A poco più di due anni dall’approvazione della legge bipartisan sulle infrastrutture fortemente voluta dall’amministrazione Biden, un pacchetto di misure da 1,2 trilioni di dollari, appare opportuno tracciare un primo sommario bilancio dell’operazione denominata Build Back Better, promossa per rilanciare l’economia e soprattutto l’occupazione in un’America lacerata dai conflitti interni oltreché dalle inevitabili conseguenze della pandemia da Covid-19.
In vista delle elezioni che si svolgeranno a novembre il Presidente uscente, impegnato nel duro confronto con lo sfidante repubblicano Donald Trump, non mancherà di sottolineare i risultati raggiunti grazie anche all’opera di Mitch Landrieu, nominato da Biden come coordinatore del gigantesco piano infrastrutturale e dimessosi a gennaio scorso per partecipare attivamente alla campagna per la rielezione del Presidente. Nella sua veste, Landrieu ha contribuito a supervisionare l’investimento più trasformativo delle infrastrutture americane annunciando in due anni oltre 40.000 progetti infrastrutturali distribuiti in 4.500 comunità in ogni Stato e territorio, compresa Washington DC. L’ex sindaco di New Orleans (già protagonista nella ricostruzione della città sconvolta dall’uragano Katrina) è stato l’uomo di punta delle infrastrutture per Biden. A capo di una squadra di 15 persone incaricato di supervisionare ogni aspetto complicato dell’implementazione della legge, dal coordinamento tra più agenzie federali all’interlocuzione con i governi statali e locali, ha avuto il compito di smistare il complesso processo di gara per i progetti più ambiziosi. Biden e Landrieu saranno dunque fianco a fianco nel dimostrare i vantaggi di un pacchetto infrastrutturale, che richiederanno nel caso di molti progetti, anni per essere completati.
Una legge bipartisan per rilanciare l’economia USA
La Legge Bipartisan sulle Infrastrutture (BIL) a differenza della maggior parte della legislazione che si era concentrata su un singolo settore infrastrutturale come i trasporti o l’acqua, ha inteso rivolgersi a tutti i principali settori per rispondere ad annose questioni e a quelle emergenti. Grazie all’Infrastructure Investment and Jobs Act (IIJA) sono state aiutate più di 21 milioni di famiglie a basso reddito ad accedere a servizi Internet ad alta velocità gratuiti o scontati attraverso l’Affordable Connectivity Program sono stati promossi oltre 2.300 progetti per rafforzare la resilienza delle infrastrutture alle minacce come il cambiamento climatico e gli attacchi informatici. Inoltre, la legge bipartisan ha sostenuto il miglioramento della rete stradale per 135.800 miglia e 7.800 progetti di riparazione di ponti, aiutando a ricollegare numerose località in tutto il Paese. Sono stati finanziati anche 445 progetti portuali e di vie navigabili per rafforzare le catene di approvvigionamento, accelerare la circolazione delle merci e ridurre i costi. Progetti mirati a sviluppare la resilienza e l’affidabilità della rete elettrica americana e fornire energia pulita a prezzi più bassi. Un provvedimento di portata straordinaria che ha previsto la rimozione di materiale combustibile pericoloso da 8,7 milioni di acri di terreno, la chiusura di oltre 6.000 pozzi di petrolio e gas oramai inservibili e il finanziamento di 70 progetti per ripulire i siti contaminati. L’investimento nelle infrastrutture, oltre a rafforzare la capacità produttiva statunitense a lungo termine, ha tra i propri obiettivi anche quello di creare delle opportunità per gli americani svantaggiati. Un’attenzione combinata alla crescita e all’ampia diffusione delle opportunità economiche è stato il fondamento quella che il Segretario al Tesoro Janet Yellen ha definito come una «moderna economia dal lato dell’offerta», con la Casa Bianca impegnata a monitorare in maniera puntuale, attraverso il sito interattivo Invest.gov, i progetti e gli investimenti del piano, Stato per Stato.
Infrastrutture: uno sforzo che continua
L’impegno continuo, sul fronte degli interventi infrastrutturali, sta continuando senza sosta ed il 25 gennaio scorso il presidente Biden insieme al ministro dei trasporti statunitense Pete Buttigieg hanno annunciato più di 4,9 miliardi di dollari in finanziamenti dall’agenda Investing in America a 37 progetti da sviluppare attraverso due importanti programmi di sovvenzione discrezionale, il National Infrastructure Project Assistance (Mega) e l’Infrastructure for Rebuilding America (INFRA). Il programma Mega, creato dalla legge bipartisan sulle infrastrutture e che prevede finanziamenti per 5 miliardi di dollari fino al 2026, si concentrerà sui progetti particolarmente grandi, complessi e difficili da finanziare con i tradizionali programmi di sovvenzione. Il programma INFRA, invece, per il quale i fondi sono stati aumentati di oltre il 50% dalla legge bipartisan sulle infrastrutture, finanzierà anche progetti infrastrutturali trasformativi su larga scala: interventi che miglioreranno la sicurezza, l’efficienza e l’affidabilità della circolazione delle merci e delle persone all’interno e attraverso le aree rurali e urbane. «Stiamo portando avanti progetti così grandi, complessi e ambiziosi che non potevano essere finanziati nell’ambito dei programmi infrastrutturali esistenti prima dell’amministrazione Biden», ha affermato Pete Buttigieg, aggiungendo anche che «I nostri programmi INFRA e Mega stanno aiutando a costruire le cattedrali delle infrastrutture americane: progetti veramente trasformativi che cambieranno in meglio intere regioni e il nostro Paese».
Le ricette della Bidenomics premieranno il presidente uscente?
Una nuova politica economica, quella di Biden, da alcuni ribattezzata Bidenomics, in controtendenza rispetto alla Reaganomics degli anni Ottanta del XX secolo. Una nuova politica industriale americana, quella del presidente democratico, che attraverso la l’Inflaction Reduction Act; la legge sugli investimenti nelle infrastrutture e il CHIPS and Science Act, si è dichiaratamente posta tra gli obiettivi di accelerare la transizione energetica per affrontare il cambiamento climatico, rilanciare la produzione americana e controllare il potere economico e militare della Cina. Un’agenda descritta da parte governativa come una rottura fondamentale rispetto al passato, per cui l’impegno del governo nell’economia e quindi anche gli investimenti pubblici, erano visti in maniera negativa. Un concetto che, secondo Brian Deese, ex direttore del Consiglio economico nazionale di Biden ed Innovation fellow al MIT, si è tradotto per gli USA, in significativi disinvestimenti nei settori come ricerca e sviluppo e le infrastrutture. Uno dei cambiamenti più importanti della Bidenomics è stato senza dubbio quello di riconoscere il ruolo della spesa pubblica per cercare di correggere sia i fallimenti del mercato che di gettare le basi per una crescita più forte e inclusiva. Tuttavia, come rilevato da Alessio Celant di Geopolitica.info, pur riportando dei successi in campo economico e sociale, una politica economica così concepita, potrebbe generare inflazione con delle conseguenze anche per la campagna elettorale in corso, visto che di Biden si troverebbe nella difficile posizione di dover giustificare una sottovalutazione delle spinte inflattive dando l’impressione a molti cittadini americani di non esser riuscito a comprendere e gestire la situazione. Naturalmente, nonostante tutti gli sforzi finalizzati al rilancio dell’economia USA attraverso le infrastrutture, non sono mancate critiche o segnali di cui Biden dovrà necessariamente tener conto nei prossimi decisivi appuntamenti. Infatti, pur continuando a pubblicizzare tali interventi e gli indicatori economici positivi, la maggior parte degli americani secondo Patrick Murray, direttore del Monmouth University Polling Institute e autore di un recente sondaggio sul gradimento dell’amministrazione Biden, è ancora segnata dall’aumento dei prezzi causato dall’inflazione post-pandemica, disapprovando le performance del Presidente proprio in materia di infrastrutture energetiche e di trasporto. In questo senso l’andamento dell’economia giocherà un ruolo essenziale, con i democratici che sperano in un miglioramento della situazione da imputare al successo della Bidenomics; nel caso in cui il tasso di inflazione continuasse a ridursi e gli investimenti portino ad un aumento della produzione nel settore manifatturiero e della transizione ecologica, allora sarà possibile riproporre questo tipo di politica economica, sfruttando la scia dei risultati positivi ottenuti.

