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TematicheItalia ed EuropaI parlamenti spingono l’Ucraina verso la NATO

I parlamenti spingono l’Ucraina verso la NATO

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Fra Vilnius e Lussemburgo due summit importanti dell’Assemblea parlamentare Nato che tracciano il percorso di avvicinamento di Kiev verso l’Alleanza. “La considerazione di cui gode l’Italia anche in questi contesti è in crescita”, spiega Calovini (FdI).

Un applauso corale per festeggiare il 2 giugno in terra lituana, poco prima dell’intervento di Giulio Tremonti a Vilnius in occasione della riunione dei presidenti di Parlamento aderenti all’Assemblea parlamentare della Nato. Questo il benvenuto che la speaker lituana Viktorija Cmilyte-Nielsen, campionessa di scacchi e padrona di casa del summit, ha tributato alla delegazione italiana. Assenti Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, impegnati in Italia proprio per le celebrazioni del 2 giugno, al loro posto il già citato presidente della commissione Esteri di Montecitorio e il presidente della commissione Politiche europee del Senato Giulio Terzi di Sant’Agata. Entrambi eletti nelle liste di Fratelli d’Italia alle ultime elezioni.

Il summit è un altro tassello della diplomazia parlamentare in vista di un ben più significativo vertice che avrà luogo sempre nella capitale lituana, ovvero il vertice Nato dell’11 e 12 luglio. “Una politica estera e una difesa comune europea sono essenziali”, ha detto Tremonti citando il manifesto di Ventotene in chiusura del suo intervento in cui ha voluto ricordare alcuni episodi, soprattutto in chiave europea, del suo percorso politico. Maggiormente focalizzato sul legame con l’Ucraina invece l’intervento della francese Joëlle Garriaud-Maylam, parlamentare repubblicana e presidente dell’Assemblea parlamentare Nato. La senatrice francese ha prima incontrato lo speaker ucraino Ruslan Stefanchuk, per poi visitare le truppe Nato impegnate nel Paese baltico. “La Russia e le altre autocrazie – ha spiegato in apertura del summit – vogliono minare le fondamenta dell’ordine internazionale basato sul diritto. L’Assemblea parlamentare Nato è convinta che la nostra risposta debba essere guidata dai valori sanciti dal trattato istitutivo dell’Alleanza”.

Pochi giorni prima era stata la volta di Lussemburgo, dove si è riunita l’Assemblea parlamentare Nato per la sua sessione primaverile: circa 250 delegati, provenienti dai 31 Paesi dell’Alleanza e dai 16 partner, con la “prima volta” per la Finlandia da membro effettivo. Nutrita anche la delegazione italiana, guidata dal neo-eletto presidente Lorenzo Cesa, politico di lungo corso ed esponente centrista della maggioranza di governo. In Lussemburgo la nostra delegazione, oltre a partecipare ai lavori votando le due risoluzioni finali, ha anche avuto modo di prender parte a quattro bilaterali: con le delegazioni di Ucraina, Kosovo, Georgia e con la leader dell’opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya.

La delegazione ucraina era guidata da Yehor Cherniev, parlamentare del partito di Zelensky. Nato a Berdiansk, nella regione di Zaporizhzhia, sul mar d’Azov. Uno dei primi centri conquistati dai russi all’inizio del conflitto. Ed è chiaro come il tema del percorso di adesione alla Nato da parte dell’Ucraina sia centrale. Cherniev ha chiesto che al vertice di Vilnius venga affermata una prospettiva chiara. E per costruire un percorso – nella consapevolezza che l’adesione non può avvenire a conflitto in atto – è importante anche il sostegno politico dell’assemblea parlamentare. Questo c’è stato. “Il corretto posto dell’Ucraina è all’interno della Nato e l’Ucraina diverrà un membro dell’Alleanza”, recita un passaggio delle conclusioni.

Così come in parallelo non è mancato da parte ucraina un riconoscimento del contributo militare dei Paesi dell’Alleanza, soprattutto di quelli europei. Il documento finale approvato ha ribadito una formula netta, parlando di come le delegazioni siano “unite e risolute al sostegno dell’Ucraina”. Cherniev ha parlato poi di quale può essere – da parte ucraina – il punto di caduta per interrompere le ostilità, ovvero il rispetto “di almeno quattro dei punti del piano del presidente Zelensky”. Dunque la liberazione dei territori ucraini occupati, il perseguimento dei crimini di guerra, la riparazione dei danni del conflitto e garanzie di sicurezza per il futuro. Nodi non certo semplici da sciogliere, quanto meno in questa fase.

“È stato riconosciuto al nostro Paese un ruolo significativo”, spiega Giangiacomo Calovini, principale riferimento parlamentare di Fratelli d’Italia sul fronte della politica estera. “Ho trovato un contesto in cui la leadership di Giorgia Meloni è apprezzata, così come lo è quello che sta facendo la nostra Nazione in sostegno all’Ucraina. Più tempo passa e maggiore è la considerazione di cui godiamo”, aggiunge il parlamentare bresciano. La postura italiana è comunque stata condivisa dai vari componenti della delegazione. “Abbiamo ribadito tutti il sostegno che l’Italia è pronta a dare agli ucraini”, spiega Simona Malpezzi, senatrice del Partito democratico.

L’incontro con Sviatlana Tsikhanouskaya ha avuto un valore soprattutto simbolico. “La situazione in Bielorussia è peggiorata rispetto all’ultima volta in cui avevo avuto modo di parlare con lei”, afferma Malpezzi. La leader dell’opposizione bielorussa dovrebbe tornare in Italia nelle prossime settimane e in quella occasione non è da escludere un incontro ai più alti livelli istituzionali. Magari bissando il bilaterale avuto con Giorgia Meloni al vertice del Consiglio d’Europa di Reykjavik.

Altro fronte discusso a Lussemburgo è quello dei rapporti fra Italia e Kosovo. Un incontro fra delegazioni che ha preceduto gli scontri in cui sono rimasti feriti i militari italiani della Kfor a Zvecan, uno dei quattro Comuni del nord a maggioranza serba. La riunione fra le delegazioni italiana e kosovara è stata aperta dal presidente Driton Hyseni, che ha ricordato le aspirazioni del Paese balcanico a entrare nelle istituzioni euro-atlantiche. La spinta più forte riguarda il possibile ingresso nel Consiglio d’Europa, oggi presieduto dall’olandese Tiny Kox. Un ingresso che sarà oggetto di discussione nei prossimi mesi. Diversa la situazione per l’Assemblea parlamentare Nato: il Kosovo è pronto a chiedere che il suo status passi da quello di osservatore a quello di associato. Di particolare interesse anche l’incontro con i parlamentari georgiani. Con un focus sul fronte della cultura e dell’istruzione. Nei prossimi giorni un altro appuntamento importante per la delegazione italiana dell’Assemblea parlamentare Nato.

Si tratta della trasferta a Washington cui prenderanno parte i componenti delle sottocommissioni Tendenze tecnologiche e sicurezza (STCTTS) e Relazioni economiche transatlantiche (ESCTER).

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