerca scientifica e tecnologica, nel settore del Commercial Spaceflight: e proprio con il sito italiano di Thales Alenia Space, AXIOM sta attualmente costruendo i primi due moduli della stazione spaziale commerciale. Entrambi i moduli saranno spediti poi a Houston per l’installazione di tutti i sottosistemi operativi e attrezzati per equipaggi e usi scientifici prima del loro lancio attualmente previsto nel 2024 e nel 2025.

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