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La partnership tra Russia e India a livello strategico ed energetico

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La decisa reazione di Bruxelles nei confronti dell’invasione dell’Ucraina ha costretto Mosca a rivedere i suoi piani energetici nel medio-lungo periodo. L’Unione Europea, per molti anni principale mercato di sbocco per le esportazioni di idrocarburi russi, nel prossimo futuro non importerà più combustibili provenienti dai giacimenti siberiani. In risposta a ciò, il Cremlino ha deciso di guardare ad oriente e di puntare sull’India, partner strategico di vecchia data. La collaborazione energetica che si profila all’orizzonte tra Mosca e Nuova Delhi si inserisce in una cornice di buoni rapporti strategici che risale ai tempi dell’Unione Sovietica.

Cooperazione diplomatica 

Le relazioni bilaterali tra Russia e India sono da lungo tempo caratterizzate da un sostanziale equilibrio. I settori in cui le due potenze collaborano sono molti, segno inequivocabile di una partnership affidabile e duratura. A livello diplomatico, militare ed energetico, infatti, Mosca e Nuova Delhi sono attualmente molto vicine. I primi accordi diplomatici di una certa importanza tra le due grandi nazioni asiatiche risalgono a diversi decenni fa. Nel 1971, India e Unione Sovietica ratificarono un Trattato di pace, amicizia e cooperazione che passò alla storia, trattandosi del primo accordo firmato da Mosca durante la Guerra Fredda con un Paese che non abbracciava ufficialmente il socialismo. Da quel primo trattato nacque un proficuo sodalizio diplomatico che vide i due Paesi sostenersi a vicenda nelle rispettive crisi internazionali. In passato, infatti, la Russia ha posto il veto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che vedevano coinvolta la regione del Kashmir, contesa con il Pakistan, per aiutare l’India. A sua volta, Nuova Delhi si è opposta nel corso del tempo a varie risoluzioni contro la Russia: nel 1980, nel contesto dell’invasione dell’Afghanistan, e nel 2014, in seguito all’annessione della Crimea.

Più di recente, l’India ha mantenuto una posizione di non allineamento benevolo nei confronti della Russia, astenendosi su alcune risoluzioni delle Nazioni Unite in cui si condannavano la guerra e le violazioni dei diritti umani provocate da Mosca in Ucraina. Il rappresentante di Nuova Delhi all’ONU, dichiarandosi rammaricato che le sollecitazioni della comunità internazionale per la pace e il dialogo non fossero state accolte, si è limitato a formulare un appello per la cessazione delle violenze. La sostanziale neutralità indiana ha indispettito notevolmente gli Stati Uniti, impegnati ad isolare economicamente e diplomaticamente la Russia a livello globale. Washington non vede con favore che l’India, un importante membro del Quad in funzione anticinese, si avvicini diplomaticamente a Mosca. Al contrario, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha elogiato l’equidistanza dell’India, rinsaldando una vicinanza diplomatica di lunga data.

Partnership militare 

Nel corso del tempo, Russia e India hanno stabilito delle relazioni molto strette anche in ambito militare. In tale ottica, Nuova Delhi è da sempre molto sensibile ai sistemi tecnologici e alle capacità tecniche russe. Fin dai primi anni post-indipendenza (1947), le industrie pesanti e i rifornimenti bellici avevano una fonte principale: l’Unione Sovietica e, successivamente, la Russia. Ancora oggi, circa il 65% degli armamenti indiani è di produzione russa e tale dipendenza non accenna certo a diminuire. Al contrario, l’India necessita sempre più di un partner in grado di garantire sistemi d’arma performanti a costi contenuti.

Sul mercato sono presenti diverse nazioni in grado di fornire armi ed equipaggiamenti decisamente superiori ai prodotti russi. Stati Uniti, Israele, Regno Unito e Francia, ad esempio, possono offrire una tecnologia bellica invidiabile. Nondimeno, il listino prezzi di queste nazioni è del tutto inavvicinabile per un Paese come l’India, cronicamente in difficoltà economica quando si tratta di investire per l’ammodernamento delle proprie spese militari. La competizione regionale con il gigante economico cinese, le cui risorse sono impossibili da pareggiare per la repubblica indiana, costringe in un certo senso Nuova Delhi a dotarsi di armamenti russi, tecnologicamente non i migliori ma di certo funzionali alle casse indiane. 

L’incontro avvenuto nel dicembre 2021 tra Vladimir Putin e Narendra Modi si inserisce in questa cornice di partnership militare. Tra i vari colloqui, infatti, è stata discussa anche un’intesa per la produzione, in joint venture, di fucili di nuova generazione nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh. Queste nuove armi sono vitali per la modernizzazione dell’esercito di terra indiano, un obiettivo ormai improrogabile viste le continue tensioni indo-cinesi che ormai da qualche anno si verificano sui confini montani dei due giganti asiatici. Oltre ad armamenti terrestri, la Russia fornisce anche un importante supporto missilistico all’India. Risale al 2018, infatti, l’accordo per l’acquisto da parte di Nuova Delhi di 5 reggimenti S – 400 Triumph, di produzione russa. Già in uso in Turchia da qualche anno, si tratta di un sistema d’arma antiaereo a lungo raggio adottato dalle forze militari di Mosca nel 2007 e commercializzato in varie parti del mondo. La commessa indiana, pari a 5.43 miliardi di dollari, doterà lo Stato del Punjab di una moderna difesa antiaerea in funzione anti-pakistana. 

Collaborazione energetica

Se a livello diplomatico-militare i rapporti tra Russia e India sono molto stretti già da un po’ di tempo, la partnership energetica tra il primo e il settimo Paese più esteso al mondo è storia recente. Tuttavia, pur trattandosi di un settore di collaborazione giovane, le due grandi nazioni vantano già numerosi accordi che abbracciano vari ambiti. L’invasione dell’Ucraina e la conseguente risposta europea in merito allo stop all’importazione di combustibili fossili dalla Russia, ha contribuito ad incrementare gli scambi energetici tra Mosca e Nuova Delhi. Trovatosi improvvisamente senza un mercato di esportazione che garantiva centinaia di miliardi di euro all’anno, il Cremlino ha optato per intensificare ancora di più il legame con l’India. 

A marzo 2022, l’Indian Oil Corporation, storica azienda di Stato attiva dal 1959, ha acquistato 3 milioni di barili di greggio dalla Russia per soddisfare le esigenze dell’apparato industriale indiano, in crescita da diversi anni anche se non ancora pienamente sviluppato. Narendra Modi, leader nazionalista hindu al potere dal maggio 2014, sordo alle richieste occidentali di evitare l’acquisto di energia russa, non ha esitato a mettere le mani su un ingente carico di petrolio a prezzi ridotti. Stando a varie fonti, infatti, il prezzo a cui Mosca ha venduto il greggio si sarebbe attestato al 20% in meno rispetto al costo di mercato. La Russia ha anche accettato pagamenti in rupie utilizzando il sistema SPFS, bypassando quindi il sistema internazionale di pagamenti SWIFT nel tentativo di aggirare le sanzioni. Il greggio russo potrebbe arrivare sulle coste orientali dell’India dal porto di Vladivostok, evitando quindi la rotta baltica, in meno di venti giorni di viaggio. In cambio, per riequilibrare i rapporti commerciali, Nuova Deli punta ad aumentare le esportazioni di medicinali, tecnologie ingegneristiche e prodotti chimici verso Mosca, ampliando dunque in maniera ulteriore la collaborazione con la Russia. 

Nell’aprile 2022 si è tenuto un nuovo incontro tra Putin e Modi in cui si sono gettate le basi per l’intensificazione di una partnership energetica anche in materia di gas. L’India ottiene oggi quasi tre quarti del suo Gas Naturale Liquefatto (GNL) con contratti a lungo termine da vari partner. Tuttavia, il caldo soffocante di queste settimane e i continui blackout stanno costringendo le autorità di Nuova Delhi a cercare altri fornitori, tra cui spicca la Russia. Anche in questo caso, il GNL russo potrebbe arrivare in India a prezzi ridotti, in modo da incentivare l’acquisto di ingenti partite di gas con spedizioni via nave.

Corea del Sud e Giappone, altre due nazioni asiatiche che utilizzano diffusamente il gas liquido, si sono rifiutate di rifornirsi dalla Russia in ottemperanza alle sanzioni internazionali. L’India, invece, in linea con una tradizionale politica di non allineamento, non sembra per il momento interessata a privarsi di una preziosa fonte di energia a basso costo che verrebbe fornita da un partner di lunga data. 

Oltre all’ulteriore avvicinamento verificatosi in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, Mosca e Nuova Delhi anche nel recente passato avevano siglato importanti accordi energetici, in particolare in ambito nucleare. La Russia, essendo uno dei principali attori nel mercato internazionale dell’energia nucleare commerciale che offre progetti “chiavi in mano” in oltre 30 Paesi in tutto il mondo, è stato un partner decisivo per il programma di energia nucleare dell’India. A tal proposito, la centrale nucleare di Kudankulam, la più potente del Paese e situata nello Stato meridionale di Tamil Nadu, è stata costruita grazie all’assistenza russa. Inoltre, a partire dal 2018, alcune società indiane lavorano in collaborazione con l’agenzia statale per l’energia atomica della Russia, Rosatom, nella costruzione di due centrali nucleari a Rooppur in Bangladesh. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2023 ad un costo di 13 miliardi di dollari.

Conclusioni

Secondo l’Arthaśāstra, un antico trattato indiano sulle scienze politiche, non esiste amicizia senza interessi personali. Ne erano a conoscenza Nikita Krusciov e Jawaharlal Nehru, leader storici delle due nazioni, ne sono altrettanto consapevoli Vladimir Putin e Narendra Modi. Le relazioni tra Russia e India sono caratterizzate prima di tutto da forti interessi reciproci. Ecco perché, in linea con quanto fin qui analizzato, il rapporto che lega Mosca a Nuova Delhi sarebbe ascrivibile più ad una solidissima partnership strategica che ad una vera e propria alleanza. I punti di contatto tra i due Paesi sono molti, così come gli interessi condivisi in ambito militare ed energetico. 

Nonostante i recenti accadimenti in Ucraina, nell’opinione pubblica indiana Putin gode di un’ottima reputazione tra i nazionalisti hindu, che sono la base elettorale principale del partito Bharatiya Janata di Modi. Allo stesso tempo, in Russia il modello politico di Nuova Delhi, intriso di nazionalismo anche se fondato su una rappresentanza democratica multipartitica, è apprezzato. Nel breve-medio periodo è molto probabile che i rapporti tra questi due colossi asiatici si intensifichino ulteriormente. La Russia necessita di un nuovo compratore di materie prime, mentre l’India ha impellenti esigenze energetiche e militari che possono trovare soddisfazione con il supporto di Mosca.

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