Le presidenziali a stelle e strisce viste da un italiano in America

Gerardo Marrone ha dialogato con Giuseppe Sarcina, giornalista, editorialista per Il Mondo e dal 1995 al Corriere della Sera. Ne è nata un’intervista sullo scontro elettorale che tra pochi giorni vedrà contrapposti Donald Trump ed Hillary Clinton.

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“Donald Trump, nessuno può prevedere dove si fermerà. Una cosa è certa, comunque. In queste elezioni si fronteggiano due candidati tra i più impopolari nella storia di Democratici e Repubblicani”. Giuseppe Sarcina, corrispondente del Corriere della Sera dagli Stati Uniti, si trova “sul campo” per seguire le Presidenziali. E osserva “un’opinione pubblica molto polarizzata tra chi sostiene e chi avversa Hillary Clinton, così come il suo rivale”.

Davvero “pericoloso” Trump, come sostiene l’ex Segretaria di Stato?

“Il trumpismo ha preceduto Trump. Lui ha solo acceso il fuoco in un terreno predisposto. Ad esempio, nel 2015 molti americani hanno risposto a un sondaggio dell’istituto sociologico “Pew Research Center” che ritengono gli immigrati la principale minaccia al benessere economico e alla sicurezza del Paese. Insomma, gli Usa erano già predisposti a un candidato come Trump”.

Hillary Clinton deve anche fare i conti con gli elettori delusi – eufemismo … – dalla politica economica di Barack Obama. I dati sulla ripresa statunitense, quindi, sono solo propaganda?

“I dati economici sono buoni, ma non va dimenticato che tanta gente ha smesso di cercare lavoro. Diversamente, il tasso di disoccupazione sarebbe decisamente più alto. Chi trova qualcosa da fare, poi, è spesso pagato male. Altro problema: welfare e fisco non redistribuiscono reddito, favorendo pochi ricchi a discapito di tutti gli altri. Che sono sempre di più”.

Possibile che due “impopolari” possano scalare la vetta, sino a contendersi la Casa Bianca?

“I due sono espressione di minoranze molto forti. Lui conta su uno zoccolo duro particolarmente compatto, lei su un’organizzazione formidabile capace di mobilitare sindacati, leader afroamericani e “latinos”, lobby e associazioni molto influenti. Anche Trump non va sottovalutato. Alle primarie è riuscito a ottenere più di 13 milioni di consensi, gareggiando nel suo partito contro molti candidati. Insomma, gode di voti veri!”.
Lo “scandalo delle mail” continua a perseguitare Hillary Clinton. Colpi di scena?
“La campagna elettorale può riservare sorprese sino all’ultimo minuto, all’ultimo momento. L’intervento dell’Fbi nella “mailgate” costituisce un rischio serio, anzi il più serio sulla strada di Hillary Clinton. Non s’è ancora capito, peraltro, cosa abbiano in mano gli investigatori e quale pista stiano seguendo. Sulla base degli elementi che abbiamo finora, tuttavia, queste rivelazioni sembra che possano essere incassate e assorbite da Hillary, dal suo staff. Insomma, che non siano tali da comprometterle l’elezione. Però…”.

Su Trump, invece, s’è abbattuto lo scandalo del video con affermazioni sessiste. Quanto peserà sul risultato finale?

“In effetti, quelle frasi hanno danneggiato molto Trump e hanno pesato su di lui specialmente in ottobre, quando sembrava che potesse recuperare. Il declino costante nei sondaggi sembra proprio che possa essere imputato a questi video, rilanciati più e più volte dai mass-media. Curioso, comunque, che lui paghi dazio per cose fatte molte anni fa, piuttosto che per gli insulti rivolti ai musulmani, agli immigrati e alle stesse donne nel corso di questa campagna elettorale”.