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TematicheMedio Oriente e Nord AfricaPalestina membro ONU: saranno decisivi gli Stati Uniti

Palestina membro ONU: saranno decisivi gli Stati Uniti

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L’obiettivo è ambizioso. Forse troppo. L’Autorità Palestinese 11 anni fa ha presentato al Consiglio di Sicurezza ONU la richiesta formale di diventare membro a pieno titolo dell’organizzazione internazionale. In settimana ha rinnovato la richiesta, scatenando le aspre critiche di Israele. Nel frattempo la Palestina (come il Vaticano) è all’ONU uno Stato osservatore non membro. Ma l’iniziativa di upgrade ha poche chance di riuscita.

Articolo precedentemente pubblicato su The Watcher Post e qui consultabile.

Cosa accade a New York
Il Comitato ONU dei 15 membri sta anzitutto valutando se la domanda soddisfi i requisiti per l’adesione. La richiesta potrà essere accantonata o sottoposta a un voto formale nel Consiglio di Sicurezza. L’approvazione finale richiede almeno 9 voti a favore e nessun veto da parte di: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia o Gran Bretagna.

Probabile il veto USA
Sulla procedura di ammissione si deciderà plausibilmente entro fine mese. Ma qualunque sarà la scelta è probabile che gli Stati Uniti porranno il veto finale. Già prima delle consultazioni a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza, ieri l’ambasciatore Usa all’ONU, Robert Wood, ha spiegato che la posizione di Washington non è cambiata. “La questione della piena adesione palestinese è una decisione che dovrebbe essere negoziata tra Israele e i palestinesi. Era una questione di status finale sotto Oslo ed è necessario elaborare un accordo, è così che si dovrebbe arrivare alla piena adesione”. La richiesta della Palestina potrebbe prendere anche la strada procedurale dell’Assemblea Generale, dove non c’è diritto di veto. L’ha proposta l’Algeria, a nome del Gruppo Arabo. Ma anche in questo caso la decisione assembleare potrebbe poi subire il veto USA al Consiglio di Sicurezza.

La sensazione è che la richiesta terminerà in un nulla di fatto e che l’iniziativa avrà avuto solo l’effetto di inasprire le accuse reciproche con Israele (e non solo).

«Speriamo sinceramente, dopo 12 anni da quando abbiamo cambiato il nostro status in Stato osservatore, che il Consiglio di Sicurezza si elevi per attuare il consenso globale sulla soluzione dei due Stati ammettendo lo Stato di Palestina come membro a pieno titolo», ha affermato l’inviato palestinese delle Nazioni Unite Riyad Mansour, parlando ai giornalisti dopo l’incontro, con accanto l’ambasciatrice Frazier.

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